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Povero vecchio

 Ventinove settembre, nell’arena
 della Camera blatera il premier,
 concludendo così l’estate oscena
 vissuta grazie e Fini e ai suoi lacché.

 Gli piacerebbe aver la maggioranza
 anche senza i Granata ed i Bocchino,
 indifferente, nella circostanza,
 all’aver trasformato in un casino

 l’augusta Camera dei deputati.
 Copyright Stracquadanio è l’opinione
 che, pur di avere i culi ben piazzati,
 sia cosa buona la prostituzione.

 E al Cavalier non è sembrato vero
 salvaguardar le sue chiappe caimane
 non per bontà di azioni e di pensiero,
 ma col voto di instabili puttane.

 Del resto una puttana è assai migliore
 di un brutto ceffo in fuga da una cella,
 pluriprescritto e mega corruttore,
 che persona perbene si gabella.

 I cinque punti espon Sua Ignobiltà:
 “Federalismo, fisco, sicurezza,
 giustizia e Meridion!”, ma in verità
 vuol sol l’immunità da ogni schifezza.

 Del vero Silvio ha fatto gran sciupìo
 con un discorso molto doroteo,
 da democristo anzian, ma senza Dio,
 da anziano democristo, ma più reo.

 Il tirare a campar come Andreotti
 è molto meglio che tirar le cuoia,
 ma per avere più serene notti
 il voto gli mancò di qualche troia.

  Carlo Cornaglia
  da Il Misfatto, 3 ottobre 2010
 

Pubblicato il 7/10/2010 alle 13.57 nella rubrica Le poesie di Carlo Cornaglia.

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