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Sotto a chi tocca

 Fino a quando gli ha detto: “Silvio, ok!”
 l’ha lodata e abbracciata lusinghiero,
 fino al brutal: “Una velina sei!”
 e a offrirle allo Sviluppo il ministero.

 Ma bastò dir che “La ripresa è lenta,
 l’evasione fiscal sbalorditiva
 e non fummo i miglior nella tormenta”
 per scatenar l’azione punitiva.

 Va all’attacco il Giornale di famiglia
 il qual coi suoi sicari prezzolati
 si appresta ad inondarla di fanghiglia.
 “Emma, rompicoglioni, ci hai stufati!

 A causa delle critiche al premier
 per venti giorni romperemo il cazzo,
 preparando uno splendido dossier
 che ti procurerà molto imbarazzo!”

 Dopo Boffo, Veronica e Mesiano,
 dopo Gianfranco, Sircana e Fassino,
 i sicari col manganello in mano
 attaccan la regina del tondino.

 Ma li intercetta Woodcock… “Maledetto! –
 tutta la destra per lo sdegno avvampa –
 Se è proibito un ricatto per l’ometto
 che fine fa la libertà di stampa?”

 Difendono il Giornale del fratello
 Sandro Bondi, Cicchitto, il piduista
 con Gasparri, Castelli e Quagliariello.
 “La legge sul bavaglio torna in pista!

 Son permessi i dossier ed i ricatti –
 va urlando il Cavalier sempre più truce –
 e i magistrati stiano zitti e quatti!”
 S’alza un coro entusiasta: “Duce, Duce!”

 Carlo Cornaglia
 Il Misfatto, 10 ottobre 2010

Pubblicato il 12/10/2010 alle 15.24 nella rubrica Le poesie di Carlo Cornaglia.

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