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Il mercato delle vacche

 Impegnato ad ampliar la maggioranza
 per timor dei finiani traditori,
 par pronto a rinnovar la vecchia usanza
 di comprare deputati e senatori.

 Dai verbali di Arcangelo Martino,
 dalle intercettazioni con Saccà
 e dai racconti di Randazzo Nino
 par che per dare a Prodi l’altolà

 si offrissero aiutini alla tivù,
 assegni milionari, posti in lista,
 sottosegretariati e ancor di più.
 La stessa strategia par messa in pista

 per salvar la poltrona del premier,
 affidando a una vecchia nullità
 il trovar per lo men venti lacché
 per “Nazional Responsabilità”.

 Nucara cerca troie all’arrembaggio
 per la voglia arretrata assai voraci,
 sempre disposte al far libertinaggio
 nei confronti del re dei contumaci

 che ha da sempre una sola qualità:
 comprar quel che gli serve coi quattrini.
 Comprò giornali, donne, società,
 testimoni, ministri burattini,

 comprò ville da orfane fanciulle,
 comperò giocator, leggi, lenoni,
 comprò televison, cactus, Betulle.
 “Fra di noi non ci son più mascalzoni… ,

 poiché cacciammo a calci nel sedere
 chi osò invocare la legalità!”
 ai giovani assicura il Cavaliere.
 Ma il vero mascalzone ancor ci sta!

Carlo Cornaglia
Il Misfatto, 19 settembre 2010


Pubblicato il 22/9/2010 alle 18.49 nella rubrica Le poesie di Carlo Cornaglia.

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