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Vignetta di bandanax

Oggi "Il Fatto quotidiano" compie un mese di vita. Rispetto ai primi giorni di uscita siamo migliorati molto, ma la strada da percorrere è ancora lunga. Anche perché in redazione siamo in pochi e a volte si vede... Ieri, per esempio, ho passato il pomeriggio a tagliare un ottimo pezzo sugli affari di Berlusconi in Russia. Poi verso le sette e mezza di sera, mi sono messo a scrivere il mio. E visto che la nostra chiusura avviene alle 20 l'ho fatto molto in fretta. Il risultato? Non proprio da premio Pulitzer. Ripensandoci sono persino riuscito a parlare di "due storie parallele che non convergono, ma anzi collimano tra loro". Credo che nemmeno Aldo Moro o un geometra ubriaco sarebbero riusciti ad esprimersi peggio.

Ma in fondo è inevitabile. Stiamo mettendo a punto l'organizzazione del lavoro e la qualità dei titoli, è vero. Ma il tempo resta poco.
L'unica consolazione è sapere che scriviamo sull'acqua. Che il nostro giornale il giorno dopo è buono solo per incartarci il pesce. O almeno dicono che sia così per tutti gli altri quotidiani. Anche se comincio a sospettare che "Il fatto" sia qualcosa di diverso. Ci sono lettori che addirittura lo collezionano. E  pure io qualche volta lo rileggo. Per questo temo che le mie "convergenze parallele" non le dimenticherà nessuno.
(Vignetta di bandanax)

Segnalazioni

Il blog Lapillolarossa ha intervistato Antonella Mascali (autrice de Il regalo di Berlusconi insieme a Peter Gomez) che racconta come dopo la bocciatura del Lodo Alfano, il Presidente del consiglio e i suoi uomini stiano cercando un'altra via per evitare il processo in cui Berlusconi è imputato per corruzione in atti giudiziari per aver corrotto Mills --> guarda la video-intervista

La fabbrica di buone notizie di Berlusconi di Manuela Mescol (The Guardian, Gran Bretagna - 13 ottobre 2009)
Traduzione a cura di Italiadallestero.info


Commento del giorno
di Observer - lasciato il 22/10/2009 alle 21:50 nel post Tu quoque Deutsche
Mastella: la moneta da una lira non la coniano più dagli anni 60!



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Vignetta di FranzaroliIl Fatto Quotidiano, 22 ottobre 2009


Sembra uno scherzo, invece è una pubblicità. La pubblicità di Deutsche Bank. É comparsa su alcuni quotidiani. Dice così: “Scudo Fiscale. Solidità, affidabilità, riservatezza sono alla base di ogni operazione finanziaria”. La banca tedesca ci tiene a ispirare fiducia. Sceglie un cielo azzurro come sfondo e in primo piano un ponte, grande e bianco, che unisce due sponde: immaginiamo quella dei soldi prima e dopo il lavaggio dello scudo fiscale.

Il testo dell’annuncio va all’essenziale: “Deutsche Bank è una realtà solida, affidabile e riservata, con esperienza internazionale nelle operazioni finanziarie”. La parola chiave è “riservata”. Il messaggio è asciutto. Niente moralismi. Salvo che la morale, ieri sul “Corriere della Sera”, ce l’ha messa il caso: la pubblicità compariva nella pagina retta da questo bel titolo a nove colonne: “Fondi neri per ventidue milioni. Arrestati imprenditore e assessore”. Si parlava dell’industriale Giuseppe Grossi e di altri cattivi riciclatori. Quelli senza ponte.
(Vignetta di Franzaroli)

Segnalazioni

Commento del giorno
di parsiphal - utente certificato - lasciato il 22/10/2009 alle 12:15 nel post Il papello e quelle leggi
L'odio è un seme subdolo e impalpabile che attecchisce in fretta su qualsiasi terreno: disoccupati, precari, p.iva, dipendenti, dipendenti del pubblico e precari del pubblico, e della scuola... dovrebbero essere uniti perchè in fondo hanno gli stessi obbiettivi e invece nelle piccole differenze di privilegi impalpabili si è riusciti a scavare profondi solchi d'odio.
I precari della scuola manifestano da soli, come se fossero una categoria a parte e non dentro una caregoria più ampia. Nè si accodano il milione di precari senza più lavoro.
La solidarietà sociale è morta, se non nei paesi dove il vicinato è rimasto l'ultimo baluardo di uno stato sociale. Sta morendo, con essa (di molte malattie) la convivenza civile, il patto sociale e in definitiva la Costituzione.
A meno, cosa assai sperabile, di insospettabili rigurgiti di coscienza nell'Italia prostrata e impoverita, nell'economia sì, ma forse più profondamente nell'anima.
A domani buona serata


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Ho risposto ad alcuni commenti in questo post
mt


Vignetta di bandanaxIl Fatto Quotidiano, 17 ottobre 2009


Basta poco per rendersene conto. Basta rileggere le cronache parlamentari. Nei 12 punti elencati da Totò Riina nel suo papello come condizione per chiudere la stagione delle bombe non vi è nulla di sorprendente. La trattativa tra Stato e mafia c'è stata, proprio come raccontavano, ben prima della scoperta del papello, le sentenze definitive sulle stragi del '93. Non per niente, durante gli ultimi 17 anni, buona parte dei desiderata di Cosa Nostra sono stati discussi e, a volte approvati, da Camera e Senato. Le supercarceri di Pianosa e l'Asinara sono state chiuse nel 1997 dal centrosinistra. La legge sui pentiti, coi voti dell'Ulivo e il plauso del centro-destra, è stata riformata nel 2001, provocando un crollo verticale del numero dei collaboratori di giustizia. Il 41 bis, il cosiddetto carcere duro, è stato invece “stabilizzato” nel 2002. Ma la norma, anche questa volta bipartisan, è stata scritta male. Così i tribunali di sorveglianza, com’era perfettamente prevedibile, si sono trovati a dover revocare il 41 bis (già reso molto meno duro) a centinaia di boss. E persino quattro mafiosi condannati per la strage di via dei Georgofili a Firenze sono adesso detenuti in regimi penitenziari normali.

A partire del 1994, poi, si è cominciato a parlare pubblicamente della possibilità di concedere forti sconti di pena agli uomini d'onore che non si pentono, ma decidono invece di dissociarsi dall'organizzazione. Il primo a farlo è stato uno dei tanti testimoni di quella trattativa che oggi ritrovano miracolosamente la memoria: Luciano Violante. Subito dopo, nel 1996, un’apposita proposta di legge è stata presentata da tre senatori dell’allora Ccd, mentre nel 2001 il futuro ministro degli Esteri, Franco Frattini, se l’è presa con i giornali che parlando troppo di dissociazione avevano fatto saltare “l’intera operazione”. Leggendo la copia del papello in mano ai magistrati un’unica domanda ha quindi senso: la trattativa con Cosa Nostra è ancora in corso? Perché come diceva una delle sue vittime, il giudice Paolo Borsellino: “Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio: o si fanno la guerra, o si mettono d’accordo”.
(Vignetta di bandanax)

Segnalazioni

Posto fisso: scrivete al ministro Tremonti - L'iniziativa de Il Fatto Quotidiano invita tutti i precari a scrivere al ministro Tremonti chiedendo a gran voce il proprio posto fisso


Marco Travaglio partecipa all'incontro "Etica pubblica e poteri di controllo in Italia: il caso Baffi, Sarcinelli, Ambrosoli"
Roma, Hotel Palatino - giovedì 22 ottobre, ore 14.30
La locandina


Il commento del giorno
di daniela - lasciato il 21/10/2009 alle 0:32 nel post Prof. Panebianco, in arte estintore
io sono estremista e faziosa ...ma sempre meno di loro...
attenzione !!! berlusconi vuole il posto fisso !!!



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Vignetta di BandanaxIl Fatto Quotidiano, 20 ottobre 2009

Da quando Berlusconi l’ha accusato di essere l’organo del Comintern, il Pompiere della Sera è impegnatissimo a dimostrare che non è vero, che i cattivi sono altri. Domenica ha reclutato il cardinal Angelo Bagnasco, dedicando alle sue fondamentali illuminazioni il titolo di prima pagina: “Lo scontro danneggia l’Italia”. Di quale scontro parli il Cardinal Estintore, non è dato sapere, visto che l’opposizione è in tutt’altre faccende affaccendata e Al Tappone fa tutto da solo con la sua ex-signora, le sue escort, i suoi coimputati, i suoi avvocati, i suoi telekiller.

Ma non importa: anche l’altroieri il quotidiano di via Pompierino ha assolto al suo compito di spegnere gl’incendi che non ci sono. Ieri poi è entrato in scena a sirene spiegate, col caschetto sul capino, la tuta ignifuga, le slip in amianto e la pompetta ad acqua, il prof. Angelo Panebianco, che teme sempre di ustionarsi la barba. Vede “guerra civile strisciante” dappertutto, tant’è che ha appena ordinato un Canadair della protezione civile per dare più efficacia ai suoi editoriali scritti con l’idrante, terrorizzato dai piromani nostrani ai quali si aggiungono pure “rispettabili pensatori di altri paesi aizzati da demagoghi nostrani”. Tipo quel putribondo figuro di Josè Saramago che, non contento di avergli soffiato il Nobel per la letteratura, s’è messo pure a dire che l’Italia non è una democrazia. Possibile mai che uno straniero capisca l’Italia meglio di un professore con barba che vive a Bologna nel Mulino, anzi nel Mulino Bianco? No, impossibile: dev’esserci qualcuno che lo “aizza” di nascosto. E nessuno dice niente, nessuno fa niente: tocca far tutto al professor Panebianco che, sconsolato, distilla per gli eventuali lettori la sua summa theologica: “Conviene tornare ai fondamentali”, intima.

Ecco, torniamoci. Primo punto: “Nelle democrazie, la maggioranza dei cittadini ha interesse nullo o sporadico per la politica”. Purtroppo invece in Italia c’è gente che se ne interessa (ovviamente “aizzata” dai figuri di cui sopra): bisogna dissuaderla e lui è lì apposta. Eccolo dunque descrivere i “tre tipi umani che più frequentemente si incontrano in tale minoranza” che si interessa di politica: “l’estremista, il fazioso, il pluralista”. L’estremista è “pericoloso”, “frustrato”, “odia il nemico politico”, considera la politica “una grande discarica” e “alimenta un clima” brutto e violento. “Poi c’è il fazioso” che, “a differenza dell’estremista, non è un caso psichiatrico”, ma ha “orrore per le opinioni diverse dalla sua”. Entrambe le categorie parrebbero descrivere alla perfezione il presidente del Consiglio e i suoi fans (tipo Giuliano Ferrara, che ieri paragonava il pedinamento del giudice Mesiano alle proteste popolari contro Craxi, Poggiolini e Previti, dimenticando di precisare che Mesiano è un galantuomo e gli altri tre sono pregiudicati): invece Panebianco le appiccica ai due o tre “antiberlusconiani” rimasti in Italia.

Infine c’è “il pluralista”, e il prof. Panebianco modestamente lo nacque, barba compresa: “quanto più prevale il tipo pluralista, tanto più la democrazia è salda e sicura”. A questo punto il lettore, casomai fosse sopravvissuto, viene investito dal colpo di grazia finale: “C’è poi la questione dell’uovo e della gallina”, di cui facciamo venia ai nostri lettori perché vorremmo conservarne qualcuno. Ma in cui possiamo assicurare che il vicepompiere Galli della Loggia non c’entra.
(Vignetta di bandanax)

Segnalazioni

Presentazione de "Il regalo di Belrusconi" (La vera storia del caso Mills) di Peter Gomez e Antonella Mascali. Hanno partecipato con gli autori: Gianni Barbacetto, Bruno Tinti, Marco Travaglio
C/o Camera del lavoro, Corso di Porta Vittoria, 43 Milano - 20 ottobre 2009, ore 20.30
Guarda il video dell'introduzione di Marco Travaglio

dossier / Le navi dei misteri - Ucuntu n.54 (18 ottobre 2009)


da Micromega.net
Salvatore Borsellino: "Le parole di Pietro Grasso mi sconvolgono"
Video Roberto Saviano e Loretta Napoleoni: "Mafia Spa"
Genova, il grande inciucio Scajola-Burlando prepara quello Berlusconi-D’Alema? di Pierfranco Pellizzetti

Come Berlusconi aiuta la mafia di Katharina Kort (Handelsblatt.com, Germania - 13 ottobre 2009)
Traduzione a cura di Italiadallestero.info


Stravagante... - guarda il video di 58pippo958

Commento del giorno
di Anselmo d Aosta - lasciato il 20/10/2009 alle 0:46 nel post Il randello catodico-mafioso
Berlusconi dice di esssere il miglliore di avere tutte le virtù. Ora anche la sincerità è una virtù quindi non può che essere vero quello che dice. E' la realta che è bizzarra e cangiante. Un tempo volevamo l'immaginazione al potere, e siamo stati fregati con il potere all'immagine.
La nostra risata non ha seppellito nessuno.
Però è bastato un suo sorriso a raggelarci tutti.



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Testo:
Buongiorno a tutti. Il Fatto Quotidiano ha lanciato una campagna che è dedicata al simbolo, diciamo pure un simbolo che potrebbe essere considerato troppo leggero e invece nasconde dietro di sé, come vedremo, una questione molto grave e molto sostanziale, che è quella della difesa del diritto del giudice Mesiano a emettere una sentenza e, come il diritto del giudice Mesiano, il diritto di tutti i giudici a emettere sentenze. E’ un diritto e è un dovere, è il loro mestiere e hanno il diritto di farlo come si diceva ai tempi dei latini, padri del nostro diritto, sine spe ac metu, ossia senza speranza di ottenere qualcosa in cambio e senza paura di ricevere dei danni o delle rappresaglie, ovvero le loro sentenze debbono essere emesse secondo giustizia, secondo legge, secondo coscienza, senza nessuna aspettativa di premi o di punizioni, fermo restando che, se la sentenza contenesse degli errori, ci sarebbero sempre i numerosi gradi di giudizio che sono previsti nell’ordinamento italiano, che è il più garantista al mondo.
Leggi tutto

La rassegna stampa a cura di InesTabusso

Segnalazioni

Commento del giorno
di A.E.R. - lasciato il 18/10/2009 alle 17:45
Finalmente un uomo sano
senza trucco e senza alfano
sian turchesi o amaranto
noi ce ne faremo vanto
ed insieme andrem lontano
coi calzini alla Mesiano


Siamo tutti Raimono Mesiano - Anch'io ho il calzino turchese
Partecipa alla campagna di solidarietà al giudice Mesiano lanciata da Il Fatto Quotidiano

continua


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Riprendiamo la campagna di solidarietà al giudice Mesiano lanciata da Il Fatto Quotidiano

Molti magistrati da lunedì andranno a lavoro con i calzini turchesi in segno di solidarietà con il loro collega Raimondo Mesiano linciato da Canale5 per aver osato dare torto alla Fininvest. Facciamolo anche noi. Lasciate un messagio e mandateci le vostre foto con i calzini turchesi. Ecco come:

Blog
Sui commenti a questo post, postate il link al vostro blog o a una vostra risorsa in rete con una foto di un calzino nella tonalità del turchese-celeste.

Facebook
Dedicate almeno uno status di solidarietà usando: Anch'io ho il calzino turchese. L'Antefatto FB l'ha già fatto.

Twitter
Seguite l'esempio del nostro direttore, usando come trend topic #calzinoturchese e aggiungendo il link a questo post con la frase - Anch'io ho il calzino turchese -

Flickr
Uploadate una vostra foto con il calzino turchese-celeste, usando il tag - calzinoturchese - tutte le vostre foto le linkeremo qui.

Foto di villanuova da flickr.com

Guarda tutte le foto su flickr


Una selezione dei vostri messaggi e le vostre foto saranno pubblicate sul blog e su Il Fatto Quotidiano nei prossimi giorni.

Continua la caccia al giudice (VIDEO) - di Marco Lillo

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Il commento del giorno

di Peppe P. - lasciato il 17/10/2009 alle 18:59 nel post Mediaset e i terroristi dell'etere
Ma allora Einstein che i calzini nemmeno ce li aveva?



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Vignetta di Bandanax

Per giorni, su il "Fatto Quotidiano", avevamo scritto che i media del Cavaliere si stavano preparando a dare una lezione a Raimondo Mesiano, il giudice "colpevole" di aver quantificato in 750 milioni di euro il danno subito dalla Cir di Carlo De Benedetti in seguito alla corruzione, da parte degli avvocati Fininvest, del giudice di Roma, Vittorio Metta, uno dei tre magistrati che, nel 1991, con una loro sentenza regalarono la Mondadori a Silvio Berlusconi.

Tra ieri e oggi la punizione è arrivata. "Il Giornale", in spregio a tutte le regole deontologiche, ha utilizzato una testimonianza anonima per tentare di dimostrare che Meisano era un pericoloso sostenitore di Romano Prodi. Canale 5, in una trasmissione della mattina cui sono soliti collaborare il direttore di "Chi", Alfonso Signorini, e i suoi cronisti, ha invece trasmesso delle immagini del magistrato riprese con telecamera nascosta. Per due giorni Meisiano è stato infatti costantemente pedinato.

Poco importa che lo scandalo annunciato dal premier-padrone Berlusconi ("su di lui ne vedremo delle belle" aveva detto) non sia esploso perché, evidentemente, su questo magistrato non vi era nulla da raccontare. Berlusconi, infatti, ha vinto lo stesso. Ha lanciato un messaggio preciso: d'ora in poi utilizzerò apertamente non solo i miei giornali, ma anche le mie televisioni, per tentare di distruggere chiunque intralcia il mio cammino. Insomma si colpisce Mesiano, per educarne altri cento.

Si tratta di un metodo tra il terroristico e il mafioso. I giornalisti che partecipano a questo gioco si chiamano complici e non sono semplici dipendenti del Cavaliere che piegano la schiena per salvare la carriera o il posto di lavoro. E complice è pure chi fa finta che tutto questo sia normale. Mentre "Il fatto" raccontava come si stesse preparando la trappola e ricordava le agghiaccianti minacce del capo del governo, quasi tutti tacevano. L'Associazione nazionale magistrati, come buona parte dell'opposizione, ha avuto bisogno di attendere che l'agguato fosse compiuto, prima d'intervenire. Il timore, come sempre, era quello di alzare i toni, d'infilarsi nella rissa. Ma, contro il terrorismo e la mafia ci vuole fermezza e coraggio. Se qualcuno ancora ce l'ha è venuto il tempo che lo dimostri.
(Vignetta di bandanax)

Segnalazioni 

Da oggi partiamo con una nuova rubrica per mettere in evidenza i commenti che sono piaciuti di più agli autori del blog e alla redazione.

Il commento del giorno - Lasciato il 16/10/2009 alle 19:29 nel post "Due sentenze quattro bugie"
In questo clima, preparare l'esame di Diritto costituzionale speciale sta diventando una barzelletta.. è quasi un paradosso. da rotolarsi per terra dal ridere.
Giuditta


Chiarelettere, alla Fiera di Francoforte c'è un'Italia che vende (diritti) - Intervista a Lorenzo Fazio di Antonio Prudenzano (Affaritaliani.it)

da Micromega.net
Canale 5, il manganello del Cavaliere di Pancho Pardi
L’Italia è unita e unanime: il Barbarossa fa schifo! di Alessandro Robecchi

Festa della Costituzione - Roma, domenica 18 ottobre dalle ore 17 a piazza Navona
Per festeggiare il principio ribadito pochi giorni fa che ogni cittadino è uguale di fronte alla legge
Organizzazione: Amici di Beppe Grillo di Roma
Sono invitati ragazzi, uomini, donne, pensionati, studenti, operai, intellettuali e tutti i cittadini che credono nella Democrazia
L'evento su facebook



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