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Caimano bollito in salsa verde

 Le regionali crede d’aver vinto
 visto che ha chiuso in un’enclave i rossi
 e, invece, è il suo partito il caro estinto
 a causa dei padan di Umberto Bossi.

 La rossa primula dei tribunali
 per le riforme che produrre agogna
 si consegna ai leghisti suoi sodali,
 mentre l’opposizion l’inciucio sogna

 e Calderoli, il Semplificatore,
 al suo pessimo istinto dando sfogo,
 con le leggi oramai senza valore
 pur la Costituzione manda al rogo.

 L’accordo con la Lega è presto fatto:
 il premier pensa solo ai fatti suoi
 e Bossi, grazie a un orrido baratto,
 la neo Costituzion studia per noi.

 Da una parte Ghedini con Alfano,
 dall’altra Calderoli e Trota Bossi,
 gli uni dalla prigion salvano il nano,
 gli altri fan sì che la Nazion si affossi.

 “Magistratura infam!” grida il premier
 nel fuggire da Corti e Tribunali
 grazie ai trucchi coi quali i suoi lacché
 ne fanno un angioletto con le ali.

 “Federalismo! – gridano i leghisti –
 Il Nord è produzione, il Sud zavorra,
 al Settentrion quattrini agli schiavisti,
 al Meridione ‘ndrangheta e camorra!”

 Giorgio, che firma tutto mentre dorme,
 agli italiani dice che è sereno
 solo al sentir parlare di riforme:
 non vedremo mai più l’arcobaleno…

 Carlo Cornaglia, 12 aprile 2010

Pubblicato il 12/4/2010 alle 11.25 nella rubrica Le poesie di Carlo Cornaglia.

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