Blog: http://voglioscendere.ilcannocchiale.it

Watergate casereccio

 Ad Arcore, vigilia di Natale,
 anno duemilacinque per la storia,
 Silvio riceve un dono eccezionale:
 un’intercettazione accusatoria

 nei confronti del misero Fassino:
 “Consorte, siam padroni di una banca!”
 Sprofondato in poltrona l’omarino
 per la grande emozione quasi sbianca

 e promette a Favata, il donatore:
 “La famiglia sarà grata in eterno!”
 Per caso suo fratello è l’editore
 del Giornale… Sei giorni ed è l’inferno:

 “Fassino – sul Giornale – è un lestofante,
 sono i Ds pien di farabutti,
 non è vero che son anime sante,
 sono mariuoli proprio come tutti!”

 Non è trascritta l’intercettazione
 e pertanto è illegale totalmente
 ma se ne fotte Silvio, oggi campione
 della privacy della brava gente.

 E’ questa la denuncia che Favata
 ha fatto al tribunale che ora indaga,
 visto che la famiglia non fu grata.
 Sui quotidiani tutti i dì dilaga

 la legge che imbavaglia il giornalista
 e che rende impotente il magistrato,
 la legge target per il piduista
 al traguardo oramai quasi arrivato:

 fare in Italia tutto quel che vuole.
 Per fermare il campione dei bugiardi
 prorompe una proposta dalle gole:
 “Cacciarlo a calci in culo!”… E’ sempre tardi.

Carlo Cornaglia
da Il Misfatto, 6 giugno 2010

Pubblicato il 8/6/2010 alle 18.34 nella rubrica Le poesie di Carlo Cornaglia.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web