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Foto di digikuva da flickr.comOggi Clemente Mastella ha detto che a gennaio potrebbe lasciare il ministero della Giustizia. L'annuncio non sorprende. Mastella è un politico navigato. Al contrario di molti esponenti della coalizione di centro-sinistra che continuano a difenderlo, il leader dell'Udeur sa benissimo di essere ormai l'uomo sbagliato nel posto sbagliato

Fare il Guardasigilli, in un paese in cui le classi dirigenti sfoggiano tassi di devianza criminale elevatissimi, è un mestiere difficile: si è sempre sulle prime pagine dei giornali, sì è sempre al centro dell'attenzione. E questo Mastella proprio non può permetterselo. Nella vita, come ha lui stesso ammesso durante un burrascoso forum con Micromega, non si è fatto mancare nulla. È stato amico di Luciano Moggi, di Lele Mora, di molte soubrette, di Silvio Berlusconi, di una serie d'imprenditori sotto inchiesta a Catanzaro per sperpero di fondi pubblici e persino di  Francesco Campanella, il massone che falsificò la carta d'identità utilizzata da Bernardo Provenzano per andare a farsi curare in Francia. Inevitabile quindi che ad ogni indagine sui più diversi tipi di consorterie occulte il nome di Clemente sia saltato fuori da verbali e intercettazioni.

Finché Mastella era uno tra i tanti, il dato era considerato quasi fisiologico. Ora non più: chiudere un occhio, anzi due, sui comportamenti e le frequentazioni del ministro della Giustizia, persino in Italia è diventato impossibile. Così il leader dell'Udeur medita di defilarsi. Intanto quello che doveva fare lo ha fatto: ha portato a casa una riforma dell'ordinamento giudiziario che per la prima volta consente al Guardasigilli d'intervenire sulle inchieste in corso domandando il trasferimento d'urgenza di chi indaga. È riuscito a instradare verso un probabile insabbiamento i fascicoli calabresi in cui egli stesso era indagato. Ha costretto il governo a far quadrato intorno a lui giocando le amate carte del ricatto politico.

Missione compiuta, insomma, soldato Mastella! Se Romano Prodi non cadrà il prossimo anno ci sarà un rimpasto, verranno tagliati molti dicasteri e anche per te ci sarà il meritato riposo. Ovviamente non a casa, ma su una nuova e più comoda poltrona.

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