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Corriere della Sera
23 ottobre 2010
Giornalismo d'inchiesta in un paese "anormale"
Piero Ostellino



La Repubblica
23 ottobre 2010
Il costituzionalista Onida: “Caduta l’ultima foglia di fico la norma serve solo a Berlusconi”
di Vladimiro Polchi



La Stampa

23 ottobre 2010
Riforme a rischio ricatto
Michele Ainis


La Stampa
23 ottobre 2010
La differenza tra immunità e impunità
Luca Ricolfi



La Repubblica/ Milano
23 ottobre 2010
Milano, cena fascista al Circolo ufficiali
per commemorare la Marcia su Roma

Ospiti illustri e invito marchiato con l'aquila romana. Ma il Comando militare smentisce
Ospite d'onore il nipote di Mussolini. Fra i nostalgici anche il figlio di Romano La Russa
di Paolo berizzi


Redazione  -  Osservatorio democratico  -  22/10/2010
Pranzo di gala a Palazzo Cusani
Ricevamo e pubblichiamo un comunicato che smentisce il Circolo ufficiali in merito al pranzo organizzato a Palazzo Cusani dall'Ordine dell'Aquila romana


Redazione  -  Osservatorio democratico  -  21/10/2010
L'Ordine dell'Aquila romana
Chi voleva celebrare la marcia su Roma al Circolo ufficiali di palazzo Cusani




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Black Is Black

Il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Carlo Giovanardi, risponde all''onorevole Donadi che ha illustrato l'interpellanza Di Pietro n. 2-00861 concernente chiarimenti, anche alla luce della disciplina in materia di conflitto di interessi, in ordine ad investimenti immobiliari del Presidente del Consiglio dei ministri nell'isola di Antigua, Camera dei Deputati, Seduta n. 387, 21 ottobre 2010:
"…Poi c'è l'ultima ciliegina. Anche questa ci vuole. Questa è bella, perché il nero diventa bianco e il bianco diventa nero. Infatti, per quanto rilevato Antigua non è più nella black list ma oggi è, a pieno titolo, nella white list. Non è nella lista nera. Oggi è nella lista bianca. Ci può essere qualcuno che dice che si tratta di un Paese che è nella lista nera. Oggi è nella lista bianca. Quindi, fra il bianco e il nero penso che vi sia un po' di differenza…"


Il Sole 24 Ore
21 ottobre 2010
Arriva la circolare sulle black list italiane.

[…] La lotta ai paradisi fiscali ha subìto un'accelerazione negli ultimi anni per effetto della crisi che ha svuotato le casse dei grandi paesi occidentali, costretti a varare colossali piani di stimolo all'economia e miliardari salvataggi bancari. Il passo più importante è stato fatto al G 20 di Londra del 2009, nel corso del quale è stato dato un forte incarico all'Ocse.

Il 2 aprile dell'anno scorso l'organizzazione ha pubblicato una black list, dei paesi non collaborativi sul fronte dello scambio di informazioni di cui facevano parte Costa Rica Malesia, Filippine e Uruguay. Un gruppo molto più ampio di paesi, che comprendeva Svizzera, Austria e Belgio invece era stato inserito nella cosiddetta lista grigia. Di questa facevano parte quei paesi che, pur essendosi impegnati ufficialmente ad adeguarsi agli standard internazionali di trasparenza, non avevano ancora messo in pratica misure concrete.

Diversi paesi di questa lista grigia, complice la pressione internazionale, hanno modificato la propria legislazione (la Svizzera ha rivisto le sue norme sul segreto bancario) oppure hanno siglato diversi accordi bilaterali per lo scambio di informazioni. Così nel giro di un paio di anni la lista nera è scomparsa e quella grigia si è svuotata. La pattuglia degli osservati speciali si è ridotta a Belize, Liberia, Monserrat, Nauru, Niue, Panama, Vanatu, Costa Rica, Guatemala e Uruguay.

Questo vuol dire che Antigua (dove Berlusconi ha fatto consistenti investimenti immobiliari) o Santa Lucia (dove hanno sede le società proprietari della famosa casa di Montecarlo, per cui Gianfranco Fini è stato attaccato dai giornali vicini al premier) non sono più dei paradisi fiscali?

Dall'Ocse spiegano che non è così. L'uscita dalla lista grigia quindi è una sorta di promozione "con riserva" per molti paesi che pertanto restano dei sorvegliati speciali da parte del Global Forum on Trasparency, il soggetto che, sotto il cappello dell'Ocse, si occupa della lotta ai paradisi fiscali.

La promozione da parte dell'Ocse è vincolata alla stipula di almeno 12 accordi bilaterali per lo scambio di informazioni. Questo fa capire quanto sia relativa. Un paradiso fiscale è tale a seconda dello stato in cui ci troviamo e se sono stati stipulati accordi bilaterali. Gran parte dei paesi ha quindi una propria black list.

In Italia attualmente ce ne sono in vigore tre: quella del 1999 sulla presunzione di residenza, quella del 2001 relativo alla normativa Cfc - Controlled foreign company - e infine la black list del 23 gennaio 2002 sull'indeducibilità di costi. In questi giorni c'è stata molta attesa per due nuove liste, previste dall'articolo 36 del decreto legge 78 del 2010, che riguardano le fiduciarie (quelle dei paesi a rischio non potranno operare nel nostro paese) e gli appalti internazionali. Secondo indiscrezioni, in questi elenchi potrebbero esserci anche Svizzera e San Marino […]



Il Sole 24 Ore
22 ottobre 2010
Sì allo scudo ripetibile, Pd e Idv sulle barricate

Il Sole 24 Ore
22 ottobre 2010
I no di Fini alla riforma della giustizia
Barbara Fiammeri




Il Sole 24 Ore
22 ottobre 2010
Bankitalia censura lo Ior: “oscilla tra ente e banca”
Donatella Stasio


La Repubblica on line
22 ottobre 2010
Ior, violate le norme anticiclaggio
"Ignorati obblighi trasparenza e tracciabilità"

Depositate le motivazioni del provvedimento con il quale il tribunale del Riesame di Roma ha confermato il sequestro di 23 milioni di euro. "L'istituto è da considerarsi una banca estera extracomunitaria", non applicabile pertanto il regime semplificato. Padre Lombardi: "Presto tutti i chiarimenti"



GIOCO & GIOCHI

NEWSLOT & VLT
B PLUS DIFFIDA "IL FATTO QUOTIDIANO"
Elisa Di Mattia - 07/10/2010 - 12:11
 B Plus al contrattacco. Non c'è pace per il maggior concessionario operante nel settore New Slot, che ora si difende a colpi di querele penali. Oggi è toccato a ‘Il Fatto Quotidiano' cui i legali di B Plus hanno inviato una denuncia penale e una richiesta di risarcimento danni.
Nel mirino dei legali l'articolo apparso sul quotidiano edizione del 6.10.10 dal titolo "Lo stato socio dei corallo's un affare da 10 miliardi" (pag 1) nonché dell'intera pagine 3 intestata "affari di Stato" e "quel paradiso delle slot machine che i monopoli italiani ignorano".
"Trattasi a nostro avviso - scrivono i legali di Bplus - di articoli chiaramente diffamatori e profondamente lesivi della reputazione del maggior concessionario operante nel settore delle new slot, e che arreca  danni gravissimi anche  alla reputazione ed immagine  del Sig. Francesco Corallo".  


Il Fatto Quotidiano
21 ottobre 2010     
Per loro "Il Fatto" ha sbagliato.
Ma non sanno dirci dove 
Antonio Padellaro



ilfattoquotidiano.it
BLOG di Ines Tabusso
21 ottobre 2010
Turisti della diffamazione


L'Occidentale
Giornale on-line della Fondazione Magna Carta
28 aprile 2008
Vittime del vittimismo jihadista: il caso Ehrenfeld
di Elio Bonazzi
[...]
Khalid Bin Mahfouz, miliardario finanziere saudita, è stato coinvolto a più riprese in scandali relativi al finanziamento di Al Qaida e altre organizzazioni terroristiche. La dottoressa Rachel Ehrenfeld, una delle autorità mondiali in materia di finanziamento occulto al terrorismo jihadista, nel suo libro “Funding Evil” (Finanziare il Male) segue le tracce lasciate dalle varie organizzazioni non governative che servono da facciata per l’incanalamento dei fondi occulti verso Al Qaida. Il nome di Khalid Bin Mahfouz è menzionato diverse volte. L’attività del finanziere saudita e il suo ruolo nella vicenda non sono il frutto di sentito dire o di pettegolezzi di persone invidiose della sua fortuna economica. Basti dire che esiste una nota dei servizi segreti francesi, rilasciata il 13 settembre 2001, che afferma che la figura di Mahfouz era ben conosciuta a partire dal 1996 come architetto dell’ingegnoso escamotage bancario creato per riciclare denaro a beneficio di Bin Laden. La nota lascia inoltre intendere che anche i servizi britannici e statunitensi erano a conoscenza delle attività al limite dell’illecito, se non già chiaramente illecite, del Mahfouz. Inoltre, la fondazione “Muwafaq”, l’ente di carità che il finanziere saudita aveva creato dotandola di 30 milioni di dollari, era stata messa fuorilegge dal Dipartimento del Tesoro statunitense nell’ottobre del 2001, come società di copertura per il finanziamento di attività terroristiche ai danni degli USA. Yassin Al-Qadi, cittadino saudita responsabile della conduzione delle attività della fondazione, ha avuto le finanze sue e della Muwafaq congelate in seguito all’accusa di finanziamento ai terroristi.

La dottoressa Ehrenfeld è cittadina americana, il libro “Funding Evil” è stato pubblicato negli USA dalla casa editrice americana Bonus Books. Eppure il 23 gennaio del 2004 Ehrenfeld riceve una e-mail spedita dagli avvocati inglesi di Mahfouz, che le intimavano, fra l’altro, di:

1) togliere dalla circolazione e distruggere tutte le copie invendute del libro;

2)  scrivere un pubblica lettera di scuse;

3)  fare una donazione ad un ente di carità indicato dal Mahfouz;

4)  pagare tutte le spese legali.

Dopo l’iniziale stupore, a Rachel Ehrenfeld sono bastate poche ore di ricerca su Internet e qualche telefonata ad amici nel settore per capire di essere soltanto l’ultima delle vittime di ciò che nel mondo anglosassone è definito “libel tourism”, “turismo della calunnia”. Le leggi che regolano il reato di diffamazione nel Regno Unito sono totalmente sbilanciate in favore del calunniato (o presunto tale). L’onere della prova è  posto sulle spalle dell’accusato, e non dell’accusatore. Come se non bastasse, i criteri di accettazione della giurisdizione del Regno Unito per l’istituzione del processo per diffamazione sono estremamente laschi. Per intentare la causa di diffamazione contro Rachel Ehrenfeld, a Mahfouz è bastato acquistare 23 copie del libro “Funding Evil” su Internet e farsele recapitare in territorio inglese.

La tecnica intimidatoria basata sul “turismo della calunnia” si era dimostrata estremamente efficace per Mahfouz in passato - ben 36 case editrice e autori angloamericani sono stati citati in giudizio da Mahfouz e tutti hanno deciso di soccombere alle sue richieste piuttosto che affrontare il processo, dato l’alto rischio di perdere la causa, il che avrebbe eroso tutto il profitto dei libri pubblicati. Nel 2004 il finanziere saudita era riuscito a far censurare due libri, uno preparato dalla JCB Consulting, società di investigazioni ingaggiata da molti dei famigliari delle vittime dell’attentato alle torri gemelle, con l’intenzione di citare in giudizio per risarcimento i finanziatori di Al Qaida, e l’altro, intitolato “Reaping the whirlwind”, che significa “Soffrire pene causate da malefatte altrui”, scritto  da Michael Griffin e pubblicato nel Regno Unito da Pluto Books. Evidentemente Mahfouz, inebriato dai suoi successi, dei quali si vanta sul suo sito web (www.binmahfouz.info) pensava di poter mettere la museruola anche alla Ehrenfeld, che invece ha deciso di non difendersi in Gran Bretagna (il che le è costato una condanna in contumacia con un risarcimento di 110.000 sterline in favore di Mahfouz), ma di intentare causa contro Mahfouz in una corte statale di New York. La sua linea di difesa si fondava sul fatto che la sentenza inglese non poteva essere applicata a New York perché l’ordinamento britannico che regola diffamazione e calunnie offre meno protezione per la libertà d’espressione che i corrispondenti ordinamenti giuridici a livello federale e statale (USA e stato di New York).

Gli avvocati di Mahfouz, dal canto loro, sostenevano che la causa intentata dalla Ehrenfeld doveva essere dichiarata invalida perché la corte statale di New York non ha giurisdizione sul finanziere saudita (che è anche cittadino irlandese). La battaglia legale, durata due anni, tra altalene emotive, vittorie di pirro e sconfitte non definitive, termina il 20 dicembre del 2007 alla Corte d’Appello dello stato di New York. La sentenza rappresenta una sconfitta per la Ehrenfeld, in quanto la Corte d’Appello stabilisce che non ha giurisdizione su Mahfouz. Ma la motivazione della sentenza lascia aperto uno spiraglio, affermando che le leggi secondo cui la sentenza di non-giurisdizione  si era basata, potevano venire modificate dal parlamento statale [...]




Reuters

venerdì 22 ottobre 2010 14:48
Berlusconi a Faz: mi ricandiderò, su alleanza Fli si vedrà


Frankfurter Allgemeine Zeitung
22/10/2010
Silvio Berlusconi im Gespräch mit der F.A.Z.: Natürlich trete ich wieder an.
„Ich kandidiere auf jeden Fall noch einmal“
Mit dem italienischen Ministerpräsidenten sprachen Jörg Bremer, Klaus-Dieter Frankenberger und Günther Nonnenmacher



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Ansa.it 
Berlusconi cita Report per diffamazione
'Accertare natura offensiva servizio'.
Gabanelli: ci difenderemo

21 ottobre, 18:32
Il premier Berlusconi ha dato mandato all'avvocato Fabio Lepri di Roma per procedere in sede giurisdizionale, al fine di ottenere l'accertamento della natura offensiva e diffamatoria del servizio diffuso il 17/10 scorso su Rai3 durante 'Report', con integrale risarcimento dei danni. Il giudizio, viene spiegato, sara' promosso contro tutti i responsabili dell'illecito, e sara' chiesta anche la pubblicazione della futura sentenza'.Replica Milena Gabanelli: 'ci difenderemo nelle sedi competenti'.


Ed ora, i lampioni adottati a distanza finalmente su questi schermi:


ABS NEWS
VIDEO
Antigua and Barbuda's street lighting project progresses smoothly

From: antiguagovernment | August 26, 2010
The street lighting programme throughout Antigua and Barbuda is progressing smoothly as functioning lights have been erected in various locations.
In December 2008, APUA's General Manager Esworth Martin, along with representatives from the government of Antigua & Barbuda and the People's Republic of China, signed the final construction agreement, paving the way for the installation of hundreds of street lights



Sinceramente, la sincerità

Il suo pregio?

Sono molto esigente. Scherzo: è la sincerità.
Fa molte vacanze?
No, pensi che per la candidatura Expo sono stata alle Bahamas tre giorni senza uscire dalla hall dell’albergo per incontrare tutti i capi di stato del Caricom (Caribbean community, ndr).
(tratto da "100 domande a Letizia Moratti. Tra voglia di rivoluzione, moda e segreti di famiglia", di Davide Burchiellaro, Marie Claire, Venerdì, 1 ottobre 2010)


Nel 2008 e' stato siglato un accordo con Antigua per l'urbanizzazione di quel paese. Perché devono pagare i milanesi…?
Mi chiede delle cose che non conosco… sinceramente non so di che cosa parla
(Letizia Moratti risponde a una domanda di Franz Baraggino, antefattoblog, 19 ottobre 2010)



La Repubblica
21 ottobre 2010
Il debito estero di Antigua con l’Italia Berlusconi lo cancello’, poi compro’ la villa
di Ettore Livini

Nel 2004 abbuonato il 90% dei 150 milioni di euro di prestiti tricolori, che risalivano in gran parte agli anni di Craxi. 
Il "condono" concesso dal nostro Paese è stato quello più sostanzioso ricevuto dall´isola
MILANO - I governi italiani guidati da Silvio Berlusconi sono stati (non troppo a sorpresa) i più generosi creditori del governo di Antigua. Condonando in splendida solitudine a fine 2004 quasi il 90% del debito dell´isola caraibica con Roma e facendo lobby presso le organizzazioni internazionali per le due grandi ristrutturazioni - una nel 2005 e l´altra di poche settimane fa - della sua esposizione estera.
Il Cavaliere si era impegnato in questa operazione in prima persona nel 2005. Il 16 settembre, incontrando il presidente Baldwin Spencer alle Nazioni Unite a New York, aveva promesso di lavorare «per ridurre gli impegni finanziari di Antigua con il resto del mondo» confermando in quella occasione di aver avviato la costruzione di quattro case per i figli a Non Such Bay. In realtà Berlusconi aveva già fatto qualcosa di più. A fine 2004, come annunciato dal ministro delle finanze caraibico Errol Cort, l´Italia aveva cancellato il 90% del suo credito verso Antigua e Barbuda riducendolo da 500 milioni di dollari locali (allora qualcosa come 150 milioni di euro) a 50 milioni. L´intesa - negoziata dal sottosegretario agli Esteri Mario Baccini in una serie di incontri bilaterali - era stata raggiunta appena prima di Natale a Roma e Spencer aveva pagato la prima tranche di 25 milioni proprio il 24 dicembre saldando poco dopo il resto. I prestiti tricolori - garantiti in buona parte dalla Sace - risalivano agli anni ‘80 e sarebbero stati utilizzati per la costruzione del Royal Antigua Hotel, per la rete elettrica nazionale e per Heritage Quay, un duty free a St. John´s, tutti costruiti da imprese e operai italiani. Gli stessi che nell´88 hanno costruito con i soldi di Roma il K Club, resort voluto dalla stilista Krizia, all´epoca vicinissima ai socialisti di Bettino Craxi.
Quello di Berlusconi è stato di gran lunga il regalo più generoso ricevuto da Antigua. Il prospetto di un bond emesso dal Tesoro locale nel 2007 ricorda infatti che nel 2005 il debito nazionale si era ridotto di poco più di 500 milioni di dollari locali grazie alla cancellazione dell´esposizione e alla ristrutturazione sugli interessi concordata a fine anno con altri paesi.
L´isola è stata costretta però a tornare a batter cassa con i creditori nel 2009 quando la crisi ha riacceso la spia dell´allarme sulle casse pubbliche. Il Fondo monetario ha approvato a inizio 2010 un piano d´aiuti e il Paris Club, l´organismo internazionale che si occupa di queste trattative, ha allungato le scadenze sul debito di Antigua (500 milioni di dollari più altri 133 milioni di interessi scaduti). Il progetto congela i prestiti per i prossimi cinque anni e pospone al 2022 la loro scadenza.


La Repubblica
5 marzo 1993
Sace, la coperta bucata
di Adriano Bonafede

Sulla Sace, l' agenzia pubblica per l' assicurazione dei crediti all' esportazione, è in atto ormai da mesi una guerra sotterranea che coinvolge i vertici interni, i partiti e la Confindustria, e in cui si è inserita da ultimo anche la magistratura. L' inizio delle ostilità fu di fatto decretato dall' ex direttore generale del Tesoro, Mario Sarcinelli, che nel 1991 si dimise da presidente del Comitato di gestione per protestare contro le decisioni del governo di voler imporre alla Sace una copertura assicurativa verso l' Urss giudicata eccessiva in vista di un equilibrio gestionale della società. Per la prima volta il responsabile di un ente pubblico si ribellava ai diktat del potere politico. Tempi che sembrano ormai lontani, anche se cronologicamente vicini: in quel momento, infatti, i partiti erano più interessati ad aiutare i paesi in via di sviluppo (e di conseguenza i nostri esportatori) che ad evitare possibili (anzi, sicuri) aggravi sul bilancio pubblico. Poi, a metà del ' 91, è intervenuto il nuovo direttore generale del Tesoro, Mario Draghi, che in qualità di presidente del Comitato di gestione ha messo in atto con molta discrezione un piano per il monitoraggio a medio-lungo termine delle procedure di concessione della copertura assicurativa e dei relativi indennizzi. Per questi ultimi il Comitato di gestione si è avvalso della collaborazione di una società di consulenza privata, la Kpmg Peat Marwick Consultants, che partecipa adesso all' esame e alla valutazione delle pratiche Sace. E in questa veste ha scoperto molte cose strane, tra cui un indennizzo di 6 miliardi già deciso dagli uffici ma secondo la società di consulenza non dovuto. Questo caso è finito nell' interpellanza al ministero del Tesoro dei deputati del Pds Mario Lettieri e Lanfranco Turci. A complicare ancora di più la situazione ci si è messa la magistratura, che con due diverse inchieste (una a Roma e l' altra a Milano) ha fatto emergere uno scandalo legato all' assicurazione di alcuni crediti vantati da ditte italiane nei Caraibi. Vicino a Santo Domingo, la repubblica degli ex latitanti eccellenti di Mani Pulite, la Sace ha gettato al vento negli anni Ottanta circa 140 miliardi per assicurare lavori faraonici che - ormai è certo - non verranno mai ripagati. La vicenda è stata denunciata dall' ambasciatore italiano a Santo Domingo, Roberto Rosellini. Quattro operazioni Sono quattro le operazioni strane di cui si è occupato Rosellini e che hanno costituito la base di un' inchiesta dei magistrati romani. La prima riguarda la fornitura alle autorità dell' isola di Saint Kitts di tre aliscafi prodotti dalla società messinese Rodriquez, mai pagati e di non si sa neppure che fine abbiano fatto. Poi c' è la realizzazione, da parte di una ditta di Milano, la Ergen, di un centro commerciale da 3 miliardi nel porto di Antigua, anche questo mai pagato, così come la realizzazione di una linea elettrica da 7 miliardi. Ma l' operazione più grossa è quella che riguarda la costruzione di un albergo da 100 miliardi, sempre ad Antigua, da parte della Sicel dell' imprenditore perugino Spartaco Ghini, l' unico fra l' altro a essere finito in prigione. Accanto all' inchiesta dei magistrati di Roma, c' è anche quella di Di Pietro da Milano, che ha aperto un capitolo sulla Sace nell' ambito dell' indagine sullo scandalo della Cooperazione al ministero degli Esteri. Anche le tracce seguite da Di Pietro portano ai Caraibi. In particolare si fanno i nomi di Marino Cervellini e di Francesco Porcari, legati al finanziere socialista Mach di Palmstein. I due, ex funzionari della Sace, vennero assunti dalla Promit di Mach, che svolgeva un ruolo di intermediazione fra la direzione della Cooperazione degli Esteri e i paesi verso cui erano destinati i finanziamenti. In mezzo al polverone che si è generato attorno alla Sace, sono in molti a chiedere una legge di riforma. E' questa forse l' intenzione del governo, che ha creato nel luglio scorso un gruppo di lavoro presieduto dallo stesso Draghi. La commissione dovrebbe concludere i suoi lavori entro poche settimane. La Confindustria, da parte sua, chiede una riforma che preveda più automatismi di oggi nella concessione delle garanzie assicurative. Anche alla Sace ci si propone di ridurre l' eccessiva discrezionalità degli uffici, tenendo presente che è finita l' epoca dei soldi facili e che anche la Sace deve fare i conti con i problemi del bilancio pubblico. Il primo obbiettivo è di stabilire dei rigidi plafond per ogni paese in via di sviluppo collegati all' effettiva capacità di rimborso dei loro governi. Basta dunque con le imposizioni del Cipes, è la Sace che deve decidere autonomamente in base a parametri oggettivi (una vittoria, a posteriori, dell' impostazione di Sarcinelli). Per le imprese abituate ad esportare in certi paesi grazie alla copertura della Sace non sarà facile accettare l' imposizione di plafond fissi. Su questo punto ci sarà dunque battaglia. Passaggi trasparenti Il secondo obbiettivo è quello di rendere trasparenti tutti i passaggi interni delle pratiche, a cominciare dalla loro trattazione in ordine strettamente cronologico. Trasparenza significa anche trovare dei parametri oggettivi per la determinazione degli indennizzi nel caso in cui i governi dei paesi interessati al nostro export non paghino. Proprio questo è il campo di lavoro specifico della Kmpg Peat Marwick: basta pensare che - secondo l' interpellanza di Lettieri - "a fronte di un credito di 11 miliardi 650 milioni vantato dal consorzio Endeco Barazzuol, mentre la Sace riconosceva 6 miliardi, la Peat Marwick sostiene, invece, che nulla è dovuto". L' obbiettivo dell' attuale Comitato di gestione è dunque quello di arrivare a una standardizzazione delle procedure di indennizzo in modo che sia gli uffici che gli imprenditori sappiano in partenza come comportarsi.


Nevis Pages.com
Thursday, 14 October, 2010
The Sale, Purchase and Disappearance of the Hydrofoils in St. Kitts between 1984 and 1986

The St. Kitts-Nevis Observer
October 15, 2010
Anglo-Italian Fraud Scam Cost SKN $4 Million
Commentary By Kenneth A. Williams





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La Repubblica
20 ottobre 2010
Lodo Alfano, rivolta dei finiani sul web
"Che fine ha fatto il tema della legalità?"

I sostenitori di Fli delusi dal doppio voto su "salva premier" e Lunardi. Centinaia di messaggi di protesta su Fb. Presa d'assalto la  pagina del direttore di "Farefuturo". Filippo Rossi risponde: "Li capisco tutti, ma i tempi della politica sono diversi da quelli della piazza telematica"
di Pasquale Notargiacomo

ffwebmagazine.it
20 ottobre 2010
E il voto su Lunardi è stato un grave errore politico
Ma sulla legalità
serve un supplemento di rigore
di Fabio Granata*


ffwebmagazine.it
20 ottobre 2010
Un po' di chiarezza sul Lodo Alfano.
E un po' di spazio per le voci del web
Ma il berlusconismo non può finire per via giudiziaria
di Filippo Rossi




Antigua: quanti "terzi partner stranieri"?


Caribbean Energy Information System

April 28, 2008
Antigua gets support from Spain
Spain will fund the purchase and installation of several hundred street lights in Antigua  under a project called  “Light Up Your Neighbourhood” street lights programme. Spain is the third foreign partner -along with the governments of Libya and Morocco - to have contributed to this important initiative.


The Official Website of the Government of Antigua & Barbuda
March 13, 2008
Government's street light programme receives
a significant boost

...“Prime Minister Spencer announced today that his government's “Light Up Your Neighbourhood” street lights programme... has received a significant boost with the conclusion of agreement with City of Milan to fund the purchase and installation of several hundred street lights that will soon be installed in St John's. With this commitment, the City of Milan becomes the third foreign partner -along with the governments of Libya and Morocco - to have contributed to this important initiative,” he added..."


Il Giornale
20 ottobre 2010
Ecco la verità sulla villa di Antigua
di Stefano Zurlo

I pm: non esiste alcuna inchiesta sulle case del premier. E il titolare della offshore: "Vendita regolarmente a bilancio". Smontato il teorema di "Report"

Corriere della Sera
20 ottobre 2010.
Cappanera: “Tutto cristallino, non sono un prestanome”
di Cesare Giuzzi


Corriere della Sera
20 ottobre 2010
L'avvocato di Imi-Sir dietro il Grand Hotel
Luigi Ferrarella




Libero
19 ottobre 2010
Il foglio di Berlusconi: piu' democrazia ma alla fine decido io
Salvatore Dama


La Stampa
19 ottobre 2010
Demosilviocrazia
Massimo Gramellini

Basta con questa rugosa democrazia importata dall’estero. Gli iscritti al Pdl ne avranno presto a disposizione una variante «made in Italy»: più snella, dal «design» esclusivo, e disponibile in un elegante e pratico formato. La nuova delibera del Popolo della Libertà stabilisce infatti che i congressi locali del partito potranno eleggere chi come e quando vogliono. Ogni nomina dovrà però passare al vaglio del punto 6 - altrimenti noto come «Abbiamo scherzato» - il quale recita: «Il Presidente può a suo insindacabile giudizio, e senza l’obbligo di motivare la decisione, non dare seguito alle indicazioni delle Assemblee». A nessuno sfuggirà l’originalità del modello, che garantisce a tutti di giocare alla democrazia fino all’ingresso del sovrano. Toccherà poi a lui alzare o abbassare il pollice, confermando o sovvertendo il verdetto della giuria...


Il Secolo d’Italia
20 ottobre 2010
Marco Travaglio: “A Viale Mazzini tira un’aria mefitica”
di Valter Delle Donne



Amnistia per la casta? Tempi lunghi, prematuro occuparsene adesso

La7
Otto e Mezzo
Martedì 19 ottobre
Ospiti di Lilli Gruber il consigliere di Cassazione Piercamillo Davigo e il direttore de Il Riformista Antonio Polito

Il Sole 24 Ore
20 ottobre 2010
Primo sì al lodo Alfano retroattivo (con i finiani).
Napolitano: non entro nel merito
di Donatella Stasio




Quali famiglie?


Il Sole 24 Ore

20 ottobre 2010
Il debito? Garantiscono le famiglie
Paesi a confronto: tabelle
di Marco Fortis

Aldo Giannuli, attualmente ricercatore di Storia contemporanea presso l’Università degli studi di Milano, "Oggi", primavera 2000:
"In vasti settori del mondo politico e delle gerarchie di polizia serpeggia una convinzione non dichiarata: debellare la mafia non e' un obiettivo realistico in tempi vicini, ma qualcosa che forse otterremo in un futuro lontanissimo e imprevedibile. Per sconfiggere definitivamente la mafia occorrerebbero misure difficili (come la legalizzazione delle droghe o la forte limitazione del segreto bancario) che nessuno si sente di prendere, e, per di piu', la mafia rappresenta una delle voci piu' consistenti dell'economia sommersa, con un indotto paralegale per centinaia di migliaia di posti di lavoro, e possiede oltre il 15 per cento dei titoli del debito pubblico. Dunque, una sua sconfitta rapida e totale provocherebbe una serie di effetti indesiderabili tanto per il mondo finanziario quanto per quello politico. La soluzione a questo punto? Meglio orientarsi a una lotta alla mafia intesa solo come contenimento di essa e, per il resto, adattarsi a conviverci.
Beninteso: nessun ministro, questore o generale dei carabinieri lo ammetterebbe mai, anzi, in pubblico, i discorsi traboccano delle solite assicurazioni che la lotta alla mafia prosegue con il vigore di sempre "fino all'immancabile vittoria".
Ma in politica, spesso, le cose che si dicono sono molto meno importanti di quelle che si tacciono".



Il Sole 24 Ore

14 ottobre 2010
Antichità rubate.
Finisce in prescrizione il processo contro il museo Paul Getty
di Elysa Fazzino

Finisce all'italiana il processo contro l'ex curatrice delle antichità del Paul Getty Museum di Los Angeles, accusata di avere acquistato e fatto arrivare a Malibu beni archeologici trafugati dall'Italia. Il caso davanti al tribunale di Roma è stato dichiarato chiuso, perché i termini di prescrizione sono scaduti. Ne danno ampia notizia i giornali americani (continua)


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La Stampa
19 ottobre 2010
Antigua
Berlusconi chiarisce il mistero: «La villa me l’ha venduta Tulliani».

jena@lastampa.it


Antigua, se il proprietario della Flat point "smonta" Report
Roma, 19 ott (Il Velino) - Mentre infuria la polemica politica sulle case ad Antigua di Silvio Berlusconi – con Massimo D’Alema che ne chiede le dimissioni perché “il ruolo del presidente del Consiglio – ha detto il presidente del Copasir a Otto e Mezzo - e' palesemente incompatibile con questa pluralita' di interessi, di investimenti, di societa' di paradisi fiscali” – a chiarire i dubbi sollevati dalla trasmissione Report sulla trasparenza dell’investimento effettuato dal premier, arriva un comunicato di Carlo Postizzi, l’avvocato proprietario della Flat Point Development la societa' che ha venduto al Cavaliere. "Con riferimento alle notizie apparse in questi giorni su alcuni quotidiani italiani", ha spiegato Postizzi nel comunicato di cui da conto Franco Bechis su Libero "e alla trasmissione televisiva Report, devo precisare che il gruppo costituito dalle societa' Emerald Cove e Flat Point dal 2001 fa capo sia alla societa' Kappomar Hol dingnv controllata giuridicamente ed economicamente da me come azionista di riferimento e da altri azionisti sia minoritariamente al signor Michael Barry, cittadino irlandese. Tutti questi soggetti - chiarisce Potizzi – nulla hanno a che fare con il presidente Berlusconi e/o con il suo gruppo". Nel lungo comunicato Postizzi spiega di avere acquisito i terreni ad Antigua da un altro gruppo italiano, Maltauro che li aveva comprati da un imprenditore locale. I terreni sono poi stati venduti a Berlusconi a prezzo di mercato, regolarmente iscritto nei bilanci della societa' certificati da primario gruppo internazionale. Infine ultima stoccata di Postizzi: "Antigua non e' in black list, ma al contrario e' in white list". Non e' dunque un paradiso fiscale.

Ma lo e' stata fino all'aprile del 2010, perché l'OCSE l'ha tolta solo quest'anno dalla lista grigia, tant'e' vero che, nell'ottobre del 2009, il Primo Ministro di Antigua, Baldwin Spencer, definiva "ingiusta l'inclusione di Antigua e Barbuda nella lista dei paesi non collaborativi da parte dell'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE)", ndr.



la Repubblica
19 ottobre 2010
La voce del padrone
Curzio Maltese



Corriere della Sera
19 ottobre 2010
Arrestato finanziere: spiava i personaggi famosi
Luigi Ferrarella




Grazie, si era capito

La Tribune
19/10/2010
"L'offshore a encore de beaux jours devant lui"



Una vergogna: casa a Parigi e nemmeno un bungalow ad Antigua


ItaliaOggi

19 ottobre 2010
Barbara Spinelli va a Repubblica
L'editorialista era a La Stampa dall'85


Il Giornale
19 ottobre 2010
La sinistra da salotto fa le barricate con la casa a Parigi
di Salvatore Tramontano

Libero    
19 ottobre 2010
Compagni di penna
I tromboni democratici si mettono l`elmetto
di Francesco Borgonovo


oppure, a scelta:
Penne rosse in movimento

I tromboni democratici si mobilitano contro il Cav


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La Stampa
18 ottobre 2010
Lettere al Direttore
Barbara Spinelli e La Stampa
di Mario Calabresi


Da quando sono arrivato alla Stampa ogni domenica e ogni lunedì mattina ho trovato nella mia posta un certo numero di mail con lo stesso oggetto: Spinelli.

Erano tutte lettere di commento all’editoriale della domenica di Barbara Spinelli, chi ne condivideva le parole e mi ringraziava per lo spazio che le garantivo, chi ne criticava, anche aspramente, idee e toni. Ho sempre risposto a tutti che ero orgoglioso di dirigere un quotidiano capace di ospitare voci diverse e che questo era da considerarsi un valore di questi tempi.

Ieri mattina non ho trovato nessuna mail perché Barbara Spinelli non ha scritto, la sua assenza è dovuta alla decisione di cambiare giornale e andare a scrivere in futuro su un altro quotidiano. I nostri rapporti sono sempre stati limpidi, rispettosi e anche affettuosi, così le ho chiesto cosa fosse successo e lei con molta semplicità mi ha risposto che non c’era nessun motivo di rottura ma che aveva «voglia di cominciare una nuova avventura», di cambiare e di misurarsi con nuove sfide. È qualcosa che capisco, avendo cambiato cinque volte testata nella mia vita alla ricerca di nuovi stimoli. Così, quando mi è stato chiaro che la decisione era ormai presa e non c’era modo di trattenerla, le ho fatto un sincero in bocca al lupo per il suo futuro.

Non posso nascondere ai lettori che mi dispiace perderla, anche se le nostre idee non erano sempre coincidenti, mi dispiace perché sono convinto che i giornali debbano essere luoghi di confronto, capaci di pubblicare opinioni diverse, di spiazzare e di far discutere. Oggi assistiamo a una polarizzazione dell’informazione: molti quotidiani esprimono una linea granitica che non consente scostamenti o dibattiti, ma io resto dell’idea che ai lettori vada data ogni mattina l’occasione per riflettere, confrontarsi, magari anche irritarsi, ma nella convinzione che le differenze siano l’ingrediente fondamentale per la crescita sana di una società e di un’opinione pubblica.

La Stampa continuerà su questa strada, convinta che ci sia una parte importante degli italiani che non ne può più di un’informazione faziosa, gridata e ideologica, preferendo invece avere la possibilità di capire e di ragionare.



Corriere della Sera
18 ottobre 2010
I giudizi sulla residenza caraibica:
«Non mi piace, ma ha una luce splendida»
«Antigua? Mi ricorda un condominio»

Berlusconi e la villa delle polemiche. Poche visite.
Tra gli invitati Letta e Confalonieri, ma la vacanza saltò
Marco Galluzzo


Corriere della Sera

18 ottobre 2010
Arner Bank e Caraibi, «Operazioni sospette per 34 milioni» : 20 del premier
L'inchiesta a Milano
Luigi Ferrarella


La Repubblica
18 ottobre 2010
Chi c'è dietro quella banca?
Il forziere di famiglia del Cavaliere

Gli intrecci della Banca Arner. Di Berlusconi il "conto numero 1". Tra i clienti Doris e i Previti. Nella sede milanese anche i conti delle holding che fanno capo ai figli Marina e Piersilvio. L'istituto è sotto inchiesta per riciclaggio, e Bankitalia ne certifica l'opacità
di Giuseppe D'Avanzo


La Repubblica
18 ottobre 2010
I misteri delle ville di Nonsuch Bay
Dai conti del premier alla proprietà di Flat point, le ombre del caso Antigua.
I terreni venduti dallo Stato caraibico e i sospetti sull'ex premier Bird
di Walter Galbiati




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Report
Puntata del 17/10/2010
Com'è andata a finire
La banca dei numeri uno
di Paolo Mondani

Eravamo rimasti con la puntata del 15 novembre scorso su Banca Arner Milano e le indagini della Procura. Sotto osservazione una società con sede a Torino e ad Antigua, la Flat Point. Ad Antigua il premier ha acquistato un paio di ville. Siamo andati nell'isola caraibica, rubricata come paradiso fiscale iscritto nella black list, per capire chi sono i proprietari della Flat Point e quali sono le proprietà del nostro Presidente del Consiglio


la Repubblica
17 ottobre 2010
Ghedini avverte la Rai: "Fermate Report
Diffama Berlusconi senza contraddittorio"

Il deputato Pdl e legale del premier definisce "insussistenti e diffamatorie" le notizie su cui è costruita la puntata in programma stasera, sull'acquisto di immobili ad Antigua da parte del presidente del Consiglio. "Regolarmente intestati a Berlusconi, nessuna indagine in merito. Evidente strumentalità delle ricostruzioni". L'opposizione agita lo spettro della censura preventiva. Franceschini: "Arrogante intimidazione"


la Repubblica
17 ottobre 2010
Berlusconi, "Operazione Antigua"
Le ville e quegli affari off-shore
Milano, Lugano, Caraibi: triangolo da 20 milioni, passati attraverso la Banca Arner. Ignorate le norme antiriciclaggio: L'istituto di credito svizzero è al centro di un'inchiesta delle procure di MIlano e Palermo
Walter Galbiati



Corriere della Sera
17 ottobre 2010
Gli investimenti di Berlusconi
Ad Antigua ville per 22 milioni
Sergio Rizzo



voglioscendere.ilcannocchiale
E poi hanno il coraggio di dire che l'Italia non brilla per gli aiuti ai paesi poveri:

voglioscendere.ilcannocchiale
Milano, poi, e' tanto generosa:


Club de Paris. org
September 16, 2010
Antigua and Barbuda
The Paris Club reschedules US$ 117 million of Antigua and Barbuda's debt




The Independent
Friday, 15 October 2010
Berlusconi gets a taste for the Tea Party
By Michael Day in Milan



Roma, 17 ott. (Apcom) - Benedetto XVI ha proclamato, durante la messa in corso a piazza San Pietro sei nuovi santi
: il polacco Stanislao Kazimierczyk, sacerdote dell'Ordine dei Canonici Regolari Lateranensi; il canadese André Alfred Bessette, religioso della Congregazione di Santa Croce; la spagnola Candida Maria di Gesù Cipitria y Barriola, fondatrice della Congregazione delle Figlie di Gesù; la fondatrice della Congregazione delle Suore di San Giuseppe del Sacro Cuore, Mary MacKillop, la suora australiana scomunicata dopo aver denunciato un sacerdote pedofilo. Infine, due italiane: la campana Giulia Salzano, fondatrice della Congregazione delle Suore Catechiste del Sacro Cuore di Gesù; la marchigiana Battista Camilla da Varano dell'Ordine di Santa Chiara.

ABC News
Sat Sep 25, 2010
MacKillop banished after uncovering sex abuse
Mary MacKillop was banished from the Catholic Church for five months.
Mary MacKillop, the nun who will soon be Australia's first Catholic saint, was excommunicated by the church because she discovered children were being abused by a priest and went public, the ABC's Compass program can reveal.



La Stampa
17 ottobre 2010
La partita si gioca su Cota: se salta lui, cade il governo
Il Carroccio pronto a denunciare il golpe e a "staccare la spina"
Ugo Magri



Il Giornale
17 ottobre 2010
Casini spegne il forno Idv: non governo coi «piazzaioli»


Il Sole 24 Ore
17 ottobre 2010
Santoro lo dimostra: la Rai va venduta
Alessandro De Nicola

adenicola@adamsmith.it



Scuole di formazione: occhio ai
venerati maestri

Secolo d'Italia
17 ottobre 2010
Ai Dialoghi Asolani si parla di legalita'
Valeria Gelsi


farefuturofondazione.it
Dialoghi Asolani
22-23 ottobre

La città di Asolo (TV) ospiterà i prossimi 22 e 23 ottobre 2010 la terza edizione dei Dialoghi asolani. Il workshop "La legalità del cittadino, la legalità delle istituzioni", organizzato congiuntamente dalla Fondazione Farefuturo e Fondazione Italianieuropei, vedrà la partecipazione e il confronto di personalità del mondo della politica, delle istituzioni, e dell’economia, e sarà aperto ad un gruppo di cento giovani under 35, provenienti da tutta Italia, selezionati attraverso un bando pubblico….


Il Punto

16 ottobre 2010
A lezione di… Craxi
di Andrea Camaiora


La Nazione
2 ottobre 2010
Laboratorio di idee in Laguna
Occasione di rilancio

I primi incontri della scuola voluta dalla Fondazione Craxi. Si parla di politica e di comunicazione insieme ai giovani. L'interessante confronto tra Confalonieri e gli studenti

Il Predellino
30 settembre 2010
A scuola da Craxi
di Andrea Camaiora      
     
La più antica delle fondazioni di area Pdl, fondata da Stefania Craxi per ricordare e trasmettere il patrimonio politico di suo padre, Bettino Craxi, ha organizzato per questo fine settimana, venerdì primo ottobre e sabato due ottobre, una scuola di formazione politica per i giovani militanti e dirigenti pidiellini.
http://www.andreacamaiora.it/


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