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La Repubblica
25 ottobre 2010
Nella maggioranza clima da cortocircuito
i berlusconiani: scudo pieno o salta tutto

Spazi minimi per un compromesso sulla legge costituzionale.
I finiani vogliono che la norma "copra" un solo mandato.
No anche alla sola estensione alla prossima legislatura. 
Domani le votazioni a Palazzo Madama
di Liana Milella


Corriere della Sera
23 ottobre 2010
Le irragionevoli “assimilazioni” del lodo Alfano-bis
Vittorio Grevi

Come già in altre occasioni, il presidente Napolitano non ha esitato ieri ad esprimere forti riserve riguardo al disegno di legge ormai noto come Lodo Alfano-bis. Tanto più che, questa volta, la questione riguarda la stessa figura del presidente della Repubblica, in quanto inopinatamente assimilata a quella del presidente del Consiglio. In particolare, sotto il profilo della previsione - per l' uno e per l' altro - di un inedito «scudo» di immunità temporanea rispetto ai processi penali concernenti reati comuni: operante, tuttavia, non in forma automatica (come era previsto nel lodo Alfano del 2008), bensì a seguito di una delibera parlamentare. Nella lettera al senatore Vizzini, il presidente Napolitano ha manifestato con chiarezza la sua «profonda perplessità» sulla scelta finora delineata al Senato, nel senso di una tale assimilazione. Le ragioni sono diverse, ma tutte riconducibili all' art. 90 della Costituzione. Là dove, nella specie, si esclude la responsabilità penale del presidente della Repubblica per gli atti compiuti nell' esercizio delle sue funzioni «tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione», consentendo sì, in questi casi, la sua messa in stato di accusa, da parte del Parlamento in seduta comune, soltanto «a maggioranza assoluta». La circostanza che, per contro, nel testo all' esame del Senato si preveda la sospensione dei processi penali a carico del presidente della Repubblica per effetto di una delibera parlamentare «a maggioranza semplice», lascia intendere, infatti, che il capo dello Stato potrebbe venire sottoposto a processo anche al di fuori delle ipotesi previste dal suddetto art. 90. E che, sugli sviluppi di tali vicende, potrebbe intervenire il Parlamento sulla base di un meccanismo di tutela assai più blando di quello stabilito da quest' ultima disposizione. Senonché una soluzione del genere appare non solo in contrasto con la «costante prassi costituzionale», ma anche viziata da «palese irragionevolezza» rispetto ai principi di garanzia dettati nel medesimo art. 90. Al punto da comportare notevoli incidenze sullo «status complessivo» del presidente della Repubblica, con il rischio di menomarne anche la stessa indipendenza nell' esercizio delle sue funzioni. Preoccupazioni ineccepibili, alle quali forse i nostri senatori non avevano pensato. Ed allora bene ha fatto il presidente Napolitano nel far sentire alta e forte la sua voce.


La Stampa
25 ottobre 2010
Il rispetto del lenzuolo bianco
Mario Calabresi



Corriere della Sera
25 ottobre 2010
Primarie nel caos: si dimette il presidente
Polemiche dopo le dichiarazioni di Onida

Cornelli: un errore cercare di picconare
Lettera di Ariazzi: delegittimato il Comitato organizzatore.
La Benelli: il partito ha sbagliato




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