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fei


Me lo aveva confidato uno dei suoi più stretti collaboratori tanto tempo fa: “Nessuno lo sa ma il Cavaliere non ha poi tanto coraggio. Anzi fisicamente è proprio un fifone. Non ha mai imparato a guidare per quello. Non sa stare senza scorta. Non sa stare da solo. Ha paura del buio e della notte. Fa il gradasso solo quando ha le spalle coperte. In azienda, se c’erano dei contrasti forti, preferiva defilarsi, poi magari si vendicava a freddo”.

A proposito di coraggio e di duelli tv. In sedici anni (5 elezioni politiche, 3 elezioni europee, altrettante regionali di peso nazionale) ne ha accettati soltanto due, uno con Occhetto, ma era la prima volta e non poteva rifiutare. Uno con Romano Prodi, ma obtorto collo, e per di più circondato da domande inoffensive e noiose quanto materassi (o cuscini). Per il resto ha preteso solo monologhi sulle sue reti o da Bruno Vespa. Oppure conferenze stampa blindate prive di domande sgradite. Oppure comizi tonanti dove può dire e disdire qualunque sonora bugia con effetti anche esilaranti.
Stavolta ha rifiutato la richiesta di un duello tv con il mite Pierluigi Bersani inventandosi (anche sintatticamente) questa strepitosa risposta: “Le dichiarazioni quotidiane di Bersani nei miei confronti ci hanno fatto perdere la fiducia che si possa arrivare a un interscambio produttivo basato sulla realtà”. Interscambio produttivo? Basato su cosa? Quale fiducia? Noi chi?

Piccole chiacchiere per fuggire. Per non trovarsi mai da solo di fronte a troppe cose che lo interrogano senza risposta. La crisi economica e i guadagni delle sue aziende. Il potere di Bertolaso e quello della cricca. Le leggi per salvarsi. Il furore degli aquilani e il servilismo di Innocenzi. L’ossessione contro l’informazione. I tabù svelati da Veronica, Noemi, Patrizia D’Addario. La miseria delle sue festicciole a pagamento. La miseria delle sue barzellette. I 600 mila dollari girati a Mills. I milioni di Frank Agrama. I racconti di Massimo Ciancimino. L’eroe Mangano. L’eroe Dell’Utri. Il nero di Palermo che lo aspetta. Il flop delle prossime elezioni che lo insidia. Il finale di partita quando sarà.
(Striscia di Fei)

Un reato tira l'altro - Le poesie di Carlo Cornaglia
E’ di nuovo indagato, presidente…
Lasciando perdere la corruzione
ha scelto di passar furtivamente
alle minacce ed alla concussione.

Ma purtroppo anche questi son reati
da codice penale: guardi lì.
I garanti non vanno minacciati
e il direttor del nazional Tg
(leggi tutto)



Segnalazioni

raiperunanotteRaiperunanotte - Voglioscendere ritrasmetterà in diretta la trasmissione-manifestazione del 25 marzo, ore 21, dal Paladozza di Bologna.


telebavaglioTelebavaglio, contro la censura la tv ce la facciamo noi 
Martedì 23 marzo, dalle ore 19.00 in diretta dalla redazione de Il Fatto Quotidiano l'ottava puntata di Telebavaglio su "Piazze, amore e odio". Partecipano, tra gli altri, Marco Travaglio, il direttore di Il Fatto Quotidiano Antonio Padellaro e Pietrangelo Buttafuoco.



Commento del giorno
di The Truth - lasciato il 22/3/2010 alle 21:28 nel post La feccia che risale il pozzo
Con tutta la feccia che e' risalita dal pozzo, ormai il posto piu' pulito e' il pozzo stesso.


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Buongiorno a tutti. Domenica e lunedì si vota per le regionali, ci avevano promesso liste pulite, le hanno fatte sporche come forse mai erano riusciti a farle prima di questa volta, hanno battuto tutti i record precedenti. I due maggiori partiti, ovviamente PD e PDL, sono infarciti di inquisiti, di condannati, di imputati, di pregiudicati, il record ovviamente spetta al PDL, il PD insegue con un buon numero, l’Udc naturalmente tiene fede alla sua tradizione. Ci sono addirittura candidature Udeur quantomai imbarazzanti, insomma ce ne è un po’ per tutti e, dato che questo è l’ultimo Passaparola prima delle elezioni, è il caso di ricordare - non tutti, perché tutti è impossibile, ma - quelli che sono stati oggetto di attenzione e che siamo riusciti a scoprire su Il Fatto Quotidiano e su alcuni altri giornali che, improvvisamente, si sono appassionati al tema delle liste pulite. E’ la dimostrazione che, a furia di battere su questo tasto con il V. Day, i nostri libri, Annozero, alla fine questo tema delle liste pulite è diventato centrale almeno per l’informazione e speriamo che, a furia di battere, diventi centrale anche per i partiti, ammesso e non concesso che per questi partiti ci sia un futuro. (Leggi tutto)

Grazie ad alcuni amici dei blog, ho rettificato in fondo al testo alcune inesattezze contenute nel Passaparola di lunedì.
mt

Segnalazioni

raiperunanotteRaiperunanotte, 25 marzo ore 21  - Continua la sottoscrizione   per finanziare la manifestazione-trasmissione del 25 marzo 2010 in diretta dal Paladozza di Bologna. Per contribuire

ad personamQuesta sera,  lunedì 22 marzo, a Roma, ore 21, Marco Travaglio presenta il suo ultimo libro Ad Personam (edizioni Chiarelettere) c/o Alpheus - Via del Commercio 36
Intervengono Piercamillo Davigo e Roberto Scarpinato. Modera Antonio Padellaro.

Ingresso libero fino a esaurimento posti




continua

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fifo

da Il Fatto Quotidiano, 20 marzo 2010


Alla lunga, si sa, i regimi peggiorano anche le persone migliori. Aldo Cazzullo è un ottimo giornalista del Corriere. Due anni fa, quando Uòlter si vantava di non attaccare mai Berlusconi, anzi manco lo nominava, scrisse che era vergognoso sdoganare il conflitto d’interessi. Ma ora che quel conflitto diventa, grazie alle intercettazioni di Trani, il più devastante attentato alla libertà d’informazione nell’Europa del dopoguerra, lui minimizza e fa lo spiritoso. Arriva a sostenere che “la vera notizia da Trani” è che “Berlusconi non se lo fila nessuno” e “la sua struttura di comando è inefficiente”. Forse il Pompierino dei Piccoli non ha mai visto il Tg1 scodinzolino, il Tg5, il Tg2, i tristi cabaret di Studio Aperto, Tg4, Mattino 5 e via strisciando. Forse non ha letto le intercettazioni di Trani. O forse non le ha capite.

Infatti scrive che “Innocenzi non combina nulla” e così Masi, Calabrò, la Vigilanza, l’Authority, la Rai, tant’è che Annozero “è ancora lì”. Strano: a noi risulta chiuso assieme agli altri per l’ultimo mese di campagna elettorale in barba alla legge sulla par condicio. Il Pompierino se n’è accorto, ma crede che la serrata non l’abbia voluta Berlusconi, bensì “un parlamentare dell’opposizione, Beltrami (si chiama Beltrandi, ma fa niente, ndr), appoggiato dalla maggioranza”: tesi curiosa, visto che Beltrandi conta uno, tutte le opposizioni han votato contro e tutta la maggioranza pro.
Lo stesso 10 febbraio 2010, presentando il libro di Vespa, Berlusconi rivendicò l'attentato: “Giusto chiudere quei pollai, mi spiace solo per Porta a Porta”. La prima gallina che canta è quella che ha fatto l’uovo. Del resto aveva già cantato tre mesi prima, il 4 novembre 2009, quando commissionò la strategia all’apposito Innocenzi: “Io farei così, io ho parlato col direttore Masi e con tutti i nostri uomini, perché ho fatto uno studio, non c’è nessuna tv europea in cui ci sono questi pollai. Perché dobbiamo avere queste fabbriche di fango e di odio? Ecco, quel che adesso bisogna concertare è che l’azione vostra sia da stimolo alla Rai per dire ‘chiudiamo tutto’. Non solo Santoro: tutte le trasmissioni di questo tipo”.

Già allora Innocenzi sapeva che a febbraio sarebbe scattato il black out dei programmi giornalistici con la scusa del voto: “Vado in Procura e denuncio Calabrò per scarsa volontà di procedere (contro Annozero, ndr), se no la tira in lungo per due mesi e poi non si fa un cazzo… Questo tra due mesi sospende le trasmissioni, ché ci sono le elezioni”. Temeva di “restare col cerino in mano”, ricordava i suoi ”30 anni di rapporto con una persona (il Banana, ndr)” e il suo “piccolo futuro da preservare” alla corte di Arcore. Così si proponeva di ricattare il presidente dell’Agcom, minacciando di raccontare alla stampa o ai giudici come si era “fatto i cazzi suoi” su alcuni affari trattati dall’Agcom pur di strappargli la firma che autorizzasse Masi a chiudere Annozero.

Se poi né Calabrò né Masi hanno firmato, non è perché il Banana non riesca a farsi obbedire, ma perché le istruttorie aperte dall’Agcom si sono protratte fino alla serrata di febbraio; e soprattutto perché Annozero va in onda per decisione dei giudici, non della Rai, e nessuno dei due voleva firmare una censura illegale che l’avrebbe trascinato in tribunale. Ciò vuol dire che Berlusconi non se lo fila nessuno? Che non è successo niente? Cazzullo faccia uno sforzo e provi a immaginare di essere la firma più letta del Corriere. Chissà come si sentirebbe a lavorare sapendo che l’editore gli tifa contro, non vede l’ora che “faccia la pipì fuori dal vaso” per cacciarlo, sollecita esposti contro di lui, tresca alle sue spalle con politici, amministratori, vigilantes e presunti arbitri. Chissà come reagirebbe se, ogni volta che scrive un pezzo, l’editore gl’inviasse una minaccia di multa fino al 3% del fatturato. Chissà che direbbe se un collega che confonde la penna con l’estintore gli ridesse pure in faccia: “Ma di che ti lamenti? Mica ti hanno cacciato. Su con la vita!”. E chissà quale uso alternativo gli consiglierebbe, per l’estintore.
(Vignetta di Fifo)

Segnalazioni

raiperunanotteRaiperunanotte, 25 marzo ore 21 I video degli interventi di Michele Santoro,  Marco Travaglio e Vauro alla conferenza stampa di presentazione della trasmissione-manifestazione contro la censura dell'informazione. 
 
ad personamRoma, lunedì 22 marzo, ore 21 - Marco Travaglio presenta il suo ultimo libro Ad
Personam
 (edizioni Chiarelettere)
c/o Alpheus - Via del Commercio 36
Intervengono Piercamillo Davigo e Roberto Scarpinato. Modera Antonio Padellaro.

Ingresso libero fino a esaurimento posti




Commento del giorno
di Fandango - lasciato il 20/3/2010 alle 18:28 nel post Il sacro Colle
Silvio: in piazza un milione di persone, esattamente come il milione di posti di lavoro. Parola di milionario!


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bertolotti de pirro

Signornò da L'Espresso in edicola


Secondo tutti i giuristi degni di questo nome, il decreto 'salva-liste' con cui il governo ha tentato di legalizzare ex post le proprie liste illegalmente presentate nel Lazio era illegale e incostituzionale. Illegale perché la legge 400/1988 vieta i decreti in materia elettorale e non è mai stata abrogata. Incostituzionale perché il decreto sanava solo le irregolarità delle liste Pdl e non delle altre bocciate in varie parti d'Italia; e pretendeva di dettare la sentenza al Tar, già investito del caso, così che - ha confessato il ministro Ignazio La Russa - "non possa darci torto". Se il presidente della Repubblica abbia fatto bene o male a firmare un decreto illegale e incostituzionale, è questione aperta: rientrava nella sua discrezionalità farlo o non farlo. La Costituzione gli consente di rinviare al mittente una legge se non gli piace o gli ripugna. Che possa rinviarla solo quando è "manifestamente incostituzionale", come sostengono alcuni corazzieri della penna, non sta scritto da nessuna parte. E non è vero che, se la legge respinta viene riproposta identica, lui sia obbligato a firmarla.

Che succederebbe se il governo decretasse che i voti dati al Pdl valgono doppio? È ovvio che rifiuterebbe di promulgare sia la prima sia la seconda volta, dopodiché spetterebbe al governo sollevare il conflitto di attribuzioni alla Consulta e a questa stabilire chi ha sbagliato. Ma ancora una volta il malvezzo della 'moral suasion' ha legato le mani a Napolitano. Il 4 marzo un Berlusconi più minaccioso del solito gli ha sottoposto informalmente la prima versione del decreto. Il presidente ha anticipato che non l'avrebbe firmata e ha indicato i punti inaccettabili, partecipando così alla stesura della seconda versione. Che l'indomani, previo intervento di Gianni Letta, ha promulgato (senz'accorgersi, fra l'altro, che le elezioni regionali sono regolate da leggi regionali, immodificabili con norme nazionali). Il che forse non sarebbe accaduto seguendo la via maestra: il capo dello Stato attende, sordo e muto, che il governo vari il decreto, e solo dopo decide se firmarlo o no.

Tutto ciò premesso: che male c'è a criticare Napolitano per aver firmato una legge che si ritiene sbagliata, illegale e incostituzionale? Possibile che ogni critica venga spacciata per 'attacco', 'aggressione', 'vilipendio'? Il campionato dell'ipocrisia l'ha vinto il Pd con la manifestazione in piazza del Popolo. Ridicoli avvertimenti a Di Pietro: "Se critica il Colle, è fuori dalla coalizione". Patetici rastrellamenti della piazza per depurarla da cartelli contro il Quirinale. Ma se il "decreto del presidente della Repubblica" porta le firme di Napolitano e Berlusconi, che senso ha attaccare il secondo e vietare ogni critica al primo? Chi, come gli ex Pci, chiese l'impeachment per due presidenti (Leone e Cossiga), è poco credibile quando zittisce Di Pietro che s'è limitato a evocarlo (senza basi giuridiche) per Napolitano. A meno che, all'insaputa dei più, non sia stato ripristinato il delitto di lesa maestà.
(Vignetta di Bertolotti e De Pirro)

Segnalazioni

La Voce del Ribelle -
A quasi due anni dal lancio del mensile di controinformazione, cultura e pensiero non conforme diretto da Massimo Fini, il progetto cresce e si arricchisce di una versione quotidiana.

raiperunanotteProsegue la raccolta fondi per la trasmissione-manifestazione per la libertà di informazione "Raiperunanotte" di giovedi 25 marzo, in diretta dal Paladozza di Bologna.

ad personam
Roma, lunedì 22 marzo, ore 21 -
Marco Travaglio presenta il suo ultimo libro Ad
Personam
 (edizioni Chiarelettere)
c/o Alpheus - Via del Commercio 36
Intervengono
Piercamillo Davigo e Roberto Scarpinato. Modera Antonio Padellaro.

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raiperunanotteChi sperava di zittirci fino al giorno delle elezioni resterà amaramente deluso. Già abbiamo bucato la censura con il nostro Telebavaglio.
Ma ora stiamo preparando una serata davvero speciale, un SuperAnnoZero che incrocerà la piazza, la rete e la televisione per l'ultimo giovedì di campagna elettorale: il 25 marzo alle ore 21. Così, mentre le tv di regime propineranno l'ennesimo stanco rito delle tribune politiche autogestite dai partiti, noi potremo raccontare liberamente tutto ciò che è accaduto in questo mese di vergognoso black out: le indecenze che il regime ha tentato di nascondere agli italiani che non leggono i giornali.

Per tre ore, dal Paladozza di Bologna, Michele Santoro condurrà "Raiperunanotte" davanti a migliaia di persone riunite nel palazzetto fino a riempirlo (e, se ce ne saranno di più, speriamo di riuscire ad allestire un maxischermo esterno), cioè una serata di vero servizio pubblico, con personaggi di vario orientamento politico, ma soprattutto con giornalisti, autori satirici, artisti e musicisti.

I primi nomi già sicuri sono, oltre a Michele e al sottoscritto, Giovanni Floris, Daniele Luttazzi e Vauro. Altri ve li comunicheremo nei prossimi giorni. Ovviamente saremo lì tutti quanti a titolo gratuito, ma per le spese di affitto del Paladozza e per i supporti tecnici abbiamo bisogno di voi, di un vostro piccolo contributo volontario. Michele Santoro ha lanciato un appello sul Fatto Quotidiano (sponsor della manifestazione) e in rete, sull'apposito sito www.raiperunanotte.it, per chiedere a tutte le persone interessate alla buona riuscita della nostra iniziativa di contribuire donando 2.50 euro per ciascuna e di far girare l'appello tra gli amici.

Chi vuole darci una mano deve andare sul sito www.raiperunanotte.it o su www.ilfattoquotidiano.it e cliccare sul riquadro rosso con la scritta PAYPAL: lì troverà le istruzioni per effettuare il versamento. Quando avremo raccolto l'importo complessivo che ci consente di coprire le spese della serata, avvertiremo tutti che ce l'abbiamo fatta e interromperemo la sottoscrizione.
Ci vediamo giovedì prossimo su tutti i siti, i blog e le tv locali che riprenderanno la serata e il cui elenco comunicheremo fra qualche giorno (ilfattoquotidiano.it sarà ovviamente in prima fila). Grazie a tutti, come sempre, di cuore.

Marco Travaglio

Per dare il tuo contributo:
- c
on Paypal o Carta di Credito vai qui
- con Bonifico bancario su conto corrente: IT 50 O(lettera) 03002 05214 000003925090 intestato alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana presso la Banca Unicredit Banca di Roma con causale "RAI PER UNA NOTTE"

telebavaglioTelebavaglio, contro la censura la tv ce la facciamo noi - La settima puntata di Telebavaglio, la web tv in diretta dalla redazione de Il Fatto Quotidiano www.telebavaglio.it




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Mercoledi 17 marzo, Marco Travaglio è ospite di Tetris, La7, ore 21.

bandanax

Il Fatto Quotidiano, 17 marzo 2010
 
Adesso a Roma, nelle fila del centrodestra, è tutto un gridare alla fuga di notizie. È una caccia continua alle fonti che hanno permesso a Il Fatto Quotidiano di ricostruire parte dei contenuti dell’indagine di Trani sulle pressioni e le minacce del premier, Silvio Berlusconi, all’Agcom. Il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha sguinzagliato i suoi ispettori. Il vicepresidente dei senatori del Pdl, Domenico Nania, parla di un “disegno politico”. L’avvocato-deputato Niccolò Ghedini denuncia la “violazione del segreto istruttorio”. Il presidente del Senato, l’avvocato Renato Schifani, chiede che venga approvata in fretta la legge mordacchia sugli ascolti telefonici “per porre i cittadini al riparo da pubblicazioni che riguardano la loro vita privata e fatti non penalmente rilevanti”, dimenticando che ben poco (anzi niente) di ciò che è finora è finito sulle pagine dei giornali riguarda la privacy del cittadino presidente del Consiglio.  

Come è doveroso, comunque, la Procura di Trani indaga. Anche se, a ben vedere, la fuga di notizie più misteriosa di tutta l’inchiesta sull’Agcom non riguarda tanto Il Fatto Quotidiano che, per dovere di cronaca, è tenuto a pubblicare quanto sa (e riesce a verificare) sui lati oscuri del potere. Lo spiffero più inquietante riguarda invece sempre lui: Silvio Berlusconi. Il premier, infatti, almeno dai primi di dicembre era a conoscenza dell’esistenza di un’inchiesta sull’Autorità garante delle Comunicazioni. Pochi giorni prima delle deposizioni, ancora nelle vesti di testimoni, del direttore del Tg1, Augusto Minzolini ,e del membro dell’Agcom, Giancarlo Innocenzi, messe in calendario dalla procura per il 17 dicembre (filone carte di credito revolving), il leader del Pdl esterna le sue preoccupazioni proprio a Innocenzi. 

Siamo nella settimana calda della puntata di Annozero dedicata alla presunta trattativa Stato-mafia e alle dichiarazioni del pentito Gaspare Spatuzza su Marcello Dell’Utri e lo stesso Berlusconi. Il presidente del Consiglio, come sempre, vorrebbe che non andasse in onda. Negli uffici dell’Authority sono in corso le grandi manovre tra i membri, in teoria indipendenti, dell’Autorità di garanzia. Ma il problema è sempre il solito. Il presidente Corrado Calabrò, resta sulla sua linea. L’Agcom può eventualmente sanzionare ciò che accade in una trasmissione televisiva solo dopo che è andata in onda, non prima. Berlusconi e Innocenzi, comunque, ci riprovano. Sperano che durante la riunione del consiglio, Calabrò finisca per cambiare idea e che voti con i membri legati al centrodestra “un provvedimento d’urgenza”. Per questo Innocenzi spiega che sta per telefonare al Garante. Ma il premier lo invita alla prudenza: “Stai attento a parlare col presidente”, ammonisce, “ci sono voci, non so se fondate che dicono che abbia il telefono sotto controllo”. L’informazione è (quasi) esatta. Davvero l’Agcom è sotto inchiesta. Solo che nel mirino degli investigatori non c’è Calabrò, ma Innocenzi. Insomma qualcuno ha parlato. Ma chi? Gli accertamenti finora non hanno permesso di stabilirlo. 

È noto che, nel recente passato, il premier si è reso protagonista di memorabili sfuriate nei confronti dei vertici dei Servizi segreti e di varie forze di polizia colpevoli, a suo avviso, di non averlo messo in guardia dal frequentare personaggi, come il giovane imprenditore barese Giampaolo Tarantini (caso Escort), che erano in quel momento nel mirino dei detective. Ma le indagini di Trani sulle eventuali fughe di notizie istituzionali non hanno portato a nessuna certezza e hanno finito solo per mettere in luce solo i timori di Innocenzi. 
Anche l’ex manager Fininvest ha infatti dei sospetti. A Berlusconi confida di aver trovato sul display del suo apparecchio portatile un numero che, una volta richiamato, è risultato inesistente. Uno dei tecnici dell’Authority gli ha pure spiegato che quello poteva essere un sistema per ascoltargli le telefonate. Per questo vuole disporre altri controlli. All’improvviso il premier si fa così laconico e pensieroso. Dopo poche frasi chiude la conversazione. Forse ha un presentimento. Ma ormai è tardi. Maledettamente tardi. Quello che ha detto e fatto contro la libertà d’informazione è lì, inciso nelle memorie dei computer della Guardia di finanza. E non può più essere cancellato.
(Vignetta di Bandanax)

Segnalazioni

Minacce di regime -
La sesta puntata di Telebavaglio dedicata all'inchiesta di Trani-

raiperunanotteRai per una notte - L'appello di Michele Santoro per la manifestazione-trasmissione del 25 marzo 2010, in diretta dal Paladozza di Bologna contro la censura.

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bertolotti depirro


da Il Fatto Quotidiano, 16 marzo 2010

C’è un solo genere letterario più avvincente delle intercettazioni: i commenti alle intercettazioni sui giornali berlusconiani e “riformisti” (cioè berlusconiani non appartenenti a Berlusconi). La linea di quelli berlusconiani doc è nota: dipende da chi è l’intercettato. Se è Berlusconi, le intercettazioni non si devono pubblicare, anzi non si devono proprio fare. Se è qualcuno del centrosinistra, si devono fare e pubblicare anche se coperte da segreto. Infatti, ora che c’è di mezzo il padrone, il Geniale chiede addirittura di “intercettare i magistrati” per “scoprire e punire chi passa notizie ai giornali”.

E’ lo stesso Geniale che pubblicò testualmente quelle segrete (neppure trascritte) tra Fassino e Consorte prima delle elezioni del 2006, conservate in cassaforte dalla Procura in attesa di inviarle al gip e di lì alla Camera. E’ lo stesso Geniale che pubblicò le foto di un non indagato a proposito di una vicenda privata (Sircana in auto nei pressi di un trans), estranee al fascicolo processuale. Poi Panorama pubblicò le telefonate segrete tra il premier Prodi e alcuni personaggi che ne raccomandavano altri. E noi, convinti che il giornalista debba pubblicare tutte le notizie d’interesse pubblico, segrete o non segrete, di provenienza giudiziaria o diversa, scrivemmo che il Geniale e Panorama avevano fatto benissimo, anche violando il segreto (per Fassino e Prodi) e la privacy (di Sircana), visto che si trattava di personaggi pubblici e, nel terzo caso, di un tentato ricatto. Ma noi scriviamo per i lettori, non per il padrone.
Poi ci sono i giornali berlusconiani del secondo tipo: quelli terzisti e “riformisti”. Sono tutti lì a spaccare il capello in quattro pur di non parlare dei fatti che disturbano le loro opinioni, anzi le smentiscono. Si domandano dov’è il reato, come se minacciare il presidente dell’Agcom e il dg della Rai perché trovino un pretesto per chiudere Annozero fosse cosa lecita (l’ha spiegato ieri il procuratore Capristo, rispondendo alla richiesta-boomerang del geniale Ghedini, quali sono i reati: vedi agli articoli 317 e 338 del Codice penale). S’interrogano pensosi sulla competenza di Trani, come se la questione si ponesse durante le indagini e non alla fine. Chiedono – per le penne di Macaluso jr. e di Cerchiobattista – di “attendere una sentenza definitiva” per giudicare ciò che è già sotto gli occhi di tutti. Ecco: se vedono un tipo uscire da una banca in mascherina e calzamaglia col sacco pieno, questi aspettano la Cassazione per gridare al ladro.

Intendiamoci: la costernazione dei “liberali” del Pompiere della Sera dinanzi alle intercettazioni raccontate dal Fatto è comprensibile. Da anni si affannano a spiegare che: il miglior alleato del Banana è Di Pietro; chi racconta i processi al Banana fa il suo gioco; ogni puntata di Annozero gli regala migliaia di voti; e, naturalmente, la tv non sposta voti. A furia di ripeterlo, sono riusciti a convincerne i leader del Pd e di mezza sinistra, che infatti detestano Di Pietro e Santoro, non parlano dei processi al Banana e il conflitto d’interessi non solo non l’hanno mai risolto, ma manco lo nominano più.

Poi purtroppo, a sbugiardarli, provvedono le intercettazioni: dal crac Hdc al caso Saccà allo scandalo Scodinzolini-Agcom, immortalano regolarmente il Banana tutto preso a cancellare Di Pietro dalle tv (Mentana fu cacciato per averlo invitato a Matrix e Costanzo ha rivelato che il Banana lo chiamava solo quando aveva l’ex pm nel suo Show), a fucilare Annozero (come già Sciuscià), a bloccare i programmi che parlano dei suoi processi e cioè a dimostrare che la tv i voti li sposta eccome. Infatti la tv è e rimane sua. Mai una volta che lo si senta dire: “Di Pietro e Santoro mi fanno guadagnare voti, dunque li voglio in onda 24 ore su 24 a parlare dei miei processi”. Ecco: Di Pietro e Santoro sono i suoi migliori alleati (diversamente da Casini e D’Alema, vere spine nel fianco), ma il Banana non lo sa: non se n’è mai accorto. Qualcuno, per favore, lo informi. Oppure avverta i pompieri della sera che è ora di cambiare musica. 
(Vignetta di Bertolotti e De Pirro)

Legittimo un cazzo! - Le poesie di Carlo Cornaglia
Per il legittimo impedimento
ottiene la fiducia l’uomo ammodo
che non ha più motivi di sgomento
fino a processo breve e terzo lodo.

Autogiustificandosi ogni assenza
eviterà  dei giudici i controlli
e chi è dotato di chiaroveggenza
sa già che prenderà tutti per polli.
(leggi tutto)

Segnalazioni

I politici - Ucuntu n.70, 16 marzo 2010

La video-intervista della tv olandese Nos a Marco Travaglio, in occasione dell'uscita dell'edizione olandese di Papi. Uno scandalo politico, di Marco Lillo, Peter Gomez e Marco Travaglio

Dieci domande a Marco Travaglio - Video intervista a cura di Luca Antonino in occasione della presentazione di Ad personam (edizioni Chiarelettere) a Milano, 11 marzo 2010.

Commento del giorno
di fabio - lasciato il 15/3/2010 alle 18:55 nel post Arbitri venduti
L'inchiesta di Trani? 'Sono scandalizzato'. Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. 'Ci sono palesi violazioni della legge." Ah, finalmente reo confesso!


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