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Monday, Aug. 31, 2009
Italy's Newspapers: Untrusted Sources
(I giornali italiani: fonti poco affidabili)
By Stephan Faris

Qualsiasi discussione affronti il problema di quanto non funziona nella politica italiana finisce immancabilmente con il trovarsi di fronte al problema costituito da quanto nel paese non va nel sistema della comunicazione. Nella nazione in cui il primo ministro mantiene in suo potere il controllo dell'etere, solo una persona su dieci compra un quotidiano, mentre, per la World Association of Newspapers, le persone sono una su cinque in America e tre su cinque in Giappone. Gli italiani, a quanto pare, non sarebbero interessati alla lettura delle notizie.
Ma se la colpa non fosse da attribuire alla scarsa fame di notizie degli italiani?
E se il problema fosse invece nell'offerta?
(continua)



La Stampa
17 agosto 2009
Energia 
Gelo con Washington: "Italia e Eni sono troppo amiche della Russia"
Tecnico al lavoro in un gasodotto
La partnership per il gasdotto South Stream non piace agli Usa: Roma deve diversificare 
Maurizio Molinari
Corrispondente da New York



La Stampa
18 agosto 2009
Energia, il gelo con Washington 
Europa spaccata al ballo dei gasdotti
Il gasdotto South Stream nascerà dall'accordo Eni-Gazprom
L'Italia sul South Stream raccoglie consensi sotterranei
Emanuele Novazio



La Stampa
18 agosto 2009
Intervista 
Scajola: "Non c'è solo Mosca, 
bisogna diversificare le fonti"
Il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola
La replica del ministro: accordi sul metano anche con Libia e Algeria
Alessandro Barbera



Financial Times.com
August 6 2009
No friends, only partners in pipeline realpolitik
By Ed Crooks in London 



From The Economist print edition
Aug 20th 2009 
Kiev and Moscow
Dear Viktor, you're dead, love Dmitry
Russia’s president writes his Ukrainian counterpart an insulting letter


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L'Espresso
20 agosto 2009
Passi falsi e gaffes
di Piero Ignazi

L'immagine dell'Italia nel mondo è al punto più basso dal dopoguerra. Con una politica estera velleitaria che rischia di emarginarci
...Il dossier russo è uno dei più preoccupanti per la lenta e continua degradazione delle condizioni democratiche interne a quel paese. A dispetto di tutte le cautele dei nostri alleati l'Italia continua a giocare una sua partita 'personale' potremmo dire visti i rapporti intimi, 'di letto', che legano Berlusconi e Putin. L'improvvisata del presidente del consiglio ad Istanbul alla firma dell'accordo tra Russia e Turchia per il gasdotto alternativo a quello sponsorizzato dall'Unione europea evidenzia che l'Itala, su un tema così centrale come la sicurezza energetica continua ad agire in solitaria, indifferente alle scelte adottate in sede europea ed atlantica...  L'immagine internazionale dell'Italia è al punto più basso dal dopoguerra. Chiunque legga i quotidiani e i settimanali stranieri, ad eccezione di quelli russi, vede l'irrisione se non addirittura il disprezzo con cui è trattato il nostro capo del governo - e di conseguenza tutto il paese. Se a tutto ciò aggiungiamo anche una politica estera autarchica e disinvolta, e oltretutto priva del sostegno dell'amico Bush, l'Italia non può che scivolare verso l' irrilevanza nei rapporti internazionali. E non può uscirne con l'attuale assetto di governo.

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Esperti offronsi, ottime referenze


Il ministro degli Esteri guarda avanti e spiega come e cosa dovrà cambiare a Kabul. Ministro Frattini, quali sono i nodi principali?
"Intanto un piano di 100 giorni contro la corruzione, che é il vulnus più grande in Afghanistan"
(Il Messaggero, 21 agosto 2009)

"L'Italia sale di dieci posizioni nella classifica mondiale - stilata lo scorso 20 marzo dalla rivista americana Forbes - sui Paesi a maggior tasso di corruzione... A determinare il balzo in avanti del nostro Paese nella speciale gradutoria del malaffare politico - secondo il rapporto pubblicato da Forbes - grande peso sarebbe da attribuire alla recente approvazione del cosiddetto "Lodo Alfano" che ha concesso immunità penale alle cinque maggiori cariche istituzionali italiane. Il dossier della rivista statunitense insinua, poi, l'esistenza di un nesso tra l'anzidetta legge e la vicenda giudiziaria che vede coinvolto il presidente italiano del Consiglio, Silvio Berlusconi, nelle pastoie del caso Mills.
La classifica compilata da Forbes mette quest'anno lo Stato africano del Ciad in testa agli indici politici ed economici di corruzione a livello governativo. Il Ciad subisce, peraltro, una forte influenza del vicino Sudan nella gestione dei processi di ricerca e raffinazione dei grandi giacimenti petroliferi presenti all'interno del Paese. Al secondo posto il Kirghisystan del contestatissimo presidente Bakiyev. Ma nella top ten si trovano anche Azerbaijan, Venezuela, Cambogia ed Ecuador.
In termini di impatto sull'economia, gli effetti della corruzione si traducono in qualcosa come 2600 miliardi di dollari sottratti fraudolentemente ai contribuenti. Una cifra superiore al 5 % dell'intero prodotto interno lordo a livello globale".
(ilsole24ore.com, 25 marzo 2009)


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