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Foto di tuga.tugaki da flickr.comOggi il sottosegretario alla Difesa Marco Verzaschi è finito agli arresti domiciliari. La procura di Roma lo accusa di corruzione e concussione. Verzaschi fino al 2005 militava in Forza Italia ed era l'assessore alla Sanità della giunta regionale del Lazio guidata da Francesco Storace. Nel 2006, quando già si sapeva che era sotto inchiesta, Clemente Mastella lo aveva fatto entrare nell'Udeur e gli aveva dato una poltrona di sottosegretario. Seguendo un percorso analogo erano poi confluiti nel mini-partito del ministro della Giustizia, Alessandro Musco, un professore di letteratura medioevale amico del pentito di mafia Francesco Campanella, che pochi mesi dopo sarebbe stato condannato in primo grado per riciclaggio di tangenti, e il diessino Angelo Brancaccio, un consigliere regionale campano, indagato per corruzione e peculato, appena scarcerato dai giudici del tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Il 21 settembre di quest'anno il Guardasigilli ha presenziato alla conferenza stampa con cui l'Udeur ha annunciato l'ingresso dell'ex diessino nel partito, mentre Fernando Enrico il capogruppo del Campanile in regione ha commentato: «La scelta di Brancaccio si fonda su un progetto che è quello del segretario nazionale Mastella».

Niente, insomma, accade per caso.


Segnalazioni

11 dicembre - Milano - Teatro Carcano
Break the mafia
Partecipano: Sonia Alfano, Luigi De Magistris, Pino Masciari, Salvatore Borsellino, Aldo Pecora, Clementina Forleo
Moderano: Antonella Mascali e Gianni Barbacetto

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Lunedì 10 dicembre - ore 21 - Milano, Camera del Lavoro, c.so di Porta Vittoria 43.

Dibattito pubblico sui temi della giustizia

Gli autori di Mani sporche, Gianni Barbacetto, Peter Gomez e Marco Travaglio, a confronto con Piercamillo Davigo e Gad Lerner.

Prendendo spunto dal libro che racconta gli anni dal 2001 al 2007, con i protagonisti, le storie, i risvolti, le intercettazioni, le bugie di destra e sinistra, si arriva fino agli ultimi eventi che vedono coinvolti giudici impegnati in prima linea in indagini "scomode"...

Dal governo del cavalier Berlusconi e dell’ingegner Castelli a quello del professor Prodi e del ras di Ceppaloni, Mastella.

Prima le leggi ad personam, ora le leggi ad personas, a beneficio della casta.

Vi aspettiamo.


Segnalazioni

9 dicembre - Marco Travaglio parlerà di Mani sporche a Crozza Italia. La7 ore 21
10 dicembre - Marco Travaglio parlerà di Mani sporche a 12° round. Raidue ore 23.55

Leggi i primi articoli su Mani sporche - Il Corriere della Sera - L'Espresso - L'Unità

Clementina Forleo e tutti noi avremmo diritto a un "giudice" imparziale
da toghe.blogspot.com

Forza Clementina!
L'iniziativa di Beppe Grillo: invia una e-mail al presidente del CSM


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Foto di twoblueday da flickr.comda Vanity Fair del 5 dicembre 2007

L’ultima volta che ho visto Azouz Marzouk, firmava autografi in una pizzeria-astronave dalle parti di Eupilio, Alta Brianza. Veniva esibito da Lele Mora – tra un tronista biondo e un’aspirante velina – come il meglio vedovo su piazza, l’attrazione illuminata dal sangue di Erba, l’orso da far ballare, con un’ostrica in premio dopo ogni numero ben fatto.

Tre ore ore più tardi, ho visto come Lele Mora, andandosene via coi suoi ragazzi ben pettinati, direzione il Casinò di Campione, lo scaricasse con un’alzata di spalle, niente posto per Azouz in automobile: “Tanto al Casinò mica lo fanno entrare”. Era una premonizione sul suo imminente destino: usato per una mezza serata in pubblico, fotografato dai paparazzi di Fabrizio Corona, scaricato un istante più tardi.

Ci ho ripensato ora che la sua parabola si è infine conclusa con il nuovo arresto per spaccio di cocaina, mentre comincia a circolare la spazzatura delle sue intercettazioni, quella sua clamorosa felicità (“è il periodo più figo della mia vita”, “mi pagano per fare sesso”, “faccio la bella vita in mezzo a bella gente”) che lo ha reso cieco alla tragedia, sordo al dolore, inconsapevole del baratro che si stava scavando.

La sua vera condanna – comunque andrà il processo – sta in questa deriva oscura che si è scelto. In quel pensarsi “intoccabile”. In quel suo nutrirsi di disamore e vanità, piccole furbizie, pessime compagnie. Ha ragione Carlo Castanga, il padre di Raffaella, il nonno di Youssef: “Azouz ha buttato via l’ultima occasione per cambiare”. E l’ha buttata credendo di farla franca. Credendo che un giorno, il casinò della vita, lo avrebbe fatto entrare.

Per chi lo ha accompagnato in quel viaggio sciagurato non c’è reato e non ci sarà pena. E’ un peccato.


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Foto di agent lee da flickr.comSabato ho partecipato a Catanzaro al convegno per la presentazione del numero speciale di MicroMega dedicato al caso Calabria col titolo (tratto da una splendida frase di Vaclav Havel) “La legalità è il potere dei senza potere”. C’erano giuristi, avvocati, giornalisti, un sacerdote, Sonia Alfano, i ragazzi di Ammazzatecitutti, tanti cittadini e alcuni magistrati (i pochi che, a Napoli, hanno osato rompere il silenzio della magistratura associata e castale, firmando un appello di Marco Del Gaudio e Raffaello Magi per solidarizzare con De Magistris).

C’era anche il pm Luigi De Magistris, che s’è limitato a un saluto, ribadendo che intende continuare a fare il magistrato fino alla pensione, e intende farlo solo in Calabria. Già, perché da questa settimana comparirà, in contemporanea con Clementina Forleo, dinanzi al Csm per affrontare la prima delle prove che lo attendono nei prossimi mesi: il procedimento disciplinare intentatogli all’unisono dal cosiddetto ministro della Giustizia Mastella e dal Pg della Cassazione, cui seguirà il 17 dicembre la decisione sulla richiesta del cosiddetto ministro Mastella di trasferirlo d’urgenza, in via cautelare, lontano dalla Calabria.

Nel convegno di Catanzaro, ci siamo ritrovati tutti d’accordo su un punto fondamentale: il “caso De Magistris” e il “caso Forleo” non esistono. Esiste il caso, ben più generale e pericoloso, di un grumo trasversale di potere e di poteri, non soltanto politici, che non vogliono farsi processare, anzi vogliono continuare a rubare possibilmente indisturbati, e hanno scelto le vicende della Calabria e delle scalate bancarie per sperimentare un nuovo tipo di rapporto fra politica, economia, informazione e magistratura. Riscrivendo i princìpi di Montesquieu e svuotando la Costituzione repubblicana, sognano una nuova divisione dei poteri, che suona pressappoco così: politica ed economia rubano, l’informazione tiene il sacco e la magistratura fa il palo. Questa è la partita che si apre da oggi al Csm. Al convegno, ha voluto essere presente a distanza anche lo scrittore Antonio Tabucchi, con un intervento scritto che compare sul sito www.micromega.net e che pubblico qui di seguito.

Ministro Mastella, si dimetta
di Antonio Tabucchi


Segnalazioni

Anche la corte d'appello da ragione a Marco Travaglio e Daniele Luttazzi per l'intervista a Satyricon del 14 marzo 2001.
La sentenza

Nasce la MastelCard!
da dementemastella.blogspot.com

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Foto di robertopuglia da flickr.comBruno Tabacci, un paio di settimane fa, lo ha detto chiaro chiaro. Lui per il 2009 immagina un partito di cui faranno parte il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini, l'ex segretario della Cisl, Savino Pezzotta, il numero uno di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, e quello dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro. Niente spazi, invece, per Clemente Mastella e, forse, per Totò Cuffaro.

La macchina si è già messa in moto. Mentre Walter Veltroni conduce la sua girandola d'incontri con i vertici dell'ex Casa delle Libertà per arrivare a reintrodurre un sistema elettorale proporzionale, quelli della "cosa bianca" si vedono i gran segreto e discutono del loro futuro. Che non è difficile immaginare vincente. Senza il 50 per cento dei consensi non si governa. E, per ottenerli, a Veltroni (o a Berlusconi) i voti degli uomini del centro saranno indispensabili. Insomma i Tabacci boys a Palazzo Chigi ci saranno in ogni caso.

Dunque, 14 anni dopo lo scioglimento dello scudocrociato, gli italiani hanno finalmente una nuova (si fa per dire) certezza: moriranno democristiani. Ma arrivati a questo punto è difficile sostenere che tra tutte le morti possibili, questa sia ancora la peggiore.

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