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Legittimo impedimento

 Comincian le pressioni sulla Corte
 al fine che il legale impedimento
 non vada incontro ad una brutta sorte,
 mandando in tribunal quell’elemento.

 Sarebbe un’eversione bella e buona
 obbligarlo ad andar sotto processo
 senza, ahimé, poter dir: “Vado per mona
 perché Gianfranco Fini mi ha depresso”.

 “Ho un rendez vous-con Ruby Rubacuori,
 dell’amico Mubarak la nipote”.
 “Vado allo Ior per dare ai migratori
 un po’ delle promesse banconote,

 in modo che il governo mio non cada”.
 “Vado da Emilio Fede e Lele Mora
 a cercarmi qualcuna che mi aggrada”.
 “Vado dal Papa a dir: “Ora et labora”

 per farmi perdonar le scappatelle”.
 “Vado a farmi truccar qualche sondaggio
 perché sembri in ascesa il Pdl”.
 “Vo a premiar Minzolini che ha il coraggio

 di dir che sono un ottimo pilota”.
 “Vado a cenare col padano Umberto,
 Calderoli, Maroni e con la Trota,
 del darwiniano orango un bel reperto”.

 “Di Mangano, l’eroe, vado al sacello
 perché intervenga presso il Padreterno
 per salvar dalla cella il buon Marcello
 e mandare Saviano giù all’inferno”.

 “Prendo un Marte al museo d’Antichità
 e gli attacco un pisello come un mulo”.
 “Vo alla Consulta e dico: “Sono qua,
 soltanto per mandarvi a fare in culo”.

 Carlo Cornaglia
 26 novembre 2010
 

Pubblicato il 26/11/2010 alle 16.29 nella rubrica Le poesie di Carlo Cornaglia.

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