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Ei fu, la maggioranza non l’ha più

 Non è invincibile il Cavaliere,
 basta un qualunque Fini ed è fottuto,
 in un amen riman senza potere.
 Il perfido Gianfranco ha avuto il fiuto

 di trovare la giusta arma letale:
 gli è bastato scovar la parolina
 che vale molto più di un arsenale
 per mandar Berlusconi alla rovina.

 Gli ha fatto sussurrar moralità
 da Granata, compagno di partito
 e tutto il suo potere là per là
 come la neve al sole gli è svanito.

 L’effetto che fa al toro il drappo rosso
 ha fatto la parola al Cavaliere
 che come un toro gli è volato addosso,
 facendosi infilzare ch’è un piacere.

 Sta per crollare il mondo del caimano,
 mentre piangono tutti i suoi lacché:
 La Russa, Stracquadanio, Bondi, Alfano,
 Capezzone, Cicchitto, Santanché,

 le ministre per lui d’amore accese
 e di splendide gnocche le caterve.
 Musso, del Pidielle genovese:
 “Un gruppo senza zoccole ci serve,

 col totale rispetto del programma
 e senza scandali alla Brancher!”
 I consigli di Musso sono un dramma
 per l’ormai disperato Cavalier

 che a un partito così non si appassiona.
 “Io rinuncio al programma e alla virtù
 pur di aver tante gnocche e tanta mona…
 E pace se il governo non c’è più!”

Carlo Cornaglia
9 agosto 2010

 

Pubblicato il 10/8/2010 alle 19.22 nella rubrica Le poesie di Carlo Cornaglia.

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