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Il ciclone Gianfranco

 Già s’avvicina un grande fortunale
 con tuoni, lampi, fulmini e saette
 ed al riparo corre ogni animale
 nelle accoglienti tane ben protette. 

 Ma c’è chi affronta calmo il gran ciclone,
 già sapendo che non si bagnerà.
 Il nostro beneamato Capellone
 grazie ai quattrini sempre scoperà,

 dall’Italia lontan, mal che gli vada.
 Gianfranco Fini che si fa passare
 per colui che aprirà una nuova strada
 il servitore finirà di fare.

 Bersani sta tranquillo: il suo Pd,
 malgrado l’acqua che cadrà dal cielo,
 non potrà andare peggio di così,
 ben diviso fra Marx ed il Vangelo.

 Di Pietro dell’Italia dei Valori
 saprà trovar bersagli alternativi
 da affrontare con tutti i suoi furori,
 naturalmente senza congiuntivi.

 Caltagiron Casini e il prode Cesa
 continueranno a predicare a cazzo
 nel nom di Benedetto e della Chiesa
 senza provare il minimo imbarazzo.

 Della Lega padana il firmamento
 continuerà ad urlar: “Roma ladrona!”,
 pur essendo di ladri un reggimento.
 Allora il fortunale è cosa buona,

 nessuno soffrirà per il ciclone?
 Ebbene, no! Provatevi a pensare
 a Cicchitto, Gasparri, Capezzone
 e a Bondi…, senza un culo da leccare.

 Carlo Cornaglia
 il Misfatto, 14 novembre 2010



Pubblicato il 17/11/2010 alle 18.17 nella rubrica Le poesie di Carlo Cornaglia.

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