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Oh che bel mestiere fare il puttaniere!

 Il pace-maker gli dà tanta energia,
 quella che manca gliela dà il viagra
 e, grazie allo scopare in compagnia,
 l’orgasmo senza interruzion deflagra.

 C’è chi si scandalizza, chi lo invidia,
 chi lamenta che tromba e non governa,
 c’è chi cita Bill Clinton con perfidia,
 chi gli amori di Kennedy squaderna,

 chi lo porta ad esempio di amatore,
 chi lo scusa perché lavora tanto
 e di una troia merita l’amore
 della chitarra di Apicella al canto.

 Fede dice che gli morì la mamma
 e dalla moglie ha appena divorziato,
 perciò per superare il doppio dramma
 è giusto scopi come un forsennato.

 Si affannan tanto Emilio, Lele Mora
 e il pappone barese Tarantini
 a accompagnar nella regal dimora
 le prostitute per i suoi festini.

 Di Putin sul lettone in ogni notte,
 per la gioia del grande puttaniere,
 arrivano plotoni di mignotte
 senza trucco e in minigonne nere,

 ma nonostante i gemiti, i sospiri
 e le grida d’amore e di passione
 c’è il dubbio che il pisello non gli tiri
 e il tutto sia la solita finzione.

 Si dà un grande da fare ogni fanciulla
 per arrapare il povero anzianotto,
 con i giochi d’amore lo trastulla,
 ma resta indifferente il passerotto.

 Carlo Cornaglia
 il Misfatto, 7 novembre 2010
 
 
 

Pubblicato il 10/11/2010 alle 15.34 nella rubrica Le poesie di Carlo Cornaglia.

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