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Santoro va, Santoro viene

"Santoro è un grande professionista, lo apprezzo, è uno che fa molto bene il suo mestiere. Sarà pure fazioso, ma lo fa con chiarezza. Non inganna il telespettatore. Era una battaglia faticosissima, ma bella. La preferivo a tante trasmissioni farisaiche".
(On. Avv. Niccolò Ghedini, Pdl, commento alle voci sulla fine di Annozero e sull'addio di Santoro alla Rai, Corriere della Sera, 19 maggio 2010)

"Non mi piace andare lì (da Santoro, ad Annozero, ndr) a rivestire quel ruolo, e non mi piace quel ring dove ti chiamano solo perché vogliono sbranarti. Ci vado, è un mio dovere, ma sento che soffia l'alito dell'odio, e in qualche modo anch'io lo alimento, certo. Con le parole, le rispostacce, i giudizi che devono essere dati subito. E devono essere trancianti. Percepisco la distanza che mi separa da tanta gente, quella che non tifa per la mia squadra. Ma non è una sensazione simpatica, io rifletto e mi chiedo anche: perché mi odiano tanto? Non sono così presuntuoso da non sapere che avrò qualche colpa, né così impassibile da non ritenere che mezza Italia giudica me un diavolo, un cattivo, un orco. Uno al servizio del potente, senza scrupoli, senza mezze misure. Questa dimensione, il cattivo, è difficile da sostenere. Io sono liberale e faccio politica perché penso di contribuire con le mie idee a rendere più civile e degna il nostro Paese. Sono convinto di quello che faccio. E sono persuaso di essere nel giusto. Libero di non credermi. I prezzolati alzano la bandiera a comando. Io no. Io ci credo davvero a quel che dico, per chi mi ha scambiato?"
(On. Avv. Niccolò Ghedini, intervista a La Repubblica, 30 settembre 2010)



"Ma va a ciapa' i ratt"

Il Giornale

29 settembre 2010
In Svizzera la campagna choc: "Gli italiani? Sono come i ratti"
Apparsi in Svizzera dei cartelloni pubblicitari contro frontalieri, immigrati e Giulio Tremonti. Ignoti ancora gli autori della campagna, partita su Facebook e su un sito internet

Il Caffe'
2010-09-28 16:21:56
Bignasca prende le distanze
La Lega non c'entra
con i ratti frontalieri

Dopo che il segretario nazionale dei lavoratori frontalieri della Cgil italiana, Claudio Pozzetti, ha dichiarato oggi di vedere dietro la campagna con protagonisti i topi la longa manus "di Giuliano Bignasca, leader della Lega dei Ticinesi", il leader di via Monte Boglia prende le distanze: "Noi non c'entriamo, al momento non siamo per un inasprimento della legislazione sui frontalieri. Per ora va bene così. Ma se la disoccupazione dovesse salire dall'attuale 4,5% al 7% allora anche loro dovranno soffrire perché la crisi dovrà essere per tutti".
"Non pensiamo che i frontalieri siano topi", ha aggiunto in un'intervista rilasciata all'Ansa. "Però non siamo d'accordo con Tremonti, che è stato giusto rappresentare con uno scudo perché è stato sbagliato lo scudo fiscale. Poi noi siamo per il segreto bancario. È giusto parlare chiaro anche nei confronti dell'Udc svizzero".
E allora chi ha ideato la campagna di cartelloni pubblicitari?
Per Bignasca bisogna cercare dalle parti dell'Udc a Berna.

swissinfo.ch
29 settembre 2010 - 21:16  
Frontalieri: Frattini condanna iniziativa
ROMA - "A queste tipo di manifestazioni bisogna dare risposte chiare e ferme": così il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha condannato - interpellato dall'ANSA - la campagna contro i lavoratori frontalieri provenienti dall'Italia lanciata negli ultimi giorni nella Svizzera italiana.
Frattini ha infatti stigmatizzato "qualsiasi segnale di xenofobia diretto contro chi svolge con onestà ed in una cornice di legalità il proprio lavoro". In questo contesto alla Farnesina si è apprezzata la presa di posizione del Governo svizzero che attraverso l'ambasciatore a Roma ha condannato oggi in maniera chiara queste manifestazioni di intolleranza.

Ticinonline
Notizia del 27/09/2010 - 14:55
TICINO
FOTO I ratti 'invadono' la Svizzera italiana
Una curiosa campagna lanciata oggi per strada e su internet. Nel mirino: frontalieri, criminalità d'importazione e Tremonti
Patrick Mancini

LOCARNO - Ci sono tre topi. Anzi, tre ratti. Il primo si chiama Fabrizio, vive a Verbania, ma fa il piastrellista in Ticino. Il secondo si chiama Bogdan. È rumeno. Non ha né un domicilio, né un lavoro. Il terzo si chiama Giulio. E come Tremonti è un avvocato italiano. Non è l’inizio di una barzelletta. E i tre animali sono i protagonisti della curiosa campagna lanciata oggi in Ticino. Dietro all’iniziativa sembra ci siano personaggi noti del mondo imprenditoriale e politico ticinese. Nel mirino i ‘tre mali dell’economia ticinese’: i frontalieri, i criminali stranieri e lo scudo Tremonti… (continua)

www.balairatt.ch/

Lavoro...
NO all'invasione del frontalierato
Stiamo arrivando a quota 45.000 frontalieri, un quarto della forza lavoro in Ticino. Significa che tutti i ticinesi potrebbero lavorare, ma non possono farlo perché muratori, operai, camerieri, impiegati, infermieri, ricercatori, professori dalla vicina Italia, sottopagati e comunque ben contenti di portarsi a casa stipendi che al loro paesello nemmeno si sognano (adesso poi che l’euro è in caduta libera…) gli portano via il posto da sotto il naso. E non veniteci a dire che gli svizzeri non vogliono fare più certi mestieri: se non ci fossero migliaia di pendolari che giorno e notte arrivano da Como, Varese, Milano e Novara ad occupare fabbriche, negozi, banche (sono anche lì) e ristoranti, gli svizzeri sarebbero ben contenti di non andare a timbrare.
Chi da föra i trova lavor e i noss i timbra!
….ga pensom nüm

Sicurezza...
NO alla crescente criminalità d'importazione
Il 60% dei reati in Ticino è commesso da stranieri. Per omicidi o lesioni gravi siamo vicini al 70% tra domiciliati, dimoranti o con doppio passaporto che impugnano la pistola o il coltello per farsi giustizia da soli. E c‘è un altro dato che preoccupa: in una rissa c‘è sempre di mezzo uno straniero, che per la maggior parte delle volte viene fermato e poi quasi subito rilasciato. Poi ci sono gli asilanti, che entrano nell’accogliente Svizzera, vengono mantenuti e ricevono fior di sussidi. Per non parlare di prostituzione e droga, in mano ai balcanici o agli africani. E della valanga di naturalizzazioni che possiamo dire? Niente, bisogna solo indignarsi e ribellarsi ai passaporti consegnati come fossero carta straccia.
Basta fa bala i ratt che i vegn da föra,
ga pensum num.

Fiscalità...
No alla fiscalità opprimente
Noi ticinesi guadagnamo bene, però paghiamo troppe tasse. Fino al 25% dei redditi se ne va in imposte, tasse e contributi. La pressione fiscale per privati e aziende non attrae capitali dall’estero, che così scappano a Zurigo a Zugo o nei Grigioni. Ogni tanto arriva qualche sgravio fiscale (tre negli ultimi 12 anni) ma chi paga le imposte non vuole regali una tantum, preferirebbe guadagnare bene, pagare il giusto e far fruttare il capitale di rischio e le rendite guadagnate con il duro lavoro di una vita.
Poi ci si mette l’Italia, con quel paladino delle cause perse del ministro Tremonti che, ogni volta che non sa come raschiare il fondo del barile , fa volteggiare lo scudo fiscale e randella i suoi concittadini che hanno l’unica colpa di voler mettere al sicuro i propri soldi, affidandosi a servizi bancari efficienti e professionali.
Nüm a pagom i tass e i ratt i balan!
….ga pensom nüm al Tremonti


Balairatt: le reazioni degli interessati
News
Le ultime novità dal mondo dei ratti...



La Stampa
29 settembre 2010
Addormentarsi italiani
e svegliarsi ratti
Ferdinando Camon




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Il Sole 24 Ore
29 settembre 2010
Ma l'onorevole favella ancora?
di Michele Ainis


Oggi il Parlamento torna sotto i riflettori. È infatti a quelle aule, al doppio emiciclo di Montecitorio e di palazzo Madama, che Berlusconi chiederà un'iniezione di fiducia, dopo un'estate di coltelli e di veleni. Dovremmo esserne lieti, non foss'altro perché alla maldicenza può sostituirsi finalmente la politica.
E perché inoltre s'apre l'occasione per un dibattito ad alta voce fra i vari congiurati. Di sussurri ne abbiamo ascoltati già abbastanza. Ora servono impegni, decisioni. Servono scelte liberamente dichiarate da ciascun partito, da ciascun parlamentare, e dunque con un'assunzione di responsabilità diretta verso il governo e gli elettori.

Sarà così? È giusto dubitarne. Se il tuo scranno nel Palazzo è frutto d'una nomina anziché di un voto, se la cooptazione ha rimpiazzato l'elezione, se insomma il tuo destino dipende per intero dalla sovrana volontà del Capo, di libertà in tasca te ne rimane poca. Puoi solo scegliere fra l'obbedienza e il tradimento, fra il Capo vecchio e quello nuovo. E i cittadini rimarranno al buio, anche se per un giorno le due Camere accendono le luci.

Eppure il Parlamento dovrebbe somigliare a un teatro in cui gli attori recitano a soggetto. Dovrebbe essere inoltre il nostro specchio collettivo, se resta ancora attuale la lezione di Walter Bagehot, direttore dell'Economist ai tempi della regina Vittoria. La prima funzione delle assemblee legislative, lui diceva, non è affatto la confezione delle leggi.

Quantomeno nei regimi parlamentari (e vi rientra anche l'Italia, benché i più l'abbiano dimenticato) è ancora più importante mettere in sella o sbalzare dal cavallo gli esecutivi, che altrimenti sarebbero totalmente irresponsabili fra un'elezione e l'altra. E sono poi fondamentali la funzione "espressiva" e quella "informativa", un tempo esercitate nei riguardi del sovrano, successivamente dinanzi agli elettori, per rendere esplicita ogni opinione, ogni interesse, ogni strategia politica.

Ma quale espressione batte e ribatte sulle nostre teste come un chiodo, quale parola sa pronunziare la politica? Una soltanto: "complotto". Quello ordito contro il presidente Fini per l'appartamento a Montecarlo - denunziato dagli uni, negato dagli altri - ne è certo l'esempio più vistoso e altisonante, ma niente affatto l'unico. Anzi: a quanto pare il caso Fini ha fatto scuola, giacché i complotti (veri o presunti) si moltiplicano, contagiano ogni ganglio della società italiana... (leggi tutto)



La Stampa
29 settembre 2010
Uckmar*: “Impossibile squarciare il velo dei paradisi fiscali”
Fra. Gri.

L’affaire della casa di Montecarlo ha proiettato gli italiani in una dimensione sconosciuta, il misterioso mondo delle società off-shore. «Un concetto vago», ammette il professor Victor Uckmar, illustre commercialista italiano. Professore, ci spieghi le regole di questo mondo, inventato apposta per evitare le regole. «Si cominciò a parlare di “paradisi fiscali” nei primi Anni Novanta in sede Ocse. All’epoca era un concetto diverso da quello di oggi: si badava essenzialmente all’aspetto fiscale. L’Ocse puntava il dito sulla concorrenza sleale di alcuni Paesi che pur di attrarre capitali, leciti e non, erano pronti a garantire una tassazione differenziata. Nel tempo, però, il concetto è mutato. Complice anche l’11 settembre, e la preoccupazione dei finanziamenti ai terroristi, esiste ora una lista nera di Stati considerati offshore perché non garantirebbero lo “scambio di informazioni”. Come si vede questo dello scambio di informazioni è un concetto generico. Non è mai stato chiarito quali sono le informazioni che vanno garantite e quali no. Anche le liste sono molto diverse da Paese a Paese. Gli Stati Uniti ormai ricevono informazioni anche da Andorra e dal Liechtenstein e infatti la loro black list è ridotta al minimo. In Italia la lista è considerevolmente più' vasta. Sono almeno 30 i Paesi che non dialogano con le nostre autorità».
A Santa Lucia, pero' , sovvertendo tutti i pronostici, c'è un ministro che fa rivelazioni sui clienti delle loro società.
«Ne sono stupito anch'io. In genere nei Paesi off-shore tengono molto alla riservatezza. Ne va della loro principale ricchezza».
Ma è vero che neanche il ministro Rudolph Francis può' sapere chi è il titolare della «Printemps» e della «Timara»?
«Nei paradisi fiscali esistono in effetti delle società cosiddette al portatore che rappresentano la massima garanzia di anonimato: è sufficiente che un fiduciario sia presente all'atto della costituzione della società, poi la società stessa può' passare di mano con un semplice passaggio di azioni che non viene registrato in alcun modo. Un po' come accadeva un tempo con le azioni in Italia, che erano al portatore e non si registrava da nessuna parte il proprietario. Così il segreto è garantito. Al più' si può' conoscere il nome del soggetto che ha dato vita alla società, in genere un fiduciario che fa questo per mestiere. Poi le società passano di mano e si perde traccia dell'effettivo titolare».

* Victor Uckmar è nato Genova il primo giugno1925. Esperto di diritto commerciale, è uno dei piu' apprezzati fiscalisti e tributaristi



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Giugno 2010
Il console britannico a Napoli invita anche i cittadini delle associazioni antimafia al ricevimento per il compleanno della Regina Elisabetta e, per brindare, sceglie un rosso corposo, il Centopassi, prodotto da una cooperativa siciliana che coltiva le terre confiscate ai mafiosi.
Intanto, alla festa della Guardia di Finanza,
il sottosegretario all'Economia, Nicola Cosentino, acccusato di concorso esterno in associazione camorristica, passa in rassegna i reparti:


Financial Times.com

September 27 2010
Naples fights to reclaim the Mafia badlands
By Guy Dinmore in Naples

[…] Francesco Menditto, a judge in the special courts dealing with confiscated Mafia assets, says seizures are steadily increasing. But it is not enough. He says: “The battle is not just won by force and sequestrations, but by a social struggle. It is a cultural battle.”

The judge points out: “The politicians have not cleared the piazza of politicians linked to organised crime. It cannot all be left to the magistrates.

One recent evening in Naples, Nicola Cosentino, an MP and then Treasury undersecretary, was spotted presenting medals at a ceremony to celebrate the achievements of the Guardia di Finanza financial police – a force that is actually investigating him and several other politicians. He has been formally accused of Mafia association.

He resigned from the Treasury shortly before a parliamentary vote of no-confidence but remains an MP, a status that last year saved him from arrest. Mr Cosentino denies all wrongdoing.

While Rome’s attitude towards the Mafia can sometimes appear ambiguous, – as demonstrated by the presence in parliament of several lawmakers accused of mob links the anti-Mafia activists in Naples are winning recognition and support from foreign governments worried about the penetration of Italian organised crime across Europe, particularly in finance and construction.

At a summer reception hosted by the UK consulate in Naples to celebrate Queen Elizabeth’s official birthday, anti-Mafia campaigners were among guests invited to toast her health with Centopassi – a robust red wine produced by a Sicilian co-operative on land seized from the mob.

“Organised crime matters to the UK,” says Michael Burgoyne, consul in Naples. Billions of unlawful gains are being recycled into “legitimate” businesses in Italy and beyond, expanding into the “social and political fabric”, he warns. As well as collaborating with Italy’s law enforcement agencies, he says it is in Britain’s interests to give symbolic and public support to the “brave men and women” in Naples.


GdF, sul lungomare di Napoli celebrazioni per 236° anno fondazione
Video


pdlcampania.it
Cosentino passa in rassegna i reparti alla festa della Guardia di Finanza

Pubblicato mercoledì, 23 giugno 2010



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El Mundo
26 settembre 2010
Retrato de Silvio al completo
Antonio Lucas



St. Lucia STAR
(Bringing the Truth to Light)
Italian invasion!
St Lucia connection big news in Italy!

Written By: Alisha Ally on Sep 27th, 2010

La Repubblica
27 settembre 2010
Santa Lucia, ex premier contro ministro
"Illegale svelare di chi è la Printemps"
Il laburista Anthony: "Quell'inchiesta è stata sollecitata. Se questa fosse la prassi nessuno si sentirebbe più tutelato"
Daniele Mastrogiacomo


Corriere della Sera
27 settembre 2010
L’opposizione di Santa Lucia: il nostro governo deve chiarire
Giusi Fasano


La Stampa
27 settembre 2010
"Adesso il nostro ministro tiri fuori i documenti"
Il capo dell`opposizione a Saint Lucia: gravi rischi per il Paese
Francesco Semprini


ilpost.it
27 settembre 2010
L’aria che tira a Santa Lucia
L'economia di Santa Lucia è basata sulla riservatezza garantita agli investitori
Il documento su Tulliani non sembra essere andato giù a un pezzo della politica dell'isola




Corriere della Sera
27 settembre 2010
Se si resuscitano i teoremi ad personam
Luigi Ferrarella


Un politico non può «non sapere» le furbizie immobiliari del cognato, però può «non sapere» che il proprio top manager corrompeva la Guardia di Finanza, e (dopo averlo saputo) premiarlo con soldi, incarichi aziendali e un seggio in Parlamento?

A resuscitare il teorema del «non poteva non sapere», ed anzi a elevarlo a criterio supremo di giudizio etico-politico contro l’avversario Fini, curiosamente sono proprio quanti accusavano i magistrati di brandirlo strumentalmente contro Berlusconi.

Così oggi dall’entourage del premier, primo beneficiario della legge che accorciò la prescrizione del reato di falso in bilancio contestatogli per i mille miliardi di lire della galassia offshore All Iberian (quella che Berlusconi aveva giurato sconoscere «perché figuratevi se con il mio senso estetico avrei mai potuto darle un nome così brutto», ma anche quella del finanziamento illecito a Craxi o della tangente al giudice del lodo Mondadori), si muove questo tipo di censura a Fini: avrebbe dovuto sapere, o comunque non avrebbe potuto non sapere, che il cognato era l’affittuario di una casa a Montecarlo, dal partito ereditata e poi venduta a una opaca società offshore, appartenente o al cognato stesso (a detta del ministro della Giustizia di Santa Lucia) o invece (secondo un avvocato vicentino ex parlamentare leghista) a un altro misterioso cliente.

Misurato su questo stesso parametro, a ben maggior ragione Berlusconi avrebbe dovuto sapere, o comunque non avrebbe potuto non sapere, che il capo dei servizi fiscali della sua Fininvest, Salvatore Sciascia, aveva pagato tangenti alla Guardia di Finanza per ammorbidire verifiche tributarie (alla Mondadori) o scongiurare che emergessero intrecci imprenditorial-televisivi in violazione della legge Mammì (caso Telepiù). Invece in quel processo, originato dal famoso invito a comparire del 1994, dopo un’iniziale condanna Berlusconi fu assolto dai giudici d’Appello e di Cassazione appunto nel presupposto teorico che, benché padrone di Fininvest, potesse non sapere delle corruzioni operate da uno dei suoi più stretti collaboratori in azienda. E quando (dopo aver potuto «non sapere») venne invece a saperlo, quantomeno dalla definitiva sentenza di condanna di Sciascia a due anni e sei mesi, Berlusconi non soltanto non si è dimesso, e nemmeno ha preso le distanze dal suo top manager, ma anzi lo ha premiato in molti modi: gli ha confermato un bonus aziendale di 500 milioni di lire, lo ha inserito nel consiglio di amministrazione della Fininvest, ne ha fatto uno dei «precettori» dei figli avviati al timone delle imprese, e lo ha fatto eleggere in Senato. Un politico non deve dire bugie, è meglio che giri alla larga da società offshore, e non sarebbe male desse un occhio ai comportamenti dei parenti: non tutto lo sfascio istituzionale degli ultimi tre mesi (lamentato negli ultimi giorni su queste colonne da Ostellino, Battista e Romano) sarebbe stato vano se dalle macerie della «guerra» di Montecarlo fossero riemerse almeno queste tre banalità. Per tutti, però.



Corriere della Sera
27 settembre 2010
L'esilarante disputa giuridica sull'insulto in diretta tv del critico d'arte
Sgarbi si difende da Travaglio
La disputa sul «pezzo di m...»
Gli avvocati del critico: non ci fu offesa, la natura non è volgare
Gian Antonio Stella




The New York Times

Published: September 27, 2010
U.S. Is Working to Ease Wiretaps on the Internet
By Charlie Savage


ilpost.it/
27 settembre 2010
Le intercettazioni su Skype
Gli Stati Uniti stanno stendendo una proposta di legge per facilitare le intercettazioni online
Già diversi i critici, preoccupati per le violazioni della privacy e l'eccessiva regolamentazione di internet


Il Sole 24 Ore on line
27 settembre 2010
Gli Stati Uniti studiano una legge per intercettare le chat e le chiamate via Skype



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La Stampa
26 settembre 2010
Il baratto sulla legalita'
Barbara Spinelli

…Quando fu cacciato dal Pdl, il 29 luglio, si ebbe l’impressione che qualcosa di nuovo nascesse: una destra la cui bussola è il rispetto della legge, la costituzione, la separazione dei poteri. Sembrò addirittura che Fini fosse più ardito della sinistra, mai entusiasta su questi fronti. Sul periodico online della Fondazione FareFuturo, da lui presieduta, Filippo Rossi parlò perfino di vergogna, il 19 agosto: «Il pensiero corre ai sensi di colpa per non aver capito prima. Per non aver saputo e voluto alzare la testa».
Da quel giorno sono passate poche settimane, e la vergogna quasi è svanita…
...Quel che i finiani dicono da settimane è che la battaglia legalitaria cesserebbe, se solo finissero le calunnie contro il Presidente della Camera diffuse da giornali tributari di Palazzo Grazioli (Giornale, Libero). In queste ore le calunnie si sono moltiplicate, con la pubblicazione di un documento pescato nei Caraibi che rivela come la casa di Monaco sia stata acquistata dal cognato di Fini, ed è per questo che i finiani hanno smesso le trattative sullo scudo. Più che una trattativa è un baratto - io ti do il lodo, tu cessi il linciaggio - ma in politica e nei Tg gli eufemismi abbondano: è tregua sulla giustizia, quella di cui si parla.
In realtà il baratto non avrebbe dovuto neppure cominciare. Così accade quando la democrazia funziona, e l’eccezione italiana conferma l’anestesia delle sue classi dirigenti, rese insensibili all’infrazione etica e ai suoi camuffamenti verbali. Ma in fondo, la minaccia di rompere è ancora più assurda. Perché avviare trattative, se basta un giornale per stroncarle? Perché interromperle, dando a credere che i metodi di Berlusconi sono una deludentissima sorpresa? Se tutto è scambiabile, perché perorare la morale («La legge è eguale per tutti. Non si deroga solo perché si appartiene al ceto politico», ha detto venerdì Fini)? Perché promettere un sì al governo, mercoledì, se - così ancora Fini - «questo è un momento buio della democrazia»? Come fidarsi di chi imputò a Prodi i rifiuti napoletani, e oggi che i rifiuti tornano dichiara con Bertolaso: «C’è qualcosa che non mi torna»?...


La Repubblica
26 settembre 2010
Il caso
La politica dei video-messaggi
di Filippo Ceccarelli

[…] capita di rado in politica che il linguaggio sia il riflesso della verità. Ma quando la retorica finisce per assomigliarsi, proprio perché insperabile il risultato è prezioso - anche se disperante. Così ieri sia Fini che Berlusconi, l'uno nel videomessaggio per discolparsi sulla casa di Montecarlo, l'altro per vantarsi del governo nella solita telefonata ai Promotori della libertà, più o meno nello stesso tempo (interminabile: rispettivamente 9'08" e 10'32") e con la medesima intensità lessicale hanno cercato con tutte le loro forze di presentarsi come uomini proiettati sui "problemi veri" - mentre è chiaro che gli stanno molto più a cuore quegli altri che riguardano il loro potere personale.
[…]
Stessa alterigia, stesso vittimismo, stesso porgersi rigidamente dall'alto come idoli, stessa mancanza di misura e di dubbi su quanto, pure quotidianamente, gli accade. Ciò che per l'uno è campagna terribile e assurda per l'altro è aggressione e gioco al massacro, ciò che per Fini è "putiferio", per Berlusconi è "baccano" e così via. Gli "interessi personali" e dovutamente nefasti non sono mai i loro. Le peggiori mire sono sempre quelle altrui, e qui scatta all'unisono la reticenza allusiva. Poi regolarmente mettono punto a capo, si schiariscono la voce, cambiano timbro, alzano o abbassano il sopracciglio e la simmetria retorica dell'audiovideo si condensa nel richiamo enfatico e scontato a quella specie di comunità immaginaria che Berlusconi e Fini chiamano: "gli italiani". I quali, in un empito di captatio benevolentiae, senza meno hanno già capito tutto e certamente "giudicheranno" - ma nessuno dei due ieri ha chiesto le elezioni anticipate.
[…]
Beh oggi, domenica 26 settembre 2010, viene anche un po' da pensare che il video duplex di Berlusconi e Fini si assomiglia soprattutto perché non ammette domande, né repliche, né niente. È pura comunicazione unilaterale, soggettiva, arbitraria, a senso unico. E per dirla tutta: il sospetto è che sia così praticata non solo in quanto rapida e comoda, ma perché pregiudizialmente esente da interruzioni, guastafeste, fischi e altre manifestazioni di dissenso.
[…]


Il Sole 24 Ore

20 settembre 2010
«Sconfiggere la povertà entro il 2015».
Al via oggi a New York il vertice sugli Obiettivi del Millennio



BBC CARIBBEAN.com
23 September, 2010
Millennium Development Goals     
Caribbean countries say rich nations not living up to their promises

Caribbean countries have been telling the United Nations Summit of the Millenium Development Goals that the targets were at risk of unravelling because of a lack of commitment by rich countries.


Stefano Vaccara, "Where is Silvio?", America Oggi, 19 settembre 2010:


Questa settimana, in occasione dell'apertura dei lavori della 65esima sessione dell'Assemblea Generale dell'Onu, a New York si apre anche il summit del Millennium Development Goals (MDGs Summit), gli obiettivi di sviluppo mondiali prefissati nel 2000 e che, alla scadenza del 2015, dovrebbero ridurre della metà il numero degli abitanti della terra che soffrono la fame, le malattie, espandere e proteggere i diritti delle donne e dei bambini, favorire lo sviluppo nei paesi più poveri e arrestare la degradazione ambientale. Con il Presidente Usa Barack Obama, come ha annunciato il Segretario generale dell'Onu Ban ki Moon,  almeno altri 140 tra capi di stato e di governo assicureranno la loro presenza. Praticamente tutta la leadership mondiale si concentrata nell'isola di Manhattan, eppure tra le limousine con presidenti, primi ministri e dittatori dirette verso il Palazzo di Vetro ancora in fase di restauro, non ci sarà quella con il capo del governo italiano Silvio Berlusconi. Si vedrà un'auto nera con la bandierina tricolore, ma trasporterà il ministro degli Esteri Franco Frattini e le ministre Stefania Prestigiacomo e Mara Carfagna, ma non saranno in compagnia del loro capo.

Come mai accanto ad Obama vedremo Sarkozy o Merkel e magari anche il capo del governo di una sperduta isola del pacifico, ma non il nostro Berlusconi? Barack esclamerà "Where is Silvio?" quando non lo vedrà spintonare per stargli accanto nella foto ufficiale?

Quando abbiamo chiesto all'Ambasciatore Cesare Ragaglini perché il Premier italiano non sarà questa settimana a New York, il serio ed esperto diplomatico a capo della missione d'Italia all'Onu ha risposto: "Il presidente del Consiglio ha tenuto il discorso all'Assemblea generale l'anno scorso. Quest'anno, come in passato, l'Italia è altamente rappresentata dal Ministro degli Esteri, e anche dal sottosegretario Scotti e da una importante delegazione di ministri, senatori e deputati". Quando abbiamo insistito sui motivi dell'assenza, dato che quest'anno c'era non solo l'apertura dei lavori dell'Assemblea Generale dell'Onu, ma il vertice MDGs i cui obiettivi lo stesso segretario generale Ban ki Moon ha ribadito essere fondamentali per il rafforzamento della stabilità e la sicurezza nel mondo, il capo missione italiano all'Onu, con una espressione nel viso che appariva sempre più crucciata, ha chiuso l'argomento così: "Questa è una domanda che andrebbe posta a Palazzo Chigi"...




We Can End Poverty 2015, Millennium Development Goals
UN Summit, 20-22 September 2010, New York
High-Level Plenary Meeting of the General Assembly


Saint Lucia, MDG Debate
21 September 2010
High-Level Plenary Meeting of the General Assembly
MDG Debate, statement by H.E. Mr. Stephenson King, Prime Minister of Saint Lucia


Italy, MDG Debate
21 September 2010
High-Level Plenary Meeting of the General Assembly
MDG Debate, statement by H.E. Mr. Franco Frattini, Minister for Foreign Affairs of Italy
VERSIONE VIDEO



Discorso del Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini in Assemblea Generale in occasione della Plenaria di Alto Livello sugli MDGs - Millennium Development Goals - (Versione originale)
Roma 21 Settembre 2010
VERSIONE TESTO



General Assembly of the United Nations
General Debate: 65th Session


Saint Lucia
H.E. Mr. Stephenson King, Prime Minister
24 September, 2010
Statement Summary


Italy
H.E. Mr. Franco Frattini, Minister for Foreign Affairs
25 September, 2010
Statement


www.esteri.it
Incontri bilaterali del Ministro Frattini alla 65ma UNGA
New York 23 Settembre 2010
Il Ministro degli esteri Franco Frattini ha avuto a margine della 65ma UNGA una serie di incontri bilaterali con i Ministri degli esteri di Tunisia, Brasile, Argentina, Bielorussia, Panama e con il Segretario Generale della Lega Araba, Amre Moussa…



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Autocritica a colpi di videomessaggio


25 settembre 2010
Il videomessaggio di Silvio Berlusconi ai Promotori della libertà

Leggi il testo integrale:
Care amiche, cari amici,
in questi giorni l'immagine che dà di sè la politica è un disastro, un vero disastro: è molto peggio del teatrino di sempre, del teatrino delle chiacchiere, degli insulti, delle falsità. Meglio lasciar perdere…


25 settembre 2010
Il videomessaggio di Gianfranco Fini sul caso Montecarlo

Leggi il testo integrale:
Care amiche, cari amici,
purtroppo da qualche tempo lo spettacolo offerto dalla politica è semplicemente deprimente




E poi hanno il coraggio di dire che l'Italia non brilla per gli aiuti ai paesi poveri:



ilfattoquotidiano.it

Blog di Guido Scorza
25 settembre 2010
Quando il governo di B. dava milioni a Saint Lucia


Caribbean Community
caricom.org
Press release 167/2007
(05 July 2007)
Communique´ Issued at the Conclusion of the Twenty-Eighth Meeting of the Conference of Heads of Government of the Caribbean Community (CARICOM), 4 July 2007, Needham’s Point, Barbados
[…]
Agriculture
The Conference received the Report on the Agriculture Donor Conference held on 2 June 2007 in Port-of-Spain, Trinidad and Tobago, and commended the lead Head of Government for Agriculture, His Excellency Bharrat Jagdeo, President of Guyana, and his team of regional organisations including CDB, IICA, CARDI and the CARICOM Secretariat. The Conference expressed appreciation to the donors, particularly Italy, Spain, the European Union and FAO, who made an initial pledge for the implementation of the Region’s agricultural development program…


osservatoriosullalegalita.org
27 settembre 2005
Quell'isola e' un paradiso... e Berlusconi vuole aiutarla
di Giulia Alliani


osservatoriosullalegalita.org
18 settembre 2005
Berlusconi in aiuto dei Paesi poveri... esotici
* traduzione del resoconto ufficiale del governo di Antigua e Barbuda


The Official Website of the Government of Antigua & Barbuda
September 15, 2005
United Nations, New York
Italy Prime Minister to assist Antigua and Barbuda
in obtaining debt forgiveness


Photo gallery by caribbeannetnews.com


osservatoriosullalegalita.org
30 luglio 2008
Berlusconi e company in salvataggio delle isole off shore
di Giulia Alliani



The Official Website of the Government of Antigua & Barbuda
March 13, 2008
St. John's, Antigua
Government's street light programme receives
a significant boost


The Official Website of the Government of Antigua & Barbuda
March 16, 2008
Antigua and Barbuda to benefit from bilateral cooperation
with City of Milan



unimondo.org
18 giugno 2010
Lotta alla povertà: Italia ultima in classifica, ripristinare i fondi in Finanziaria
Giorgio Beretta



Ffwebmagazine
periodico della Fondazione Farefuturo
23 settembre 2010
Se all'Italia manca una strategia
per aiutare i paesi poveri
di Michele Trabucco




Corriere della Sera
25 settembre 2010
Bocchino non cede: il falso non e' materiale ma ideologico
P.D.C.




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commenti


La Stampa.it
24/9/2010 (18:6)
Santa Lucia, il ministro della Giustizia
"La lettera sulle società è autentica"
Francesco semprini, inviato a Santa Lucia

La lettera che il ministro della Giustizia di Santa Lucia ha inviato al primo ministro dell’Isola riguardo le società off shore che farebbero capo a Giancarlo Tulliani, il cognato di Gianfranco Fini, «è autentica». E’ quanto ha comunicato l’attorney general dello stato caraibico Rudolph Francis nel corso di una conferenza stampa riservata esclusivamente ai giornalisti italiani.


elnacional.com.do
24 Septiembre 2010, 8:57 AM
Acusan a Berlusconi de crear pruebas falsas para desacreditar a Fini


Adnkronos

24 settembre, ore 16:14
An: 'Il fatto', fra due ore ministro St. Lucia spieghera' tutto
Raggiunto telefonicamente da 'ilFattoQuotidiano.it', il ministro della Giustizia di St.Lucia L. Rudolph Francis annuncia una conferenza stampa in cui verra' spiegato tutto quello che c'e' da sapere sulla lettera e le due societa' off shore attribuite a Giancarlo Tulliani, fratello della compagna del presidente della Camera. Francis ha spiegato che e' in corso una riunione del governo. Una volta terminata iniziera' la conferenza stampa: "Si prevede entro un paio d'ore''. E' quanto si legge sul sito 'IlFattoquotidiano.it'.


Ansa
24 settembre, 15:41
Casa An: Fini, domani un video-messaggio
Sara' online sui siti di Generazione Italia e Secolo d'Italia

La ''verita''' di Gianfranco Fini anche sulla casa di An a Montecarlo sara' disponibile on line domani in un video-messaggio. In tarda mattinata sara' pubblicato sui siti di ''Generazione Italia'' e del ''Secolo d'Italia''. Il presidente della Camera fornira' infatti le sue risposte a quella che giudica una vera e propria ''campagna'' contro di lui sulla vicenda di Montecarlo.


Corriere della Sera
24 settembre 2010
Il caso Tulliani
Lettera del governo di S. Lucia, pista
in Honduras per la lettera del «ministro»
Il quotidiano «Nacional»: il documento ci arrivò
dal giornalista Mario Sanchez di Tegucigalpa




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