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noisefromamerika.org
E se si votasse?
di Sandro Brusco,
6 Settembre 2010 
La Camera
7 Settembre 2010
Il Senato


Corriere della Sera
4 settembre 2010
Gran Bretagna
Accuse al direttore della Bbc per la visita a Downing Street

Miliband: a rischio l' indipendenza della tv
Monica Ricci Sargentini
Ha scatenato un putiferio la visita del direttore generale della Bbc a Downing Street. Mark Thompson è stato fotografato mentre entrava nella residenza del primo ministro per un incontro con Steve Hilton, il direttore della strategia per il governo Cameron. Tema della riunione: il modo in cui la televisione di Stato avrebbe coperto i tagli alla spesa decisi dal governo. Apriti cielo. Ed Miliband, uno dei candidati a guidare il Labour Party, ha definito l' appuntamento «molto preoccupante» e del tutto irrituale, mai avvenuto durante i precedenti governi. E il ministro ombra della cultura Ben Bradshaw ha immediatamente chiesto spiegazioni a Thompson: «Visto l' assalto sistematico che i conservatori hanno riservato alla Bbc quando erano all' opposizione e le minacce di tagli alla tassa di concessione, sono sicuro che anche lei concorderà su quanto sia fondamentale fugare anche il più piccolo dubbio che l' indipendenza editoriale della Bbc possa essere stata compromessa». Il sospetto è che i responsabili della televisione abbiano voluto blandire Cameron concordando servizi e interviste, compresa l' apparizione in tv di membri del governo del calibro di Clegg e Osborne che saranno chiamati a spiegare ai telespettatori i tagli al settore pubblico. Il direttore generale ha però smentito qualsiasi pressione: «Sono lieto di assicurarle - ha scritto a Bradshaw - che durante l' incontro non è avvenuto nulla che possa essere interpretato come compromettente per l' indipendenza della Bbc. Il meeting era stato deciso mesi fa e non è per nulla inusuale». Una dichiarazione di imparzialità che lascia molti dubbi. Thompson, infatti, non ha precisato quando avrebbe avuto riunioni simili con lo staff del governo Brown. In più, qualche giorno fa lo stesso direttore generale, in un' intervista al New Statesman, aveva ammesso che in passato la Bbc era stata sicuramente faziosa. «Quando sono entrato in azienda 30 anni fa, in termini anche dell' orientamento del personale, c'era un forte legame con la sinistra. Ora, però, siamo una chiesa molto più ampia». 


Corriere della Sera
7 settembre 2010
Scritte sui muri e proteste
Ma Dell'Utri riesce a parlare
Boicottata a Parolario, la conferenza si è svolta nella sede di un quotidiano
Centro blindato per la presentazione dei «Diari».
Manifestazione dei giovani di sinistra e Forza Nuova
Claudio Del Frate


Il Giornale
7 settembre 2010
Alla fine Dell’Utri riesce a parlare e presentare i diari di Mussolini
di Guido Mattioni


Corriere della Sera
7 settembre 2010
Londra "vietata" a Blair
Vincono i contestatori 
Paola De carolis


Corriere della Sera
7 settembre 2010
Perché odiano tanto Tony Blair e corrono a comperare il suo libro
Guido Santevecchi


la Repubblica   
7 settembre 2010
Blair si arrende: stop alla presentazione del libro
Enrico Franceschini



Vedi:


- La presentazione del movimento "letterario" -Subversively move Tony Blair's memoirs to the crime section in book shops- ("Andate in libreria e spostate le memorie di Tony Blair nella sezione "Crimine") su Facebook

- La dichiarazione di Tony Blair sul suo sito

- Il comunicato di "Stop the War"

- Le notizie da "The Bookseller"


BBC News
7 September 2010
Blair and other ex-PMs 'must help fund protection'
Tony Blair and other former prime ministers should pay towards their police protection, a Labour MP says.

Roger Godsiff has tabled a Commons motion calling for an "urgent review" of security funding for ex-PMs who make money from "commercial activities".
...Without naming Mr Blair specifically, Mr Godsiff's motion says "former politicians should pay towards the cost of their own police protection when they receive income from commercial activities when they are accompanied by bodyguards paid for by the UK taxpayer".
The motion is also signed by Labour MP John McDonnell, who unsuccessfully attempted to run against Gordon Brown when Mr Blair stepped down as prime minister and party leader in 2007...


noisefromamerika.org
6 Settembre 2010
Fischi e fiaschi [e commenti]
di marco boninu e michele boldrin

I fischi sono quelli dei grillini e del popolo viola che abbiamo sentito alla festa del PD. I fiaschi sono l'esito di questo modo di fare politica: la deriva reazionaria e l'ulteriore imbarbarimento della vita politica e sociale italiana. L'opposto, cioé, di quanto abbiamo bisogno
…La libertà di parola vale per tutti, punto. L'argomento è lapalissiano, ma la "sinistra alternativa" italiana sembra non capirlo.
Non lo capiscono, in particolare, a Il Fatto che si dedica alla continua apologia di questo "mobbing organizzato" contro i riprovevoli soggetti che sono ora al governo del paese. Riprovevoli soggetti e probabilmente anche delinquenti, sia chiaro, ma con il diritto di parola. Antonio Padellaro, Marco Travaglio e tanti altri sembrano non cogliere questa banalità. E fanno molto male, perché così facendo danneggiano tutti e soprattutto loro stessi o la parte che sembrano voler appoggiare. Di certo danneggiano noi. Fra non molto si renderanno conto d'aver danneggiato anche se stessi, massimizzando le vendite nel breve periodo ...

I commenti



Il Manifesto

7 settembre 2010
Così muore un italiano
Aveva tolto il porto ai privati, combatteva l'abusivismo e le speculazioni, sosteneva Slow Food e non gradiva nemmeno le cicche di sigaretta per strada. Angelo Vassallo, sindaco-pescatore di Pollica nel Cilento, era il simbolo di un'altra Campania possibile. Dava fastidio, è stato massacrato...

la Repubblica
7 settembre 2010
L'analisi
Lo scandalo della democrazia
di Roberto Saviano

Due pistole che sparano, le pallottole che colpiscono al petto, un agguato che sembra essere anche un messaggio. Così uccidono i clan. Così hanno ucciso Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, in provincia di Salerno. Si muore quando si è soli, e lui - alla guida di una lista civica - si opponeva alle licenze edilizie, al cemento che in Cilento dilaga a scapito di una magnifica bellezza. Ma Angelo Vassallo rischia di morire per un giorno soltanto e di essere subito dimenticato.
Come se fosse normale, fisiologico per un sindaco del meridione essere vittima dei clan. E invece è uno scandalo della democrazia...

Il Manifesto
7 settembre 2010
La frontiera di un sindaco di sinistra
di Luigi De Magistris

Bersaglio mobile che deve essere freddato a colpi d'arma da fuoco. Per punirlo, ma anche per inviare un messaggio a quanti decidono di amministrare la cosa pubblica nel solo interesse dei cittadini, contrastando la rapacità dei clan...

La Stampa
7 settembre 2010
Sindaco ucciso, l'accusa del fratello:
"Mi parlò di forze dell'ordine colluse"


La Stampa

7 settembre 2010
«Ha detto un no di troppo:
per questo lo hanno ammazzato»
Guido Ruotolo




La Stampa
7 settembre 2010
Il lettore che dirige i giornali
Vittorio Sabadin


Molti giornalisti ed editori cominciano a pensare che c’è un modo semplice per aumentare le tirature e raccogliere più pubblicità: pubblicare finalmente quello che vogliono i lettori. Ma il direttore del «New York Times», Bill Keller, non è d’accordo: «Il nostro giornale - ha detto - non sarà mai un reality show».

Sapere che cosa vogliono i lettori non è complicato, nell’era di Internet. Basta contare quanti utenti si sono soffermati su di un argomento consultando le pagine web del giornale per avere una classifica delle loro preferenze. Alcune redazioni hanno cominciato a prendere queste statistiche, così immediate e facilmente realizzabili, molto sul serio. La riunione del mattino al «Wall Street Journal» comincia con l’elenco degli argomenti che hanno generato più traffico su wsj.com, e al centro della redazione del «Washington Post» un gigantesco tabellone luminoso indica come sta andando la lettura degli articoli sulla versione web del quotidiano.

In fondo che male c’è? Ogni industria vuole sapere come vengono giudicati i suoi prodotti dal pubblico ed è pronta ad accoglierne i suggerimenti. Ma l’industria dei giornali ha caratteristiche diverse, ha spiegato Bill Keller, in polemica con i rivali del «Wall Street Journal». «Noi non permettiamo alle statistiche - ha detto - di dettarci l’agenda della giornata, perché pensiamo che i lettori vengono da noi per conoscere il nostro giudizio sugli avvenimenti, non il giudizio della folla». Anche Jean-Marie Colombani, quando era direttore di «Le Monde», ripeteva che il compito dei giornali è quello di fare riflettere l’opinione pubblica, non di seguirla. Un quotidiano deve esprimere i suoi punti di vista sulle cose del mondo e creare un legame con lettori che ne apprezzino la qualità e la serietà anche quando non sono d’accordo con quello che leggono.

Dare retta alle preferenze espresse online può essere fuorviante e pericoloso. Il «Washington Post» ha fatto un’ottima copertura delle elezioni in Inghilterra, che hanno ricevuto pochissima attenzione dai suoi utenti web. La maggiore quantità di traffico è stata invece generata da un servizio sulle ciabatte di gomma Crocs. Il «Post», per fortuna, non ha richiamato i suoi inviati da Londra per concentrarli sulle ciabatte. A dare retta alle classifiche di quello che si guarda di più online, bisognerebbe infatti destinare maggiori risorse alle sfilate di Victoria’s Secret, ai reality show o alla copertura delle storie d’amore delle celebrità, sottraendole alla politica e all’economia.

Qualcuno l’ha già fatto. Dovendo affrontare le conseguenze di una riduzione del personale di circa il 50 per cento, la redazione web del «Los Angeles Times» ha impiegato i pochi giornalisti rimasti sugli argomenti che i lettori seguivano di più, tralasciando gli altri. Gli esperti del settore editoriale ritengono che i giornali rischino di fare la stessa fine della televisione generalista, che da quando ha cominciato a misurare il gradimento dei programmi è progressivamente peggiorata. Lo stesso è accaduto alla politica, in particolar modo in Italia: l’ossessione dei sondaggi fa in modo che chi deve governare segua il sentire comune, invece che fare scelte che comportino l’assunzione di responsabilità e magari l’impopolarità.

La tentazione offerta dalle nuove tecnologie è molto forte. Internet permette non solo di sapere quali argomenti vengono preferiti, ma anche quanta attenzione hanno generato sulla pubblicità che li accompagna. Alle prese con una crisi davvero seria, molti amministratori di giornali stanno facendo un po’ di ragionamenti sui vantaggi del dare retta alla folla. In fondo, fare soldi con l’informazione non è difficile. E’ più difficile salvare il giornalismo.


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