.
Annunci online

abbonamento
0
commenti


Genchi: Riesame annulla sequestro
Ex consulente De Magistris indagato per abusi in atti ufficio
(Ansa) - R
oma, 10 apr - Il tribunale del riesame di Roma ha annullato il sequestro dell'archivio di Gioacchino Genchi, l'ex consulente dell'ex pm De Magistris. Il collegio ha di fatto accolto la richiesta di dissequestro dell'ingente carteggio, che ora tornera' in possesso di Genchi, eseguito il 13 marzo scorso su iniziativa della procura di Roma. Genchi, sospeso cautelativamente dalla polizia, e' indagato tra l'altro a Roma per abuso in atti d'ufficioe violazione della legge sulla privacy.

Legittima difesa
venerdì 10 aprile 2009
Il Tribunale del Riesame di Roma ha annullato la perquisizione ed i sequestri del ROS del 13 marzo 2009 
Il Tribunale del Riesame di Roma (Presidente Francesco Taurisano – a latere Anna Criscuolo) ha annullato il provvedimento di sequestro nei miei confronti della Procura della Repubblica di Roma, eseguito dal ROS lo scorso 13 marzo 2009. Ho sempre avuto fiducia nella Giustizia e nelle Istituzioni dello Stato. Mi sono difeso nel processo da accuse infamanti, ordite da chi ha cercato e sta cercando in tutti i modi di colpirmi per quello che è stato il mio impegno al servizio della Giustizia, nell’esclusivo interesse di ricerca e di affermazione della Verità.
Ringrazio il mio difensore – l’avv. Fabio Repici – per l’eccellente impegno profuso nel difendermi.
Ringrazio i tanti amici che mi sono stati vicini da ogni parte d’Italia. Spero solo di trovare il tempo, a questo punto, per rispondere alle centinaia di migliaia di e-mail e di messaggi su facebook che ho ricevuto in questi giorni.
Confermo la mia più assoluta stima ed incondizionata subordinazione al Capo della Polizia, alle Istituzioni dello Stato e ringrazio i tantissimi colleghi della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, del ROS, della DIA e della Guardia di Finanza, con i quali ho avuto l’onore di collaborare in oltre 20 anni della mia attività professionale.
Ringrazio ancora i numerosi signori magistrati – requirenti e giudicanti – che hanno avuto fiducia nel mio lavoro e nella mia persona e che questa fiducia mi hanno confermato fino a ieri, con attestazioni di stima e conferimenti di incarichi in delicatissimi procedimenti di mafia e di omicidio, anche pendenti presso la Procura della Repubblica di Roma che mi ha indagato.
Un grazie particolare va a mia moglie ed ai miei figli, che mi sono stati vicino ed insieme a me hanno sofferto questo calvario e patito le ingiustizie di una perquisizione domiciliare della mia abitazione e delle abitazioni di Trabia e di Castelbuono dei miei congiunti, che i giudici del Riesame di Roma hanno dichiarato del tutto illegittime.
In ultimo mi sia consentito di ringraziare più di tutti Salvatore Borsellino ed i ragazzi del movimento 19 luglio 1992, che mi hanno dato la forza e la voce per resistere alle ingiustizie che ho subito.
Gioacchino Genchi
Palermo, 10 aprile 2009

ilsole24ore.com
10 aprile 2009
Dissequestrato l'archivio di Genchi
di Nino Amadore

Si aggiudica il primo round giudiziario Gioacchino Genchi, il vicequestore e già consulente informatico palermitano indagato dalla Procura di Roma. Il tribunale del riesame ha infatti accolto la richiesta presentata dal legale Fabio Repici: la corte presieduta da Francesco Taurisano ha infatti disposto il dissequestro dell'archivio del consulente di numerose procure italiane e funzionario di polizia attualmente sospeso dal servizio: il sequestro era stato disposto l'11 marzo ma era stato eseguito due giorni dopo. Due i provvedimenti del tribunale romano in relazione ai due distinti procedimenti in cui Genchi è indagato a seguito della sua attività di consulente nelle inchieste Why Not e Poseidon condotte dall'ex magistrato della Procura di Catanzaro Luigi De Magistris che da qualche giorno si è dimesso dalla magistratura per dedicarsi alla politica: sarà candidato alle euuropee nelle liste di Italia dei Valori. Le inchieste a carico di Genchi, cooordinate dai procuratori aggiunti Achille Toro e Nello Rossi sono condotte dal sostituto procuratore Andrea De Gasperis secondo cui Genchi avrebbe commesso i reati di abuso di atti d'ufficio, violazione della legge sulla privacy e violazione della norma della legge Boato che prevede la richiesta di autorizzazione da parte della Camera per acquisire i tabulati dei parlamentari sotto inchiesta.
Il dispositivo del Tribunale del riesame capitolino riguarda sia il sequestro ordinato per il reato di abuso d'ufficio (eseguito sulla base della relazione del Ros dei carabinieri) per quanto riguarda l'utilizzazione di tabulati relativi a deputati e servizi segreti sia per il reato di accesso abusivo all'archivio informatico il cui procedimento è scaturito dalla denuncia di un dipendente dell'Agenzia delle entrate che avrebbe rilevato gli accessi abusivi. Soddisfatto del risultato il legale di Genchi, secondo cui «il tribunale del riesame confermando la nostra censura all'operato della Procura di Roma afferma il principio di legalità violato in ordine da: i magistrati della procura generale di Catanzaro, il Ros dei carabinieri, da un funzionario dell'agenzia delle Entrate e dalla procura di Roma. Preciso che in questa ultima Procura lavorano anche magistrati integerrimi ed eroici. Ma questa indagine dimostra come la direzione di questo ufficio abbia riportato il calendario ai tempi del porto delle nebbie».
«Ho sempre avuto fiducia nella Giustizia e nelle Istituzioni dello Stato – scrive Genchi sul suo blog Legittimadifesa all'indirizzo www.gioacchinogenchi.blogspot.com –. Mi sono difeso nel processo da accuse infamanti, ordite da chi ha cercato e sta cercando in tutti i modi di colpirmi per quello che è stato il mio impegno al servizio della Giustizia, nell'esclusivo interesse di ricerca e di affermazione della verità. Confermo la mia più assoluta stima ed incondizionata subordinazione al Capo della Polizia, alle Istituzioni dello Stato e ringrazio i tantissimi colleghi della Polizia, dell'Arma dei carabinieri, del Ros, della Dia e della Guardia di finanza, con i quali ho avuto l'onore di collaborare in oltre 20 anni della mia attività professionale». La Procura di Roma, secondo quanto riportato dall'Ansa, si riserva di leggere il dispositivo prima di commentare.

Genchi/ Cicchitto: Dissequestro non elimina fatto gravissimo
Magistratura faccia piena luce sulla vicenda 
Roma, 10 apr. (Apcom)
- Per Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, "la decisione del Tribunale del riesame di Roma di annullare il provvedimento di sequestro dell'archivio del dott. Genchi non elimina il fatto che ci troviamo di fronte ad un caso gravissimo che ha recato un vulnus alla vita politica e civile dell'Italia e, pertanto, ci auguriamo - conclude in una nota - che su tutta la vicenda la magistratura faccia piena chiarezza". 

Intercettazioni: Gasparri, giudici hanno preso decisione creativa su caso Genchi 
(Iris) - Roma, 10 apr
- "I giudici del riesame sull'archivio Genchi hanno preso una decisione creativa. Nulla e nessuno cancella la gravità di quanto è avvenuto. Sarebbe divertente se chi prende decisioni simili subisse le violazioni patite da milioni di persone" Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, torna sul caso dell'ex consulente informatico di De Magistris.

.

Minacce ai superstiti: dopo il terremoto, anche l'eruzione del vulcano?

"Premier: "Le mie case per sfollati"
"Già molte persone hanno offerto le proprie case per aiutare gli sfollati del terremoto e anche io farò quello che potrò, offrendo delle mie case": lo ha affermato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, visitando L'Aquila".
(tgcom.mediaset.it, 10 aprile 2009)

"Porto Rotondo, festa di Ferragosto con tanto di vulcano finto a villa Certosa
La simulazione era talmente realistica da scatenare il panico
Lapilli, fumo e lava finta a villa Berlusconi
è subito allarme, centinaia di chiamate al 115
Olbia - Un piccolo vulcano nel parco della villa di Silvio Berlusconi dal quale fuoriescono lapilli e una lunga colata fiammeggiante ed è subito allarme. E' successo a Porto Rotondo, poco dopo l'una del mattino: molti residenti della zona, spaventati dalla spettacolare lava nel parco di Villa Certosa e dalle relative fiamme, hanno tempestato di chiamate il 115, numero di emergenza dei Vigili del Fuoco, Protezione civile e Forestale. 
Le squadre antincendio sono giunte sul posto e hanno accertato che non si trattava altro che di un effetto scenico voluto da Berlusconi per animare la sua festa di Ferragosto".
(La Repubblica, 16 agosto 2006)

.

Libero
10 aprile 2009
La seconda catastrofe: i giornalisti
dall’inviato a L’Aquila
Roberta Catania

.

La Repubblica
10 aprile 2009
I sopralluoghi dei tecnici: "Fondamenta sono state corrose dal sale"
L'Ance: "Cacceremo i colpevoli". A rischio gran parte della edilizia del sud
Il fragile cemento delle case d'Abruzzo
"Lo hanno riempito di sabbia del mare"
di Carlo Bonini

.

La Repubblica
10 aprile 2009
L'inchiesta. In via Campo di Fassa due palazzi gemelli. Uno è
andato giù, e ha fatto 27 morti. L'altro è ancora in piedi. Perché?
Pilastri marci e acciaio liscio
Viaggio nel palazzo della morte
dal nostro inviato Attilio B
olzoni 

.

Corriere della Sera
10 aprile 2009
Di Pietro e l'ospedale: le inchieste archiviate
Giuseppe Guastella

.

Moda: un vestito diverso per la solita coppola

"Caro direttore, esistono differenti visuali da cui osservare e analizzare una realtà complessa come la politica italiana. Se mi ponessi da quella del sociologo e dell’editorialista, ad esempio, devo ammettere che difficilmente potrei scattare una fotografia più nitida nella sostanza di quella immortalata nel fondo di Luca Ricolfi pubblicato in prima pagina sulla Stampa lo scorso lunedì 6 aprile. Ricolfi osserva come la politica e la democrazia italiane siano cambiate negli ultimi anni, entrando in una fase «post-democratica» in cui «i partiti contano sempre di meno e le identità politiche si forgiano innanzitutto nel rapporto tra elettori e leader». E aggiunge che Pdl e Pd oggi sono praticamente la stessa cosa, «due nomenklature conservatrici», «due oligarchie in cui gli elettori contano quasi niente e le segreterie di partito sono onnipotenti». Concludendo che l’unica fondamentale differenza è che la destra vince perché c’è Berlusconi che «in caso di dissenso decide per tutti», mentre a sinistra la mancanza di un leader, e quindi di decisionismo, allontana gli elettori. Fotografia perfetta, appunto. Credo però che Ricolfi comprenderà che nell’ottica del politico non ci si possa accontentare di fotografare l’esistente, ma sia necessario spingersi oltre, tentando di indicare una direzione alla società in cui si vive e di trovare soluzioni ai problemi della comunità... E allora? Già, la domanda che mi pongo, nell’ottica del politico, almeno nella mia, ma credo anche in quella del cittadino comune, è proprio questa: potremmo accontentarci di uno scenario così cupo per la politica italiana, di un’alternativa tra padella e brace con due grandi contenitori equivalenti, leaderistici, conservatori, populisti, in clamoroso deficit di liberalismo?... Personalmente ho deciso di non accontentarmi più, e sono convinto che molti italiani la pensino allo stesso modo e molti altri lo comprenderanno prima o poi. Populismo e leaderismo in questa fase di «post democrazia», come sostiene Ricolfi, sono armi vincenti per aggiudicarsi la maggioranza. Ma se non producono una buona politica sono armi da abbandonare. Il decadimento economico, vorrei aggiungere anche sociale e morale, del Paese nella Seconda Repubblica non è forse il prodotto dell’utilizzo di quelle armi? Per questo un anno fa, sapendo a cosa rinunciavamo - una vittoria certa assieme a Berlusconi - e non sapendo a cosa andavamo incontro, abbiamo abbandonato la barca del bipolarismo populista e ci siamo schierati da soli contro i due grandi contenitori... E poco male se non seguiremo anche noi la moda di oggi. Siamo pazienti e tenaci. Quando prima o poi la maggioranza del Paese si accorgerà che populismo e leaderismo sono abiti troppo stretti, almeno ci sarà qualcuno che avrà confezionato un vestito diverso. Sarà stata pure, almeno fino a quel momento, una minoranza, ma forse non così tanto minoranza come si vorrebbe far credere. E in ogni caso le mode, per fortuna anche quelle sbagliate, passano. (Pier Ferdinando Casini, Presidente dell’Udc, lettera a "La Stampa", 10 aprile 2009)

"Palermo - L'ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro, che si era dimesso dalla guida della Regione dopo una condanna a 5 anni per favoreggiamento nei confronti di due mafiosi, sarà il capolista al Senato dell'Udc in Sicilia. Lo ha stabilito l'ufficio politico del partito riunitosi a Palermo, che ha confermato anche la scelta di presentare una unica lista alle elezioni regionali con lo stesso simbolo presente alle politiche". (Corriere della Sera, 29 febbraio 2008)


sfoglia marzo        maggio
autori
dvd
democrazya
rubriche

signori della corte sentenze italiane sentenze europee

il mattinale

errata corrige

commento del giorno

errata corrige

speciali

l'armadio degli scheletri

passparola

iniziative

no bavaglio

basta

basta

no bday

appello fini travaglio

arrestateci tutti

tutte le iniziative

Premi
Macchianera Blog Awards 2009
perche' voglio scendere

perch� voglio scendere

intervista agli autori

messaggio ai troll

feed

Feed RSS di questo blog Feed RSS di questo blog

feedburner

archivio


agenda 2010
agenda 2010
prossimi appuntamenti
vedi tutti gli appuntamenti
materiale infiammabile

IN EDICOLA
IN LIBRERIA

libri di chiarelettere

diffondi

voglio scendere

incolla il codice sottostante nel tuo blog o sito

premi

intervista agli autori


<[-0.000161712499902933]>