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fifo

Come i ladri professionisti, che agiscono nottetempo con passo felpato, il Pdl (Partito dei Ladri) ha svaligiato ieri notte un altro pezzo di legalità e di democrazia. Il decreto che fornisce la cosiddetta “interpretazione autentica” delle leggi elettorali stravolgendole ex post a immagine e somiglianza delle illegalità commesse presentando la lista del presidente Formigoni in Lombardia e quella del Pdl nel Lazio, è un obbrobrio giuridico, l'ultimo sputo sulla Costituzione.

La consueta firma di Ponzio Napolitano è anche peggio di quelle apposte su altre leggi vergogna come il Lodo Alfano, le norme razziali anti-immigrati e lo scudo fiscale. Stavolta cambiano in corsa le regole della partita elettorale per riammettere in campo chi ne era stato espulso per evidenti illegalità. Cioè per consentire di vincere a chi, secondo la legge, non dovrebbe proprio giocare. Il tutto in barba ai diritti di coloro che hanno rispettato le regole, raccolto firme autentiche, presentato le liste in tempo utile. Senza contare la legge (nr. 400/1988) che vieta espressamente i decreti in materia elettorale.

Personalmente era da un pezzo che non mi sentivo più rappresentato da Giorgio Napolitano e nutrivo sempre maggiore nostalgia per i veri garanti della Costituzione come Einaudi, Pertini, Scalfaro e persino Ciampi. Da ieri – a giudicare dai centralini intasati del Quirinale – ho l'impressione di essere in ottima compagnia.
Per 50 anni Napolitano è stato accompagnato dal nomignolo di “figlio del Re” per la sua straordinaria somiglianza con Umberto II di Savoia. Ma era il re sbagliato: Napolitano è il degno erede di Vittorio Emanuele III, il sovrano che nel 1922 non mosse un dito contro la marcia su Roma e nel 1943 fuggì a Brindisi. Anche lui, nella notte. 
(Vignetta di Fifo)

Segnalazioni

Forza Mussolini -
di Marco Travaglio, Il Fatto Quotidiano, 5 marzo 2010

Decreto salva-liste, un golpe istituzionale - L'intervista di Micromega a Luigi De Magistris

AD PERSONAMMarco Travaglio presenta il suo ultimo libro "Ad Personam(ingresso libero fino ad esaurimento posti)
Torino, 8 marzo, ore 21 - C/o Teatro Nuovo, corso Massimo D'Azeglio 17
Intervengono Antonio Ingroia e Gustavo Zagrebelsky. Modera Ettore Boffano.
Bologna, 10 marzo, ore 17 - C/o Bravo Caffé, via Mascarella 1.
Taneto di Gattatico (RE) 10 marzo, ore 21.30 - C/o circolo Fuori Orario, via don Minzoni 96/b.
Milano, 11 marzo, ore 21, C/o Camera del Lavoro, corso di Porta Vittoria 43
Intervengono Piercamillo Davigo e Peter Gomez.
Il calendario di tutte le presentazioni 

Commento del giorno
di ezio - lasciato il 6/3/2010 alle 12:48 nel post Giustizia modello Tamaro
Democrazia: non essendosi potuto fare in modo che quel che è giusto fosse forte, si è fatto in modo che quel che è forte fosse giusto. (Blaise Pascal)


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 fifo

Signornò da L'Espresso in edicola

Come la Nazionale di calcio, che vanta 60 milioni di commissari tecnici, anche la Giustizia è assediata da un esercito di giuristi per caso che sputano sentenze senza sapere di che parlano. L'ultima della serie è Susanna Tamaro, che regala ai lettori del 'Corriere della Sera' un paginone di perle di rara saggezza: 'Gogna mediatica, Paese immorale'. La giureconsulta triestina è molto turbata per lo scandalo della Protezione civile: non, beninteso, per i milioni sperperati dai Bertoladri, ma per le cronache dei giornali. "Pazienza", sentenzia, "se in questo calderone si gettano uomini che poi, al termine delle indagini, risultano estranei ai fatti, com'è successo con Boffo e, spero, con Bertolaso". In realtà Boffo è stato condannato per molestie. Era falsa invece la presunta 'informativa di polizia' sulla sua omosessualità citata dal 'Giornale' (cui la Tamaro ha collaborato negli anni scorsi). Il caso Boffo non c'entra nulla col caso Bertolaso, indagato per corruzione dalla magistratura. Ma qui, con una virata da grande skipper, la Tamaro tira in ballo "il grande orecchio delle intercettazioni" che avrebbe mietuto "le prime vittime illustri" in "Lelio Luttazzi e Walter Chari, arrestati con un'accusa infondata di detenzione e spaccio di droga nel lontano 1970".

In realtà le intercettazioni non c'entrano nulla: Chiari fu arrestato per le accuse di un delinquente comune che coinvolse anche Luttazzi, totalmente estraneo, mentre l'attore fu assolto dallo spaccio e condannato per detenzione di droga. Alla rinfusa, la Tamaro infila nel calderone Enzo Tortora, pure lui estraneo alle intercettazioni (accusato da vari pentiti e assolto). E persino "Lucio Battisti, anche lui morto prematuramente dopo anni di insulti, sospetti, accuse infamanti, come quella di essere fascista".
Ma Battisti morì prematuramente per un tumore assolutamente indipendente dalle voci sulle presunte simpatie di destra, nate e morte trent'anni prima. Alla fine, nel frittomisto Bertolaso-Chiari-Luttazzi-Tortora-Battisti, la Tamaro imbarca pure la Tamaro, perseguitata da "una campagna di odio bipartisan, dopo la pubblicazione di 'Anima Mundi', che mi ha spezzato il cuore", ma a cui per fortuna è eroicamente sopravvissuta, nonostante il malvezzo nazionale di "confondere la giustizia con il giustizialismo da forni manzoniani".

Anche nel suo caso, sfugge il nesso con le intercettazioni, essendo improbabile che qualcuno s'interessi alle sue telefonate. Lei comunque teme che il Grande Orecchio l'ascolti mentre parla con un missionario in Brasile dei rispettivi pappagalli e cocorite. Finalmente, a metà articolessa, emerge il rovello che turba i suoi sonni: anni fa un giornalista le gettò "addosso una gran quantità di letame". Ecco, la signora non gradisce le critiche alle sue opere e nemmeno la satira. Quando un altro Luttazzi, Daniele, parodiò 'Va' dove ti porta il cuore', lei lo trascinò in tribunale (e perse la causa): un odioso caso di "giustizialismo da forni manzoniani"?
(Vignetta di Fifo)

Segnalazioni

AD PERSONAMMarco Travaglio presenta "Ad Personam" (edizioni Chiarelettere) - Torino, lunedì 8 marzo, ore 21 c/o Teatro Nuovo, corso Massimo D'Azeglio 17.
Intervengono Antonio Ingroia e Gustavo Zagrebelsky. 


 







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AD PERSONAMDa oggi in libreria il nuovo libro di Marco Travaglio Ad personam. 1994-2010. Così destra e sinistra hanno privatizzato la democrazia. (Edizioni Chiarelettere) 

L'anticipazione da Il Fatto Quotidiano del 4 marzo 2010 a proposito degli incredibili salvataggi di alcuni parlamentari da provvedimenti di cattura disposti nei loro confronti dai giudici per gravissimi reati di mafia o contro la Pubblica amministrazione. Dal 1994 a oggi, la magistratura ha chiesto 19 volte alle Camere l’autorizzazione ad arrestare 17 fra deputati e senatori: 15 di centrodestra (Cesare Previti, Marcello Dell’Utri, Giancarlo Cito due volte, Amedeo Matacena, Giuseppe Firrarello, Gaspare Giudice, Angelo Sanza, Remo di Giandomenico, Giandomenico Blasi, Vittorio Adolfo, Raffaele Fitto, Giorgio Simeoni, Nicola Di Girolamo due volte, Nicola Cosentino, Antonio Angelucci) e 2 di centrosinistra (Antonio Luongo e Salvatore Margiotta). Richieste sempre respinte, perlopiù con maggioranze oceaniche e trasversali.

dal libro Ad personam:
Nei cinque anni della XIII legislatura, quella a maggioranza Ulivo, sono ben sei i parlamentari che i giudici chiedono di poter arrestare in base a gravissime accuse, suffragate da montagne di prove. Il primo è Cesare Previti. La richiesta è firmata dalla Procura di Milano alla conclusione delle indagini sul caso Imi-Sir (una tangente di 67 miliardi di lire pagata dalla famiglia Rovelli fra il 1991 e il 1994 agli avvocati Previti, Pacifico e Acampora e al giudice Vittorio Metta, in cambio della sentenza che ha condannato la banca pubblica Imi a un risarcimento non dovuto di mille miliardi di lire). È il 3 settembre 1997: per quel colossale episodio di corruzione il pool chiede alla Camera il permesso di far arrestare l’ex ministro della Difesa. Ma Montecitorio rispedisce la pratica al mittente: sostiene che non basta la richiesta dei pm, ci vuole la decisione del gip. La Procura inoltra la richiesta al giudice Alessandro Rossato, che l’11 dicembre firma 153 pagine di ordinanza di custodia cautelare, in cui ordina “agli ufficiali e agli agenti di Polizia giudiziaria di procedere alla cattura di Previti Cesare [...] e di tradurre lo stesso indagato in un istituto di custodia cautelare per ivi rimanere a disposizione di questi uffici”. Per l’esecuzione delmandato di cattura, ovviamente, è necessaria l’autorizzazione della Camera. Previti – spiega Rossato – deve restare in carcere fino all’inizio del processo perché è stato colto a inquinare le prove della maxitangente da 67 miliardi   del caso Imi-Sir, “un episodio di corruzione di inaudita gravità”, mai visto “nella storia italiana e neppure in quella di altri Stati”. (leggi tutto)

In libreria dal 4 marzo 2010
Ad personam.
1994 - 2010. Così destra e sinistra hanno privatizzato la democrazia.
di Marco Travaglio
Collana Reverse
Pagine 608 - euro 16,90

La scheda del libro
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natangelo


Certi giorni le riunioni a Palazzo Chigi, dove di solito si guidano i destini d’Italia, dovevano essere uno spasso. Secondo i tabulati dei Ros stavano tutti al telefonino.

1) Angelo Balducci (presidente del consiglio nazionale dei lavori pubblici, ora detenuto) si intratteneva con certo Chinedu Thomas Ehiem, nigeriano, 40 anni, all’anagrafe “religioso”, che lo chiamava dal Vaticano per proporgli ”una situazione cubana”, “una situazione napoletana”, “un ballerino Rai”, “un tedesco appena arrivato dalla Germania”, “una situazione che non ti dico altro: è alto 2 metri per 97 chili, 33 anni”.

2) Silvio Berlusconi invece organizzava sue prossime serate a Palazzo Grazioli con il molto efficiente Giampiero Tarantini, conosciuto durante i party a Villa La Certosa, ordinava ragazze “con poco trucco e un vestitino nero, mi raccomando”, oppure commentava le serate appena trascorse. E quello, da Giovinazzo, prendeva appunti, prenotava escort, biglietti aerei e driver, immaginava appalti.

3) Guido Bertolaso chiamava il costruttore Diego Anemone per incursioni lampo, con scorta e gps, nel suo Salaria Sport Village, per un certo dolorino alla cervicale e prenotava massaggiatrici che il suddetto Anemone equivocava, visti i tempi, allertando tutt’altro, compreso un servizio ripulitura preservativi usati. Che naturalmente fece flop.

4) Gianni Letta, infine, che di suo non avrebbe chiamato nessuno, ma siccome tutti stavano al telefono, tanto vale. Peccato che parlando a così bassa voce, un sussurro appena, nelle suddette intercettazioni non sia rimasto nulla del sottosegretario, tranne il borotalco. 
(Vignetta di Natangelo)

Un belga chic, di nome Nic di Carlo Cornaglia
Amico di quel Sergio De Gregorio
di Italiani nel mondo presidente,
Di Girolamo Nic, com’è notorio,
è un senatore Mokbel-dipendente.

Non solo: dette falsa residenza
per tentare la scalata del Senato
e della ‘ndrangheta con l’assistenza
collega di Schifani è diventato.
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Segnalazioni

No ai bavagli della vigilanza sull'informazione - Sottoscrivi l'appello alla Rai di Articolo21

Commento del giorno
di holland - lasciato il 3/3/2010 alle 1:13 nel post Qui non si parla di politica
E poi ci si stupisce quando si legge sul rapporto di Freedom House (noti comunisti, terroristi e giustizialisti di sinistra) che per libertà di informazione l'Italia è un paese "partly free". Bravi, continuate così e prima o poi riusciamo dopo tanto tempo ad arrivare di nuovo a "not free". Bella figura.


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bertolotti


Molto saggia la decisione del Cda Rai di chiudere i programmi giornalistici nell’ultimo mese di campagna elettorale. Ora si potrebbero rispolverare presso i migliori rigattieri i cartelli che il fascio affiggeva negli uffici pubblici durante il Ventennio: “Qui non si parla di politica, qui si lavora”. L’idea che, con l’aria che tira, gli elettori venissero a sapere chi sono i candidati a occupare le mille poltrone dorate dei consigli regionali era troppo terrificante. Meglio evitare.
Il regime è pronto a tutto, persino ad amputarsi il braccio armato, cioè Porta a Porta, pur di impedire che qualche notizia trapeli. Provvederanno per tutti Minzolingua, Mimun e Fede (senza dimenticare Giordano, la vocina del padrone, che inaugura Mediaset News, roba forte). Del resto il quadro generale è talmente putrido che basta una telecamera accesa per guastare il panorama.
 
Si poteva mandare in onda qualche altra serata dedicata al senatore Di Girolamo, affettuosamente ribattezzato “schiavo” e “portiere” dalle migliori cosche della ‘Ndrangheta? Si poteva raccontare che i candidati favoriti in Lombardia e in Emilia Romagna, Formigoni (Pdl) ed Errani (Pd), sono ineleggibili per legge e infatti è pronta una legge ad hoc per legalizzare l’illegalità? Si poteva riferire di che lacrime e di che sangue grondi la Seconda Repubblica, nata dalle stragi e dalle trattative Stato-mafia, come emerge dai processi Mori e Dell’Utri grazie alle rivelazioni di Ciancimino e di Spatuzza? Si poteva spiegare che razza di lombrosario di pregiudicati, imputati, indagati e prescritti sono le “liste pulite” del Pdl e del Pd? Si poteva illustrare la pantomima della legge anti-corruzione scritta dal più noto corruttore della storia d’Europa? Si poteva seguitare a elencare gli sperperi milionari della Prostituzione & Corruzione Civile Spa? Non si poteva, salvo trasformare i seggi elettorali in assalti all’arma bianca con gli elettori inferociti armati di forconi.
Al posto delle notizie avremo la consueta sfilata di quaranta leader di partito che, non potendo più mettere il naso fuori di casa per paura di essere riconosciuti, si barricheranno negli studi televisivi e lì, con le piaghe da decubito, registreranno migliaia di autospot per esortare gli amici elettori: “Votateci perché siamo belli, bravi, onesti e capaci”. Sono gli ultimi rantoli di un regime agonizzante che non trova di meglio che rinserrarsi nel bunker e spegnere quel po’ d’informazione sopravvissuta nella speranza di far dimenticare scandali, ruberie e mafierie levandoli dal video per qualche settimana.

Poi c’è la pochade fantozziana dell’eroico Milioni, che arriva tardi all’ultimo chilometro perché si chiude in bagno per cambiare gli ultimi candidati in corsa a causa dell’eterna guerra Banana-Fini, poi va a farsi due spaghi al baretto di fronte e infine cede di schianto sul filo di lana: come Dorando Pietri alle Olimpiadi di Londra 1908. O come il ragionier Fantozzi che incede barcollante e paonazzo verso la macchinetta bollacartoline dell’ufficio sinistri e poi si accascia al suolo proprio nel rush finale fra i vani incitamenti dei colleghi impiegati. Come giustificare in tv la leggina che – si accettano scommesse – legalizzerà la sua illegalità e quella della lista Formigoni, presentata con 514 firme taroccate e dunque esclusa dal tribunale?
L’unica soluzione è affidarsi all’apposito Minzolingua: uno che riesce a spacciare le prescrizioni per assoluzioni saprà trovare le parole giuste per denunciare in uno dei suoi editoriali l’ennesimo complotto delle toghe rosse.

Del resto, nel paese dell’illegalità legalizzata e della giustizia privatizzata, ci mancherebbe pure che le uniche leggi da rispettare fossero quelle elettorali e che l’unico a pagare per non averle rispettate fosse il povero Milioni. Vista l’enormità degli adempimenti e l’oggettiva urgenza della missione, si potrebbe trasformare la presentazione delle liste in un Grande Evento e affidarla alla Protezione civile. Chiamate Bertolaso, o almeno una massaggiatrice al seguito: quelli, almeno, sono velocissimi. 
(Vignetta di Bertolotti e De Pirro)

Per la libertà di stampa, contro la chiusura dei programmi di informazione, martedì 2 marzo, ore 20, manifestazione davanti alla sede Rai di Roma, via Teulada 66.
L'appello della FNSI

Segnalazioni

Veleni e censure - Da articolo21.org

"Resisteremo un minuto più del Regime" - Il testo integrale, con le parti non lette per ragioni di tempo, dell'intervento di Paolo Flores d'Arcais per la manifestazione "viola" di Piazza del Popolo. Da Micromega.net

Non toccare il mio amico - Firma il Manifesto contro il razzismo in Italia di Sos Racisme.

Commento del giorno
di drainyou80 - utente certificato - lasciato il 1/3/2010 alle 14:23 nel post Ad personam
Chiusi Annozero e Ballarò. Gli italiani potranno essere disinformati dal Tg1 per l'ultimo mese di campagna elettorale.




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Testo:

Buongiorno a tutti, oggi vi racconto qualcosa che ho scoperto e che ho scritto nel libro nuovo, quello che esce tra domani e dopodomani nelle librerie: vi faccio vedere in anteprima la copertina, anche se è un po’ schiacciata. Si intitola “Ad Personam 1994/2010: così destra e sinistra hanno privatizzato la democrazia”. Ho scritto il libro quando ho cominciato a leggere - ve l’avevo già preannunciato in un Passaparola all’inizio dell’anno che- le leggi ad personam che sta preparando Berlusconi, le quattro, anzi cinque (intercettazioni, processo breve o morto, Lodo Alfano bis costituzionale, immunità parlamentare e legittimo impedimento) sarebbero intorno alla ventesima, alla diciannovesima di questi quindici anni. (Leggi tutto)

Segnalazioni

Travaglio oscurato per copyright  - (Da beppegrillo.it) La scorsa settimana è scomparso da YouTube il video: "I bertoladri" di Marco Travaglio tratto dalla sua trasmissione Passaparola. Il filmato è riapparso dopo un paio di giorni in seguito alle azioni del mio staff. Il motivo riportato da YouTube per la cancellazione del video era: "Questo video non è più disponibile a causa di un reclamo di violazione di copyright da parte di Mediaset". (leggi tutto)

La verità sul caso Mediaset - Travaglio - da byoblu.com

Mediaset - Travaglio: la versione di YouTube - da Piovono rane

 


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