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Il Virgilio delle catastrofi

Un altro terremoto ci travolge:
per intercettazioni ficcanaso
finisce nel profondo delle bolge,
per corruzione, Guido Bertolaso

Il nume tutelar dello Stivale,
l’incarnazione del berlusconismo
con la divisa della Nazionale,
è vittima di un personale sismo.

Il solito piemme comunista,
insensibile al bene dell’Italia,
indaga l’amicon dello statista
che lo allevò come un’asciutta balia.

Non si sa se mazzette gli abbian dato
né  se si avvalse di sessual favori,
ma si sa che andò bene a suo cognato
sempre molto vicino ai suoi lavori.

Per il gip Bertolaso non ci azzecca
dei collaboratori nella scelta,
poiché con lui trovarono la Mecca
da Anemone corrotti assai alla svelta.

Persone definite nell’ambiente:
gente che ruba da mattino a sera,
task force compatta, cricca delinquente,
banditi degni sol della galera.

“Attuator” dei lavori d’emergenza
immersi in corruzion gelatinosa
che offron, senza alcuna concorrenza,
degli appalti la torta appetitosa.

E’ il sistema varato dal caimano
per saltar ogni tipo di controllo
facendo dell’Italia una Milano
come era di Bettin prima del crollo.

Grazie al forte voler di Sua Indecenza
e di Guido, il miglior dei servitori,
tutto diventa qui grande emergenza,
occasione di imbrogli e di favori:

non solo devastanti terremoti,
inondazioni, grandi incendi e frane,
ma pur pellegrinaggi di devoti,
la cura delle bufale campane,

i mondiali di nuoto in quel di Roma,
rotonde e tangenzial nel varesotto,
le veliche regate a randa e boma,
i rifiuti a Palermo ed il G8,

i centocinquanta anni di unità,
il traffico di gondole in laguna,
i viaggi delle Loro Santità,
il Congresso Eucaristico che aduna

fiumane di fedeli a Ancona e Bari,
la festa di san Beppe a Cupertino,
il pian degli istituti carcerari,
gare di calcio, giubilar paolino,

la messa in sicurezza di Pompei,
l’esumazion del corpo di San Pio,
i folli ingorghi dei partenopei
e Pratica di Mare, eziandio!

Tutte occasion per sputtanar denari,
per derogar da norme e trasparenza,
per arricchire folle di compari
che diverranno fan di Sua Indecenza:

corrotti e corruttor, questo è il sistema.
I De Santis, gli Anemone e i Balducci
del puttanaio sembrano l’emblema,
al seno del poter t’attacchi e ciucci.

Pensando solo cose divertenti,
tralasciando i guadagni miliardari,
quanto son miseri questi potenti
dalle intercettazioni ben impari.

La cinquecento in uso alla Signora,
la Bmw per l’uomo di potere,
un impiego al figliol che non lavora,
la coppia, ovvero colf e giardiniere,

pagata con i soldi della gente.
E ancora due poltrone ed un divano
e uno sciacquon che perde allegramente
nella magione di Montepulciano:

“Son due mesi che piscia e ancor non smette!”
Provvederà Anemone, il buon Diego
per far sì che non salgan le bollette.
“Siamo al Gritti, Anemone, ti prego

di procurarci un paio di battone…
Il Gritti di Venezia è un sette stelle
e pertanto la qualità s’impone:
le due puttane devon esser belle!”

Questa è l’Italia ai tempi del caimano
e dello zar di tutte le emergenze,
la coppia che, la mano nella mano,
ogni giorno ci copre di indecenze.

Ma presto finirà di andare mal,
poiché, grazie a Bersani, ci opporremo:
Pierluigi si reca al Festival
e la rivolta parte da Sanremo!

Carlo Cornaglia, 15 febbraio 2010

 

Pubblicato il 16/2/2010 alle 14.59 nella rubrica Le poesie di Carlo Cornaglia.

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