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Al Lettone

"Cosa documentano le registrazioni audio che Patrizia D'Addario ha clandestinamente inciso nell'autunno dello scorso anno a Palazzo Grazioli e quindi consegnato alla Procura di Bari a sostegno dell'attendibilità del racconto delle sue due visite?
... Si distingue la voce del presidente del Consiglio che si rivolge a Patrizia spiegandole che si assenterà per fare una doccia e mettere un accappatoio. Il presidente invita la donna ad aspettarlo nel "letto grande". Patrizia risponde affermativamente - "Sì nel letto grande" - aggiungendo un dettaglio che si riferisce al letto e non risulta comprensibile all'ascolto".
(repubblica.it, 20 giugno 2009)



Dossier Patrizia

"Ma queste cene a palazzo Grazioli come si svolgono?
«Sono cene. Semplicemente questo.
Berlusconi invita qualche amico, molto spesso gente giovane. Ci sono belle ragazze, certo. E spesso arrivano altri amici, che magari portano altre ragazze... E poi si mangia. Berlusconi racconta qualche barzelletta. Tra l’altro, mai scollacciate. Barzellette normali... Si parla anche parecchio di politica. Berlusconi parla dei fatti del giorno, li commenta, li rivive. Il tono non è certo quello della conferenza stampa. E poi c’è la musica... Spesso ci sono musiciste, anche affermate. Per dire, una volta c’era Lola Ponce. A volte, una cantante napoletana molto brava, Filomena mi pare si chiami. E poi, una musicista argentina che è stata perseguitata dalla dittatura... Si mangia. Cose molto semplici: pasta, verdure. Un antipastino di pesce. Il gelato al pistacchio per finire. Spesso le cose vanno un po’ per le lunghe perché Berlusconi è di continuo chiamato al telefono, e si deve alzare per rispondere. In ogni caso, a mezzanotte e mezza arriva sempre un maggiordomo con una pila di dossier, e lui ci congeda». 
(Carlo Rossella, «Vi racconto le cene a Palazzo Grazioli», Corriere della Sera, 19 giugno 2009)

Finita la cena, cosa accadde? 
"L'accordo era che io, Gianpaolo e l'altra ragazza lasciassimo sola Patrizia con il Presidente e così facemmo".
 
Perché Patrizia rimase? 
"Per lavorare". 
Lavorare? 
"Sapevano tutti a quella cena che lei era una escort". 
Anche il Presidente? 
"Presumo proprio di si".
(La Repubblica, 20 giugno 2009)



Mission

"Ho iniziato la mia collaborazione con Progetto sorriso nel mondo nel 2005, quando - per la defezione di un altro volontario - mi trovo a partire per la missione in Bangladesh.
Ed è stato colpo di fulmine, per la missione e per il Bangladesh. 
Gli ideali e gli obiettivi dell’associazione -Progetto Sorriso nel Mondo- sono gli stessi da me condivisi.
Oltre alla funzione primaria del trattamento delle malformazioni cranio-facciali... l’Associazione si adopera per promuovere la diffusione di principi di base della prevenzione e dell’educazione sanitaria, per coinvolgere e formare il personale locale permettendogli di dare seguito e radicamento alle attività sul posto. 
Progetto Sorriso è un vero e proprio gruppo di amici: chirurghi, anestesisti,pediatri, neonatologi, strumentisti, infermieri che una volta all’anno dedicano parte delle ferie per recarsi in questi paesi e mettere a disposizione di persone meno fortunate e di mondi diversi, la propria professionalità a titolo gratuito. Tutti vengono organizzati in èquipe ben coordinate per rendere l’attività completamente autonoma su qualsiasi territorio e in qualsiasi condizione.
Dedicare tempo a Progetto sorriso, per me, non vuol dire solo dare una mano a persone fragili recandosi in paesi lontani, ma significa soprattutto ricevere senso e stimoli per le attività di tutti i giorni".
(Licia Ronzulli, liciaronzulli.it)

Il presidente del Consiglio l’ha candidata alle elezioni politiche nelle Marche e adesso alle europee. Come crede di aver conquistato la sua simpatia?
"Più che la sua simpatia credo di avere conquistato la sua stima. Credo che sia stato convinto dalla passione con cui gli ho parlato della mia professione e del mio impegno nel volontariato missionario in Bangladesh".
(Licia Ronzulli, intervistata da lucia.scajola, Panorama.it, 12 Maggio 2009)

Chi la accolse a Villa Certosa? 
"Licia Ronzulli. È lei che organizza la logistica dei viaggi delle ragazze. Che decide chi arriva e chi parte. E smista nelle varie stanze". 
(Barbara Montereale, La Repubblica, 20 giugno 2009)

"Licia Ronzulli è la nostra deputata ideale, una personalità come la sua nel Parlamento europeo ci sarebbe utilissima". (Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, intervento telefonico alla cena elettorale per la presentazione della candidatura di Licia Ronzulli nelle liste del Pdl per le elezioni europee, Il Giornale, 27 maggio 2009)


Miracolo!

"Il Cavaliere è accusato di fare ciò che dubito possa fare: dedicarsi instancabilmente a una sfrenata attività sessuale, al punto che, per soddisfarsi, sarebbe indotto a ricorrere alle prestazioni remunerate delle squillo di pronto intervento. Fantasie.
Frequento da alcuni anni gli urologi. Questioni di prostata, data l’età. I medici spiegano. Se la prostata è ingrossata si può intervenire chirurgicamente per ridurne il volume. Dopo di che rischi l’impotenza, ma non è detto; anzi. Se invece hai un cancrone proprio lì, la prostata va eliminata insieme al tumore. E allora, addio rapporti. Facendo strame della privacy, affermo che Silvio nel 1996 fu operato di cancro alla prostata all’Ospedale San Raffaele di Milano... Berlusconi ha quasi 73 anni, non ha più la prostata. La scienza fa miracoli tranne uno: quello. Dichiarare che è un maniaco sessuale è semplicemente ridicolo. Ma vi sono quotidiani che hanno sprezzo del ridicolo, e insistono. Fossi in Silvio avrei la tentazione di andare in tivù a sbandierare il certificato del dottore".
(Vittorio Feltri, Libero, 19 giugno 2009)

"Fra un'ora comincio a lavorare, ma mi sento fresco. Ero alla notte bianca di Parigi, poi un amico mi ha invitato a questa festa e non ho saputo resistere. Se dormo tre ore, poi ho ancora energia per fare l'amore per altre tre. Vi auguro di arrivare a settant'anni nello stato di forma in cui ci sono arrivato io".
(Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, ai giovani che hanno trascorso con lui la notte seduti ai tavoli del privé della discoteca Lotus, a pochi passi da corso Como, cuore della movida milanese, Milano, La Repubblica, 6 ottobre 2008)
 
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Tu ne peux pas savoir...

lexpress.fr
Par Eric Mandonnet, publié le 17/06/2009 12:00 
Chirac et le cavaleur Berlusconi
L'ancien président français a confié quelques souvenirs de sa visite d'une villa berlusconienne.

Jacques Chirac a évoqué récemment devant un visiteur deux souvenirs précis qu'il a de Silvio Berlusconi, "un type un peu étrange", alors que celui-ci suscite dans son pays une vive polémique pour son penchant supposé pour les jolies jeunes filles.
Un jour, le président du Conseil italien invite le chef de l'Etat français - sans son épouse, Bernadette - dans l'une de ses villas. Quand il lui montre sa salle de bains, il agrémente la visite d'un commentaire: "Ce bidet, tu ne peux pas savoir combien de paires de fesses il a accueillies!"
Une autre fois, Jacques Chirac remarque la présence de nombreux magazines avec des photos de femmes dénudées. "Je feuillette un peu, ce n'était pas très convenable, a raconté Jacques Chirac. Et je lui demande pourquoi il a laissé traîner toutes ces revues." Réponse de Silvio Berlusconi, qui joint le geste à la parole: "Celle-ci, je l'ai eue, celle-là aussi..."

ilmessaggero.it
Chirac, le confidenze di Berlusconi sulle ragazze nella sua villa
Roma (18 giugno)
- Fa rumore il ricordo che ha Jacques Chirac del suo soggiorno nelle ville in Sardegna, ospite di Silvio Berlusconi. Parole in libertà, raccontate in confidenza come un “souvenir” a un giornalista dell'Express.fr. Jacques Chirac ha parlato di recente di due specifici ricordi che ha di Silvio Berlusconi, «un tipo un po' strano» allorquando ha parlato di come si pone nel suo Paese nei confronti di un argomento come il suo debole per le ragazze. 
Un giorno, ricorda Chirac, il presidente del Consiglio italiano lo invitò come capo di Stato francese (ma senza la moglie, Bernadette) in una delle sue ville. Quando gli mostrò il bagno commentò così indicando il bidet: «Non puoi immaginare quante [benevola censura] ne ha viste».
In un'altra occasione, Jacques Chirac fece notare la presenza di numerose riviste con le foto di nudo femminile. E domandò a Berlusconi perché c'erano tutte quelle riviste. La risposta di Berlusconi, sempre secondo il racconto di Chirac, fu eloquente e fu accompagnata da gesti: «Questa qui l'ho avuta, quella lì pure ...».

Carlo Rossella, «Vi racconto le cene a Palazzo Grazioli», intervista, Corriere della Sera, 19 giugno 2009:
Persino Chirac ha raccontato di alcuni irrituali discorsi che gli avrebbe fatto il nostro premier.

«Chirac dovrebbe guardare la trave nel proprio occhio, visto come è stato chiacchierato. Su di lui, ce n’è una collezione... ».


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