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L’alfiere dell’antimafia

 Pare Schifani, capo del Senato,
 dotato di una strana calamita:
 i tipi con i quali ha lavorato
 la legge hanno sovente poi tradita.

 Sicula Broker fu una società
 della quale fu socio il presidente:
 c’erano D’Agostino, Mandalà,
 Maniglia e De Lorenzo, tutta gente

 che fu per mafia poi mandata in cella.
 Fu per il sindaco di Villabate,
 a sentire il pentito Campanella,
 autor di consulenze ben pagate

 a favor degli sporchi suoi interessi,
 un fatto che Schifani poi negò.
 Un’altra cosa che lascia perplessi
 è la cooperativa dove entrò

 per la palermitana abitazione:
 col costruttor Sansone, poi mafioso,
 socio ne fu un altro bel campione,
 Vito Buscemi, poi malavitoso.

 La casa a Cefalù, in riva al mare,
 ha comprato Schifani da Alamia
 che poi di Ciancimino fu compare
 e indagato per mafia e compagnia.

 Fra i suoi clienti ebbe personaggi
 poi legati alla mafia vecchia e nuova,
 esperti in corruzione e riciclaggi,
 gente che il suo buon nom mette alla prova.

 E c’è il timor che prima o poi succeda
 che chi l’ha fatto capo del Senato
 per corruzione il cielo a scacchi veda…
 Moral? Schifani ietta od è sfigato.
 
Carlo Cornaglia
29 agosto 2010

Pubblicato il 31/8/2010 alle 10.2 nella rubrica Le poesie di Carlo Cornaglia.

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