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Neanche il più temerario degli sceneggiatori avrebbe ideato un personaggio come Mario Chiesa. Arrestato diciassette anni fa per tangenti, riarrestato oggi. Quella volta passò un mese a San Vittore in silenzio, come l’eroe di Strehler. Poi Bettino Craxi andò in tv a irriderlo chiamandolo “mariuolo”. E lui che si era svenato per far eleggere il povero Bobo, il figlio del capo, si infuriò al punto da chiamare i magistrati, accavallare le gambe, chiedere: “E’ pronto il registratorie? Adesso vi racconto una storia”.

Da quella storia nacque Tangentopoli, cioè la fine di tante cose e transitoriamente anche della  Prima Repubblica. Tutto incenerito da quel po’ di luce che per un paio di anni si accese sull’economia delle tangenti, gli intrecci dei poteri, il ruolo delle grandi aziende, la funzione estorsiva della politica, ma anche la sua sudditanza a quei poteri, a quel danaro.

Ora che sappiamo come è andata a finire quella storia, in questo bel clima di restaurazione e smemoratezza berlusconiana, ecco che rispunta Mario Chiesa, con il suo sorriso da schiaffi e la cingomma tra i denti. I magistrati dicono facesse “il collettore di tangenti”, proprio come allora. Quella volta i soldi li spillava a un’impresa di pulizia, questa volta li estrae direttamente dai rifiuti. E identica è la percentuale con la quale lavora, il 10 per cento, da distribuire cash ai complici, come un tempo gli aveva insegnato Bettino, il suo maestro, che oggi passa per uno statista, puro al 90 per cento.

Sarebbe bello che stavolta lo stesso temerario sceneggiatore, riprendendo i fili di quella storia, ci raccontasse il seguito. Tallonando Chiesa fino a quel prossimo momento cruciale, quando nelle sala colloqui del carcere, accavallando le gambe chiederà: “E’ pronto il registratore?”. E dal solito sorriso tirasse fuori tutto quel che mancava al suo primo (lunghissimo) verbale: “Adesso vi racconto il seguito”. Immaginate il panico. 

Gli approfondimenti dalla rassegna stampa a cura di Ines Tabusso

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Testo:
"Buongiorno a tutti.
Non per guastare la festa a questa bella incoronazione imperiale del leader del popolo delle libertà che, come avete visto, a sorpresa è stato eletto primo, unico, ultimo imperatore del partito che aveva fondato sul predellino di una macchina e che quando l'aveva fondato Gianfranco Fini l'aveva subito fulminato dicendo: “siamo alla comica finale, noi non entreremo mai nel Popolo della Libertà e Berlusconi non tornerà mai più a Palazzo Chigi con i voti di Alleanza Nazionale”.E quando qualcuno gli aveva chiesto “Possibilità che AN rientri all'ovile?”, risposta di Fini: “Noi non dobbiamo tornare all'ovile perché non siamo pecore”. Poi come avete visto sono tornati all'ovile quindi ne dobbiamo concludere che sono pecore o pecoroni..."
(Clicca su continua per leggere il testo completo)

Gli approfondimenti dalla rassegna stampa a cura di Ines Tabusso

Segnalazioni

Questa sera alle ore 21.10 andrà in onda l'intervista a Peter Gomez "Le intercettazioni Impossibili" a cura di "Radio Meetup 265". Per ascoltarla 
clicca qui all'ora dell'appuntamento.

Questione morale, questione italiana - conversazione con Luigi De Magistris
Bologna, 2 aprile 2009 - Sala del Baraccano. Via Santo Stefano, 19
Scarica la locandina

"Profondo nero": Richiesta la riapertura delle indagini sull'omicidio Pasolini

Berlusconi riesce sempre a cavarsela di Eric Arends (de Volkskrant, Olanda - 28 marzo 2009)
Traduzione a cura di
Italiadallestero.info

Il Nuovo che avanza
 - di Carlo Cornaglia
Con le braccia spalancate
come il Papa, gran minchiate
dice Silvio ai congressisti:
“Sempre uguali i comunisti,
   
di Pol Pot adoratori,
di Baffone ammiratori
e di Mao Tse Tung patiti…”
Son concetti già sentiti...
Leggi tutto


continua

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Immagine a cura di Roberto Corradi

Signornò

da l'Espresso in edicola

Manca poco al debutto dello show di Fiorello su Sky, previsto per il 1° aprile. E chi ha parlato con lui dopo il 22 gennaio, giorno della sua improvvisa e improvvida visita a Palazzo Grazioli, l’ha trovato piuttosto turbato. Molto meno sorridente di quanto era apparso ai cronisti entrando e uscendo dalla magione presidenziale. In quell’ora di colloquio con lo showman, presenti il sottosegretario Gianni Letta e il Guardasigilli Angelino Alfano, Silvio Berlusconi non si sarebbe limitato alle battute su Kakà e sulla celebre imitazione dello “smemorato di Cologno”. Ma avrebbe intimato a Rosario di non firmare il contratto con la società di Rupert Murdoch (cui il governo aveva appena raddoppiato l'Iva). Fiorello avrebbe bluffato, sostenendo di aver già firmato. Il premier però avrebbe ribattuto che era una bugia: “So per certo che non hai ancora messo la firma”. E aveva ragione lui. A quel punto - sempre secondo chi ha parlato con l’artista - il Cavaliere gli avrebbe ricordato che il suo passaggio a Sky è una strada senza ritorno. Come dire che l’artista e la sua squadra non lavoreranno mai più per Mediaset e per la Rai, prossima alla riberlusconizzazione: “Altro che smemorato di Cologno: io ho una memoria di ferro…”. Si tratta solo di indiscrezioni, impossibili da riscontrare con conferme ufficiali. A meno che, il 1° aprile, Fiorello non faccia uno scherzo al Cavaliere rivelando in diretta che cosa gli disse davvero due mesi fa.

Ma poniamo che le voci siano infondate e che il premier si sia limitato all’innocente battuta riportata da Fiorello uscendo da Palazzo Grazioli (“Ma che vai a fare, passi al nemico?”). Bene, basta quel poco per domandare all’Autorità garante della concorrenza e del mercato, meglio nota come Antitrust, che cosa aspetti a farci conoscere il suo illuminato parere sull’episodio. Chi volesse farsi quattro risate vada sul sito dell’Autorità e clicchi su “conflitto d’interessi”. Vi troverà riassunta la famosa legge Frattini: “La legge 20.7.2004, n.215 si propone di assicurare che i titolari di cariche di governo svolgano la loro attività nell’esclusivo interesse pubblico, prevenendo la formazione di conflitti di interessi”. La legge ne contempla quattro, e gli ultimi due sembrano fatti apposta per sanzionare il vertice Berlusconi-Fiorello: “c) allorché un membro del governo adotti un atto o ometta un atto dovuto che incide sulla sua sfera patrimoniale… con danno all’interesse pubblico; d) le condotte delle imprese che approfittino degli atti adottati in situazioni di conflitto di interessi”. Se Fiorello avesse dato retta all’amorevole consiglio del premier, annullando il pre-accordo con Sky, Mediaset se ne sarebbe avvantaggiata eccome. E’ vero che esistono problemi più urgenti e che siamo ormai assuefatti al peggio. Ma, se Berlusconi riesce a violare persino le leggi che approva, sarà il caso di sbaraccare come enti inutili le cosiddette Autorità che dovrebbero farle rispettare. Altrimenti qualcuno potrebbe persino credere che esistano davvero.
(Immagine a cura di Roberto Corradi)

Gli approfondimenti da Signori della corte a cura di Barbara Buttazzi

Segnalazioni

La mafia, le mafie: anzitutto conoscere
Seminari organizzati dall'Associazione Saveria Antiochia Omicron onlus con il patrocinio di Libera - Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
Scarica il programma (file word)

La Rai, duramente criticata da Brlusconi, elegge un nuovo presidente di Agence France Presse (Les Echos, 26 marzo 2009)

Opinione: La muraglia di merda, con rispetto parlando di Antonio Josè Chinchetru (Espana Liberal, 23 marzo 2009)
In Italia la crisi minaccia la libertà di stampa di Miguel Mora (El Pais, 21 marzo 2009)
Vacilla l'impero mediatico di Berlusconi (El Argentino, 18 marzo 2009)
Traduzioni a cura di Italiadallestero.info


Verso l’apoteosi - di Carlo Cornaglia
Pdl, è alla partenza
l’osannata convergenza
fra Alleanza Nazionale
ed il team del principale,
  
Forza Italia, col premiér
che organizza i suoi lacchè.
per la propria apoteosi.
Ha del mega la pscicosi...
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Foto di dadevoti da flickr.comLa fissità erbivora che Antonio Bassolino esibisce mentre tutti gli interlocutori lo sommergono di accuse che lui ascolta senza muovere né muscoli, né occhi, andrebbe segnalata agli etologi.
I rendiconti più drammatici gli passano sul viso come acqua sui vetri. Nei quindici anni del suo regno, la Campania e Napoli sono diventati un miserabile inferno e uno scandalo perpetuo. Complice la gran parte dei cittadini che disconosce l’interesse collettivo, in sintonia con la propria classe dirigente.

Nella comune rassegnazione (e omertà dei molti) in questi anni è accaduto il peggio. La violenza dilagata come un virus. La camorra che comanda sulla vita e sulla morte. Il narcotraffico che avvelena. Il racket che governa il lavoro e l’economia. La prostituzione diventata schiavitù. E poi l’illegalità come norma. Gli scandali dell’edilizia e della politica. Del denaro pubblico dissipato. Del disastro edilizio. Del dissesto ambientale. Delle periferie abbandonate. Che hanno trasformato questo territorio un tempo bello, in paesi miserabili, periferie invivibili, con strade devastate dal traffico, dai centri commerciali orrendi, dalle discariche a cielo aperto, dal traffico perpetuo, dal disordine universale. E infine sommerso dalla spazzatura, tracimata come un’onda di fango e di detriti umani, raccontata con incredulità da tutti i giornali del mondo, da tutte le televisioni del mondo. Suscitando ribrezzo, scandalo, rabbia. In tutti.

Meno che nel nostro imperturbabile Bassolino che sempre ascolta in silenzio, con gli occhi fissi all’interlocutore. L’altro giorno il Cavaliere lo ha umiliato in pubblico, convocandolo all’inaugurazione dell’inceneritore di Acerra (di cui si vantava) ma poi dandogli una sedia in platea. Era una gogna. Ma Bassolino, quella stessa sera in tv, si affannava a decantare “i successi del premier”. A applaudirlo. A inchinarsi al suo cospetto. E solo raddoppiando la propria pubblica umiliazione, sembrava contento.
(Foto di dadevoti da flickr.com)


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Vignetta di BandanasZorro
l'Unità, 26 marzo 2009


Ferve sui giornali il dibattito sulla crisi dei giornali. Intanto gli stessi giornali continuano a nascondere le notizie (solo Repubblica e il Manifesto han raccontato la vittoria in appello di Santoro contro la Rai che si era opposta al suo reintegro deciso dal Tribunale) e a gonfiare le non-notizie. Per esempio la puntata di «Porta a Porta» con Karol Ratz, arrestato per gli stupri della Caffarella e di Primavalle, poi scarcerato per non averli commessi. Una puntata talmente arrapante da raccogliere appena il 9% di share (1 milione di spettatori). Eppure i giornali le hanno dedicato intere paginate, così i lettori che avevano girato alla larga da Vespa imparano. Non l'avete voluto vedere? Beccatevelo sul giornale.

La sera prima, l'insetto celebrava il Quindicennio Berlusconiano con un servizietto che attribuiva la caduta del primo governo del Cavaliere a «un avviso di garanzia della Procura di Milano» e quella del secondo governo Prodi a «un'inchiesta rivelatasi poi infondata su Mastella e la moglie». Due balle al prezzo di una. Il Berlusconi I cadde perché Bossi gli ritirò la fiducia, in dissenso sulla riforma delle pensioni, anzi su tutto. Il Prodi II cadde perché Mastella s'era accordato con Berlusconi e aveva preso a pretesto l'inchiesta di S.Maria Capua Vetere. Che non s'è rivelata affatto infondata: la Procura di Napoli ha appena depositato gli atti - preludio alla richiesta di rinvio a giudizio - a carico dei coniugi Mastella per concussione. Ma pareva brutto raccontare la verità. Intanto il dibattito sulla crisi dell'informazione prosegue, più appassionante che mai.
(Vignetta di Bandanas)

Segnalazioni

Caso Genchi: tutta la verità in un menù - di Benny Casalanzio

Poliziotta per amore
Per la prima volta nella capitale Poliziotta per amore, monologo interpretato da Beatrice Luzzi che segna l'esordio teatrale di Nando Dalla Chiesa, con la regia di Claudio Boccaccini.
Lunedì 30 marzo, Teatro della Cometa, ore 21 - Via del Teatro di Marcello, 4
Scarica il comunicato (fle word)


Questa sera Ferruccio Sansa, autore insieme a Marco Preve de "Il partito del cemento" è ospite di Michele Santoro ad Annozero


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Zorro
l'Unità, 25 marzo 2009


Il vicequestore Gioacchino Genchi, da 20 anni consulente dei giudici in indagini di mafia e corruzione, è stato sospeso dal servizio. Motivo: ha rilasciato interviste per difendersi dalle calunnie e ha risposto su facebook alle critiche di un giornalista. «Condotta lesiva per il prestigio delle Istituzioni» che rende «la sua permanenza in servizio gravemente nociva per l’immagine della Polizia». Firmato: il capo della Polizia, Antonio Manganelli. Se Genchi avesse massacrato di botte qualche no global al G8 di Genova, sarebbe felicemente al suo posto e avrebbe fatto carriera (Massimo Calandri, «Bolzaneto, la mattanza della democrazia»): Vincenzo Canterini, condannato a 4 anni in primo grado per le violenze alla Diaz, è stato promosso questore e ufficiale di collegamento Interpol a Bucarest. Michelangelo Fournier, 2 anni di carcere in tribunale, è al vertice della Direzione Centrale Antidroga. Alessandro Perugini, celebre per aver preso a calci in faccia un quindicenne, condannato in primo grado a 2 anni e 4 mesi per le sevizie a Bolzaneto e a 2 anni e 3 mesi per arresti illegali, è divenuto capo del personale alla Questura di Genova e poi dirigente in quella di Alessandria. Le loro condotte non erano «lesive per il prestigio delle Istituzioni» e la loro presenza è tutt’altro che «nociva per l’immagine della Polizia». Ma forse c’è stato un equivoco: Manganelli voleva difendere Genchi e sospendere Canterini, Fournier e Perugini, ma il solito attendente coglione ha capito male. Nel qual caso, dottor Manganelli, ci faccia sapere.

Il blog di Gioacchino Genchi

Amnesy International - Gli approfondimenti dalla rassegna stampa a cura di Ines Tabusso

Segnalazioni

Da www.19luglio1992.com:
Manifestazione nazionale contro la sospensione di Gioacchino Genchi
Appello - sottoscrivi la lettera al Capo della Polizia Antonio Manganelli


In galera! Gli articoli che potremmo non leggere più - Milano, 26 marzo - Camera del Lavoro, ore 21
Se Paolo Rossi fa la parte di Stefano Ricucci (“Stamo a fa i furbetti del quartierino...”), Bebo Storti replica il banchiere Gianpiero Fiorani (“Fazio, ti bacio in fronte!”), Lucia Vasini interpreta le telefonate di Deborah Bergamini e altri attori (Ruggero Cara e Renato Sarti) ricostruiscono le chiacchierate (intercettate) più ascoltate d’Italia, lo spettacolo rischia di diventare divertente e angosciante al tempo stesso...
Per saperne di più clicca qui


I signori del Ponte - di Antonio Mazzeo (Micromega.net)
Berlusconi e il centro-destra. Il governatore della Sicilia e l'Impregilo. Ma certo anche le cosche calabresi e siciliane. Tutti in festa per il via libera del governo al ponte sullo stretto di Messina. Una lunga gara d'appalto di cui ripercorriamo le tante zone d’ombra.



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Vignetta di gavaveneziaZorro
24 marzo 2009


Oltre a raccontare, per la prima volta in tv, lo scandalo Rete4-Europa7, lo strepitoso Report di domenica ha fornito un'imperdibile galleria di mostri da far impallidire il museo Lombroso. Perché dei furbastri che per 25 anni han regalato al Cainano il monopolio dell'etere, ciò che più preoccupa non sono le azioni o le parole: ma le facce. La faccia muschiosa di Mammì, oggi dedito allo scopone scientifico («grande lascito dell'Illuminismo»). La faccia biforcuta di Violante, che si vanta di aver «garantito a Berlusconi e Letta di non toccare le tv fin dal '94». La faccia sulfurea di Amato, che sogghigna sull'illegalità legalizzata all'italiana: «I decreti Craxi? C'ero, ma non ricordo. Da noi le cose sono “tendenzialmente vietate”, eh eh..».

La faccia di tolla del cosiddetto Garante dell'Agcom: «Noi resistiamo, andiamo avanti come la spada». La faccia inciucesca dei ministri Maccanico, Cardinale e Gentiloni, sotto i cui nasi è transitato il più colossale conflitto d'interessi della storia senza incontrare resistenza alcuna. La faccia impunita dell'Avvocato dello Stato che copia le memorie degli avvocati Mediaset. La faccia godereccia di Confalonieri, che li ha messi nel sacco tutti (senza faticare granchè) e ora mente sui 50 mila euro che avrebbe «piluccato» al sottoscritto; sul «pretore di Avellino» che nel 1984 avrebbe bloccato le sue tv (erano quelli di Torino, Pescara e Roma); e sul povero Di Stefano, destinatario di «favori politici enormi, diversamente da noi» (ha detto anche questo). Intanto, in sottofondo, Jannacci canta «Meno male che ho trovato te».
(Vignetta di gavavenezia)

Segnalazioni


Berlusconi ha impuesto su escala de desvalores
Colazione con Marco Travaglio, a cura di Miguel Mora - El Pais, 23 marzo 2009

Leggi la traduzione di italiadall'estero.info

Walter chi? - Il video di Roberto Corradi

Alza la testa! tra i cinque finalisti al Festival di documentari "Italiani brava gente"
Presentano il film: Piero Ricca, Franz Baraggino e Diego Fabricio
Firenze, 28 marzo - Auditorium Stensen
- ore 16

Addio berluscones - di Carlo Cornaglia
Ora che la fiamma è spenta
Donna Assunta si tormenta:
“Non mi parli di Gianfranco,
di Almirante è stato al fianco
  
dentro l’Emme esse i
e per questo adesso è lì,
anche se non vale nulla.
E Gasparri? Si trastulla...
Leggi tutto


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