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Grazie alle segnalazioni della rete, Voglioscendere è tra i finalisti dell'edizione 2010 dei Macchianera Blog Awards, il premio per i migliori blog italiani.

Ques'anno Voglioscendere è in nomination per le categorie "Miglior blog d'opinione" e "Miglior blog giornalistico".

I blog vincitori saranno scelti al termine di una votazione on line aperta a tutti. E’ possibile votare fino a giovedì 23 settembre cliccando qui 

I risultati verranno resi noti alla cerimonia di premiazione, sabato 25 settembre, ore 21, in occasione della BlogFest di Riva del Garda.

Ancora una volta vi ringraziamo per il vostro entusiasmo e sostegno!



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fifo

Forse sarà il definitivo inciampo del regimetto. Forse lo scandalo – nazionale e internazionale - per questa legge eversiva che cancella la libertà di stampa in Italia insieme con la libertà di indagine, finirà per travolgere il Cavaliere e i suoi zelanti fabbricatori di rifugi legislativi scavati per difendere i suoi affari sontuosi e i suoi miserevoli dopocena.

La scena è notevole. Manipoli di senatori che a notte alta difendono la vendetta legislativa del Capo. Fabbricano filo spinato, dispongono multe ai giornalisti e editori, inceppano intercettazioni, fissano scadenze alle indagini, proibiscono, aggirano, nascondono. Vogliono che nulla possa essere raccontato sui giornali fino alla prima udienza del processo. Vogliono farci dimenticare cognomi e storie. Da Mills a Scajola, passando per un centinaio di altri labirinti illuminati fino a ieri, la Cricca e le scalate bancarie, le escort e i dalemiani pugliesi, le cliniche milanesi, l’Aquila, la Maddalena, le saghe siciliane, calabresi, campane, le telefonate della famiglia Mastella e quelle di Luciano Moggi.

E mentre questi insonni senatori lavorano di notte, fuori si addensa la tempesta perfetta. A chi piace questa legge? A nessuno tranne al Sultano che la pretende, al drappello dei ghedini che gliela stanno tagliando su misura e naturalmente agli invisibili banditi, faccendieri, corruttori, che non vedono l’ora di raddoppiare indisturbati i loro traffici di uomini, appalti, denari.
Non la vogliono i magistrati, né le forze di polizia. Protestano gli editori, i giornalisti, per fortuna anche quelli di Mediast, praticamente tutti, tranne l’astuto Minzolini. Protesta l’opposizione. L’Europa inorridisce. Gli americani ci fanno sapere quanto le deplorano per vie ufficiali e clamorose. Semplicemente perché sono norme che violano il buon senso, tutte le leggi e naturalmente la Costituzione. Sono norme criminogene. Fatte per proteggere i criminali dalla giustizia. Per accecare l’opinione pubblica. Per cancellare la cronaca, il diritto, trasformare questo Paese in un luogo senza storia, senza politica, senza futuro. 

Se tutte le sirene d’allarme continueranno a suonare, forse questa legge non vedrà mai la luce. E pure il Cavaliere, rimasto al buio, sebbene indossando l’accappatoio bianco, finirà per inciampare e cadere. In alternativa prepariamoci alla disobbedienze, pubblicare subito, pubblicare tutto. A fabbricare qualche migliaio di blog a Hong Kong. O almeno uno.  
(Vignetta di Fifo)

Segnalazioni

no bavaglioNo bavaglio
Firma l'appello contro il Ddl sulle intercettazioni
Video - Rodotà: Disegno eversivo (da repubblica.it)
No all'informazione al guinzaglio - Il blog della FNSI contro il Ddl sulle intercettazioni Antonio Padellaro: "Contro la legge-bavaglio siamo pronti alla disobbedienza civile" (da tempostretto.it)


La libertà di stampa e i libri: gli editori contro il Ddl sulle intercettazioni 
Aderisci all'appello promosso dal gruppo editoriale GEMS e dall'AIE.

Le parole che fanno paura - di Lorenzo Fazio, direttore editoriale di Chiarelettere (da antefatto.it)



Appuntamenti e dibattiti contro il Ddl sulle intercettazioni

Lunedì  24 maggio, Roma, ore 10.30, c/o Teatro dell'Angelo
, Via Simon de Saint Bon. Dibattito per dichiarare la propria contrarietà alla legge, insieme a Oliviero Beha, Concita De Gregorio, Alessandro Gamberini, Giuseppe Laterza, Lorenzo Fazio, il popolo viola e i promotori dell'appello.



Milano, lunedì 24 maggio, ore 20.45 -  Incontro pubblico sui temi "Giustizia, corruzione, democrazia", organizzato da Qui Milano Libera.  Intervengono Peter Gomez, Gian Carlo Caselli, Piercamillo Davigo, Basilio Rizzo. Conduce l'incontro Piero Ricca. c/o Palazzina Liberty, giardini di Largo Marinai d’Italia, a Milano.



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Qui il testo integrale dell'intervento: 

"Buongiorno a tutti.
Allora, sia nel blog di Beppe un certo Daniele mi chiede della legge sulle intercettazioni che è stata annunciata da Berlusconi al convegno dei giovani industriali a Santa Margherita Ligure – mi chiede e mi domanda se potrebbe essere incostituzionale o oggetto di un pronunciamento della Corte di Giustizia Europea – sia sul mio blog, voglioscendere.it, Cle e Carla C. mi chiedono anch’esse di parlare di questa legge. E allora parliamone perché è il tema del giorno e credo che rimarrà il tema della settimana e forse del mese. Siamo alla prima legge vergogna che riguarda i processi di Berlusconi e che ha qualche speranza di passare, dopo quella per ora tramontata sul patteggiamento allargato che avrebbe spostato in là i processi al Cavaliere. Intanto vediamo quello che vuole fare Berlusconi, secondo quanto lui ha annunciato di voler fare.
continua


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Questa è una specie di mozione d’ordine, che scrivo pensando d’interpretare anche il pensiero di Pino Corrias e Peter Gomez. Riguarda le risposte di tanti dei sempre più numerosi amici del blog. Perché questo blog sia qualcosa di attivo e di reciproco, senza guru e senza pecore, occorre che noi evitiamo di pontificare e voi di idolatrare. Cioè di aspettare che qualcuno vi dica cosa dovete fare, o addirittura agisca al posto vostro. Il vostro apprezzamento ci fa enorme piacere e ci aiuta a continuare.

Ma noi non siamo eroi coraggiosi, combattenti per una qualche causa, cavalieri senza macchia e senza paura. Siamo tre giornalisti che cercano di fare onestamente il loro mestiere: cioè informare, raccontare cose che non si sanno e spiegare cose che non si capiscono.

Voi siete cittadini che, se volete, potete approfittare del nostro lavoro per riflettere e ragionare meglio, cioè più informati. Per cambiare le cose, anche nella propria vita quotidiana e nel proprio ambiente famigliare, amicale e lavorativo, è sempre meglio saperne di più. Solo così noi giornalisti possiamo sperare di cambiare le cose: con le mani e le gambe dei nostri lettori. Se pensate che questo sia vero, allora lasciate perdere i messaggi del tipo: “Marco vai avanti”, “Pino sei tutti noi”, “Peter sei grande”. Noi giornalisti, da soli, abbiamo solo l’arma della parola, scritta e orale. Se “andiamo avanti” da soli, parliamo nel deserto. E siamo sostanzialmente inutili.

Evitiamo, allora, tutti di sentirci una piccola élite di migliori accerchiati dai cattivi e di pretendere il cambiamento dagli altri. Domandiamoci se non dobbiamo cominciare a cambiare qualcosa nella nostra vita. Io, per esempio, dovrei iniziare a rispettare i limiti di velocità in autostrada e i divieti di sosta con l’auto. Parafrasando Gaber, più del Berlusconi in sé dovrei preoccuparmi del Berlusconi in me. E anche del Mastella.

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