.
Annunci online

abbonamento
0
commenti


gazzettino.it
20 marzo 2009
Bernini: «I nostri sono piccoli debiti, altro che Alitalia»
di Ario Gervasutti

Venezia  - «Di fronte alle voragini dei bilanci di Alitalia e ai debiti nei confronti dell’Erario di società calcistiche come la Lazio o la Roma, potremmo addirittura sentirci orgogliosi». Carlo Bernini ostenta tranquillità e sicurezza. 
 Ne ha viste troppe per scomporsi di fronte al tornado che ha investito i suoi aerei, la sua compagnia aerea, il suo sogno di creare un’alternativa alle rotte a caro prezzo di Airone e Alitalia. 
L’ex ministro ed ex presidente del Veneto oggi alla guida di MyAir non vuole nemmeno indugiare sull’"ironia della sorte" che ha portato di nuovo sulla sua strada, a distanza di tre lustri, lo stesso magistrato che all’epoca lo indagò in uno dei tanti filoni delle tangentopoli che attraversarono l’Italia degli anni ’90. «Eh già, già...». E sorride.
Piuttosto, trova ironico raccontare che proprio ieri il consiglio di amministrazione della compagnia aerea ha approvato la previsione del bilancio del prossimo esercizio, che prevede per la prima volta un utile piuttosto consistente. Com’è possibile? «Semplice: il costo del carburante si è quasi dimezzato, e con le nuove rotte a partire dalla stagione estiva è sicuro un consistente aumento dei passeggeri. Nè più nè meno quello che prevedono tutte le altre compagnie. O meglio: quasi tutte». 
Il "quasi" si riferisce alla nuova Alitalia, è lì che va il pensiero di Bernini e di tutti i 400 dipendenti della compagnia veneta che ieri ha subìto la mazzata dell’indagine per bancarotta. In realtà, secondo la linea difensiva del gruppo che ha come amministratore delegato Vincenzo Soddu e come autorevole membro del consiglio di amministrazione l’ex arbitro bassanese Luigi Agnolin, MyAir ha una sola vera e consistente esposizione: verso l’Erario. Mancano all’appello 18 milioni di euro (anche se la società dice che sono meno, circa 12) di contributi non versati nel corso dell’ultimo anno e mezzo. 
«La spiegazione c’è - dice Bernini - ed è analoga a quella di centinaia e centinaia di aziende che nell’ultimo anno si sono ritrovate a fare i conti con una crisi senza precedenti. Ed è questa: di fronte a incassi in calo, abbiamo scelto di mantenere i posti di lavoro e di chiedere contestualmente all’Erario la possibilità di dilazionare nel tempo i pagamenti dei contributi». E la risposta? 
«Mai ricevuta».
Sono cinque - sostengono dal quartier generale di MyAir - le richieste inviate per negoziare una rateizzazione del debito. Ma nessuna di queste ha avuto riscontro, contrariamente a ciò che è avvenuto per centinaia e centinaia di imprese nelle identiche condizioni. Da qui l’esempio della Roma e della Lazio, per rimanere nel calcio. E in quei casi non si parla di 12 o 18 milioni, ma di oltre trecento. 
«Come mai quelle società sono ancora in piedi e nessuno le tocca?». La domanda che si pongono a Thiene e a Tessera in effetti non è priva di fondamento. Come non lo è la successiva: «Come mai nessuno ha indagato i vertici di Alitalia che hanno un debito verso il solo Enav di oltre 160 milioni di euro?».
La risposta è nei sorrisi amari e nello scuotimento di teste con i quali i dipendenti di MyAir accolgono i giornalisti: hanno la consegna del silenzio, ma non ci vuole molto a capire da che parte stanno. Sono molte le cose che - a registratori spenti e con la promessa dell’anonimato - li lasciano perplessi: «Come mai abbiamo letto la notizia dell’inchiesta e degli avvisi di garanzia su internet prima ancora che la Finanza arrivasse a perquisire gli uffici? E se per ipotesi stamattina con un bonifico si fosse pagato il dovuto? E come mai alcune compagnie aeree vengono salvate e altre vengono colpite, guarda caso proprio quelle che hanno sostituito Alitalia su tratte dove ci sono un milione e mezzo di passeggeri?».
Anche in questo caso, le risposte sono nelle frasi a mezza bocca, e sono riassumibili in un concetto: non sono bastati i miliardi per salvare la compagnia di bandiera che ancora annaspa, perciò si tolgono di mezzo fastidiosi concorrenti. Una linea difensiva che non affronta ovviamente i dettagli degli elementi accusatori che hanno portato al blitz della Procura e della Finanza, ma che comunque disegnano uno scenario "politico".
Dicono a MyAir che Meridiana sarebbe "intoccabile" perché godrebbe delle protezioni di An, Easyjet oltre che essere straniera è talmente forte che se venisse sfiorata potrebbe scatenarsi e far viaggiare i passeggeri gratis fino a stroncare la faticosa rincorsa di Alitalia: perciò, la vittima sacrificale più facile da colpire rimane la piccola compagnia veneta. Proprio alla vigilia della ripresa della stagione, quando sarebbero bastati gli incassi dei voli pasquali per cominciare a ridurre l’esposizione. «Ma per noi non cambia nulla - avverte con una punta di orgoglio Bernini -: MyAir continua a volare e le carte dimostreranno che siamo in grado di continuare a crescere. A dispetto di qualcuno».

Ministero per l'Attuazione del Programma di Governo
Ministro: On. Gianfranco Rotondi

Comitato Tecnico Scientifico per il controllo strategico nelle amministrazioni dello Stato
collocato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento programma di Governo e svolge la propria attività avvalendosi del supporto tecnico del predetto Dipartimento.
Esso, ai fini del coordinamento delle attività di competenza delle amministrazioni dello Stato in materia di valutazione e controllo strategico di cui all’art. 6 del d.lgs 286/99, ha le seguenti attribuzioni:
- svolge attività di supporto al Presidente del Consiglio dei Ministri o al Ministro da lui delegato, per assicurare la coerenza tra il programma di Governo e la pianificazione strategica dei Ministeri in relazione alle funzioni di direzione della politica generale e di mantenimento dell'unita'd'indirizzo politico ed amministrativo del Governo;
- promuove l'utilizzo di metodologie e strumenti comuni per la pianificazione strategica delle amministrazioni dello Stato, la circolazione di informazioni e documenti, il confronto di buone prassi, l'accumulo e la diffusione di conoscenze, anche con riferimento alle esperienze di altri Paesi;
- elabora metodologie e strumenti per assicurare e migliorare il collegamento fra gli obiettivi strategici e l'allocazione e l'uso delle risorse nelle amministrazioni dello Stato;
- elabora proposte per la progressiva integrazione tra il processo di formazione del bilancio ed il processo di pianificazione strategica delle amministrazioni dello Stato;
formula, anche su richiesta del Presidente del Consiglio dei Ministri, valutazioni specifiche di politiche pubbliche o programmi operativi plurisettoriali.
Il Comitato è composto da:
On. Dott. Paolo Cirino Pomicino - Presidente 
Dott. Vincenzo Chianese - Componente 
Dott. Giancarlo Morcaldo - Componente 
Dott.ssa Federica Collaretti - Componente 
Alle sedute del Comitato partecipano, con funzioni consultive, il Capo del Dipartimento per il programma di Governo, Giuseppina Perozzi, il Capo del Settore Legislativo, Emidio Frascione e i Consiglieri giuridici del Ministro per l’Attuazione del programma di Governo, Carlo Bernini e Augusto Pistolesi. 


gazzettino.it
19 marzo 2009
Caso Myair, inchiesta per bancarotta
Tra gli indagati anche Bernini e Agnolin
Sequestrata documentazione nelle sedi di Treviso, Vicenza 
e Verona. Coinvolti l'ex ministro dei Trasporti e l'ex arbitro
 
Vicenza - Perquisizioni e sequestri di documentazione, questa mattina, nella sede e nelle abitazioni degli amministratori della compagnia aerea Myair.com Spa, con base a Torri di Quartesolo (Vicenza). Accertamenti anche nelle province di Verona e Treviso. Una bufera giudiziaria si è abbattuta sulla compagnia aerea low cost Myair.com, nelle cui sedi oggi si sono presentati per una serie di perquisizioni gli uomini della Guardia di Finanza. L'ipotesi è quella di reati fallimentari e tributari, fra cui il mancato versamento all'Erario di imposte e contributi previdenziali per 18 milioni di euro.
Sono otto gli indagati, fra cui l'ex ministro dei trasporti Carlo Bernini, numero uno di Myair, il suo vice Vincenzo Soddu, ex comandante delle Frecce Tricolori ed ex ad di Volare, e l'ex arbitro di calcio Luigi Agnolin. Perquisizioni e sequestri di documentazione sono scattati nella sede di Myaair, a Torri di Quartesolo (Vicenza), e nelle abitazioni degli amministratori della compagnia aerea. Bancarotta, ricorso abusivo al credito e omesso versamento di iva, imposte dirette e contributi previdenziali, a partire dal 2006 (per un importo di 18 mln) sono le ipotesi di reato sulle quali sta lavorando la procura di Vicenza. 
L'inchiesta è coordinata dallo stesso procuratore capo, Ivano Nelson Salvarani. L'indagine era stata aperta nei mesi scorsi. Myair.Com è il nocciolo operativo del gruppo che fa capo alla Flyholding spa, gruppo che nel 2007 aveva un fatturato consolidato di 260 milioni di euro. I militari delle fiamme gialle hanno eseguito perquisizioni a Vicenza, Verona, Treviso, Roma, Cagliari.
L'attività di indagine è volta ad individuare la reale situazione debitoria della compagnia aereà, nonché eventuali ulteriori elementi connessi ai reati già ipotizzati. Sono state effettuate acquisizioni documentali relative a Myair anche presso la sede di Roma dell'Enac.
Voli comunque regolari. Lo sviluppo dell'indagine non ha influito sull'operatività dei voli della compagnia, che a tuttoggi è regolare. In una nota diffusa in serata, Myair.com ha affermato di aver dato «la massima collaborazione agli investigatori».
Myair: «In questa situazione i debiti non sono una vergogna». La compagnia aerea Myair.com, in relazione all'inchiesta che la riguarda, sottolinea che «avere debiti, in questo periodo, non è una vergogna». La società - in una nota - precisa che «le cifre dovute sono comunque inferiori a quelle riportate. Non sono mai stati nascosti dati e l'Iva è sempre stata dichiarata». 
Myair aveva inoltre da tempo chiesto ufficialmente il riscadenziamento degli importi dovuti, «senza peraltro ottenere mai una risposta». Nonostante ciò la società «ha garantito e mantenuto, nonostante il periodo di crisi economica generale e di difficoltà, tutti i 400 posti di lavoro dei dipendenti di Myair.com». 
«Ci auguriamo - conclude la compagnia - di essere trattati allo stesso modo in cui sono state trattate nei mesi scorsi anche le altre compagnie aeree nazionali». 
La società Myair.com, con circa 320 dipendenti, nata nel 2004 per volontà di alcuni dirigenti provenienti dal Gruppo Volare in amministrazione straordinaria, è presente nel mercato europeo delle oltre 40 compagnie aeree low cost, con una flotta composta da 3 Airbus A320 e 4 Bombardier Crj900 e con basi principali gli aeroporti di Bergamo, Venezia e Bari. La Myair.com ha una rete internazionale attiva soprattutto nel sud Europa ed è in partnership con la Darwin Airlines (compagnia svizzera) e la Sky Europe (compagnia slovacca).

gazzettino.it
20 marzo 2009
Myair. Buco da 50 milioni, la Procura:
«Debiti anche in Francia e Spagna»
Agli otto indagati della compagnia aerea veneta contestati
l'omessa richiesta di fallimento e l'abusivo ricorso al credito

Vicenza - Ancora novità sul caso Myair, la compagnia aerea veneta finita nel mirino delle Fiamme gialle per reati fallimentari e tributari: i debiti della compagnia non sarebbero solo in Italia ma anche in Francia e Spagna. L'ammontare dell'esposizione di Myair potrebbe addirittura toccare la cifra di 50 milioni di euro.
A rivelarlo è stato quest'oggi il procuratore capo di Vicenza, Ivan Nelson Salvarani, che sta seguendo personalmente il fascicolo nel quale figurano indagati 8 amministratori della compagnia, tra cui il presidente Carlo Bernini.
«I sintomi di insolvenza sono gravi - ha detto Salvarani - e sono quantificabili in 18-20 milioni di euro solo nei confronti dell'erario dello Stato. Ma ci sono debiti anche nei confronti di stati esteri come Francia e Spagna, dove la compagnia aerea si trova ad operare, con i fornitori di carburanti, gli aeroporti dove si appoggia la flotta e le aziende di leasing che hanno la proprietà degli aeromobili».
La procura si muove comunque con prudenza: Salvarani ha spiegato che al momento è stata contestata solo l'omessa richiesta di fallimento e l'abusivo ricorso al credito, «ma non escludiamo - ha aggiunto - che si possa aggravare o semplificare. Mi auguro che i responsabili di Myair possano ricapitalizzare la società, trovare nuovi fondi e proseguire l'attività». 
Del resto se la Procura verificasse che l'insolvenza, già grave, fosse anche irreversibile - ha proseguito il magistrato - sarebbe essa stessa ad avanzare l'istanza di fallimento al tribunale.

Corriere della Sera
21 novembre 1998 
Tangenti, Bernini e De Michelis
Due ex ministri e una piccola " amnistia "
Gian Antonio Stella

Tangenti, cavillo annulla - rimborsi 
Poche righe hanno stravolto le norme per i risarcimenti alla Corte dei Conti dei danni anteriori al '94.
In Veneto Bernini e De Michelis non restituiranno le mazzette


Ci hanno tirato un "pacco". E' successo due anni fa, il 19 dicembre 1996. Mentre gli italiani si affaccendavano in giro per i negozi in cerca di orsacchiotti e cravatte e maglioni da mettere sotto l'albero, il regalo piu' bello lo stavano infiocchettando, nella distrazione generale, i senatori riuniti a Palazzo Madama. Beneficiari: i principali protagonisti di Tangentopoli. Se n'e' accorto l'altro giorno il vice - procuratore della Corte dei Conti di Venezia, Carmine Scarano. Il quale ha scoperto che, a causa di due righe di testo infilate in una legge, non puo' chiedere a Gianni De Michelis e Carlo Bernini (apripista, c'e' da scommettere, di una sfilza di altri miracolati) di restituire allo Stato 840 milioni di tangenti. Di righette infilate qua e la' le leggi patrie son sempre state piene. Basti ricordare le sette parole scodellate in un articolo della Finanziaria del '94: "Al comma 1, sopprimere la lettera d". Un ritocco in burocratese puro. Asettico. Apparentemente innocuo. Ma in grado di abolire l'abolizione delle agevolazioni fiscali per le attivita' commerciali dei partiti, a partire dalle feste dell'Unita', dell'Amicizia, della Vela, della Lega... O la frasetta con la quale il 29 dicembre 1973, nel quadro di una legge delega nella quale non c'era traccia della cosa, veniva concessa la pensione ultra - baby alle mamme statali con 14 anni, 6 mesi e 1 giorno di contributi. O ancora le due righe con le quali il ministero dei Lavori pubblici in mano allora a Franco "Zapon" Nicolazzi tento' di violare sottobanco tre leggi sfilando un appalto miliardario all'Anas per darlo a Edoardo Longarini. Righe nascoste dove? In un decreto sullo smaltimento delle arance.
E ogni volta: oh, scusate, e' stata una svista, non ce n'eravamo accorti, adesso rimediamo. Scommettiamo? Lo diranno anche oggi. Sostenendo che, in se', le parole galeotte scovate dal giudice veneziano hanno una loro immacolata coerenza legislativa. Dicono infatti: "La Corte dei conti giudica sulla responsabilità amministrativa degli amministratori e dipendenti pubblici anche quando il danno sia stato cagionato ad amministrazioni o enti diversi da quelli di appartenenza per i fatti commessi successivamente all'entrata in vigore della presente legge". Trovato il trucco? Non e' facile. Il gioco a grandi linee, senza impantanarci nei dettagli, puo' essere ricostruito cosi': fino al '94, cioe' fino a due anni dopo Tangentopoli e la scoperta che su ogni appalto pubblico veniva pagata una tangente (tanto che il Centro di ricerca Luigi Einaudi diretto da Mario Deaglio ha stimato intorno ai 110 mila miliardi il valore delle sole mazzette pagate tra il 1981 e il 1991, con un danno ingigantito dalla necessita' dello Stato di indebitarsi ulteriormente per far fronte al buco) il diritto - dovere della Corte dei Conti di fare pagare i danni causati dai dipendenti pubblici o dai pubblici amministratori disonesti alle casse dello Stato era ovvio. Il nostro, pero', e' un Paese dove perfino chi si e' visto crollare la casa per il terremoto si ritrova a dover chiedere i rimborsi in base a norme allucinanti tipo "le graduatorie di cui al comma 1 sono formate con l'utilizzazione degli indicatori di cui all'articolo 6, comma 4, lettera a), numeri 1, 2, 3 del regolamento adottato con decreto del Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato 20 ottobre 1995, no 527 e successive modificazioni...". Cosi' anche la nostra legge sui risarcimenti, come spesso accade in un sistema dove l'ossessivo ricorso alle virgole e ai punti e virgola porta a processi mostruosamente cavillosi, era interpretata qua e la', in giro per l'Italia, in maniera differente. Ed ecco che, nel gennaio '94, hanno deciso di fare una nuova legge (il caos e' tale che la Gazzetta Ufficiale siciliana e' arrivata a pubblicare nello stesso giorno due norme delle quali la seconda aboliva la prima che nella pagina precedente era appena entrata in vigore) che interpretasse quella precedente. Operazione sostanzialmente ripetuta nel 1996 per interpretare definitivamente l'interpretazione del 1994. Ed e' stato qui che, accogliendo un emendamento all'articolo 3 ("c - bis) il comma 4 e' sostituito dal seguente...") firmato da tre esponenti di An, cioe' Paolo Armaroli, Riccardo Migliori e Sergio Cola, e' passata alla Camera, in Commissione e poi al Senato (col voto contrario della sola Lega) una versione finale che, al precedente testo che si concludeva con la parola "... appartenenza" aggiungeva: "per i fatti commessi successivamente alla data di entrata in vigore della vigente legge". Una precisazione piccola piccola. Apparentemente ovvia. Ma che cancellava con 14 parole, dice il magistrato contabile veneziano che, di nuovo nella disattenzione generale (fatta eccezione per il Gazzettino), ha deciso di archiviare il fascicolo sulle tangenti pagate per la "bretella" di Tessera, ogni possibilita' della Corte dei Conti d'imporre il risarcimento per le mazzette pagate prima del '94. Anche nei casi piu' plateali. Come questo. Gianni De Michelis, gia' condannato come gli altri in primo grado, aveva patteggiato qualche mese fa in appello 18 mesi di carcere; Carlo Bernini 16; Franco Cremonese (l'ex presidente regionale doroteo) 17; Franco Ferlin e Giorgio Casadei, i "cassieri" dei due ex ministri, 16 e 4 mesi. Il Doge socialista aveva preso 340 milioni, quello dc 500. Soldi spesi per mantenere le loro correnti, storici baluardi della democrazia occidentale: fettuccine, volantini, segretarie leopardate bionde e more, prosecchi, uffici elettorali, tagliate di manzo, manifesti, pate' e portaborse. Ma "prima" di quelle due righette approvate nel '96. 

Corriere della Sera
22 novembre 1998 
Lettere e idee. 
Tangenti
L' emendamento di An

L'emendamento di An In relazione all'articolo dal titolo "Due ex ministri e una piccola "amnistia", a firma Gian Antonio Stella (Corriere, 21 novembre), nel quale si avanza la stravagante tesi che, grazie a un emendamento di Alleanza nazionale, Gianni De Michelis e Carlo Bernini l'avrebbero fatta franca, nella mia veste di capogruppo di Alleanza nazionale alla commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati vorrei precisare: 1) l'emendamento presentato in commissione dal sottoscritto, con i colleghi di gruppo Riccardo Migliori e Sergio Cola, e approvato dalla commissione stessa l'11 dicembre 1996, ha avuto il merito di reintrodurre una disposizione prevista dall'art. 1, comma 4, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successivamente abrogata. Della correttezza di questo nostro emendamento, nella seduta dell'assemblea di Montecitorio del 18 dicembre 1996, hanno lealmente dato atto sia il relatore di maggioranza, il popolare Vincenzo Cerulli Irelli, sia il relatore di minoranza, Franco Frattini, di Forza Italia. E del resto il presidente della commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama, il diessino Massimo Villone, nella seduta dell'assemblea del Senato del 19 dicembre 1996 ha ben sottolineato che questo emendamento non ha il benche' minimo intendimento "assolutorio". 2) Alleanza nazionale, con il consenso della commissione, ha percio' ottenuto il risultato di affidare una volta per tutte alla Corte dei conti il giudizio sulla responsabilita' amministrativa degli amministratori e dipendenti pubblici, anche quando il danno sia stato cagionato ad amministrazioni o enti diversi da quelli di appartenenza. E di cio' tutti coloro che amano puntuali controlli sull'operato della pubblica amministrazione e sono contro le devastazioni prodotte da Tangentopoli ci dovrebbero essere grati. 3) Per quanto poi riguarda la precisazione che il giudizio della Corte dei conti si riferisce a fatti commessi successivamente alla data di entrata in vigore della legge, questo e' semplicemente un fatto di civilta' giuridica, per il buon motivo che di norma non si possono addebitare responsabilita' retroattivamente. E, comunque, la responsabilita' e' stata reintrodotta a far tempo dal gennaio del 1994, quando essa era stata introdotta. 
On. Paolo Armaroli 
Della correttezza formale dell'emendamento nessuno ha mai dubitato. Resta il fatto che prima di quell'emendamento Bernini e De Michelis avrebbero potuto essere chiamati a restituire 840 milioni di tangenti. Dopo quell'emendamento, no. 
Gian Antonio Stella

.

Stasera ad AnnoZero la rubrica di Marco Travaglio:

United States v. Madoff

"...our review of the record confirms that the district court’s findings were sufficient under the circumstances of this case. The defendant’s age and his exposure to imprisonment are undisputed, and the court did not err in inferring an incentive to flee from these facts. Moreover, the district court’s finding that the defendant has the means - and therefore the ability - to flee was not clear error..."
cfr.
09-1025-cr
United States v. Madoff
UNITED STATES COURT OF APPEALS
FOR THE SECOND CIRCUIT
SUMMARY ORDER



G20: c.v.d.

"Il giro di vite sui paradisi fiscali fornisce un'utile strategia a un uomo politico che si trovi in una situazione difficile: dà il senso della concretezza, dell'equità e della decisione. Se al baraccone del G20 che giovedì si produrrà nella giornata dell'accordo universale per salvare il mondo non combinano nient'altro, potrebbero almeno convenire sul fatto che i paradisi fiscali sono un brutto brufolone sulla faccia della finanza internazionale. Danno ai ricchi la possibilità di evitare di pagare quella che Gordon Brown definirebbe la "giusta parte" di tasse che gli spetta. 

Ora il presidente della Commissione Europea Jose Manuel Barroso vuol rendergli la vita più difficile, mentre il presidente del Brasile, Lula, vorrebbe farli definitivamente fuori.
Quando tra i politici regna grande accordo, é il momento di cominciare a stare attenti all'argenteria di casa. Fortunatamente, pare che i leaders che a Londra si aggireranno dalle parti dell'ExCeL Centre, impegnati a riempire di balle i loro comunicati, non riescano a trovare un accordo neppure su un elenco di paesi da definire come paradisi fiscali...". (continua)
(Neil Collins, Reuters columnist, guardian.co.uk, London, Tuesday March 31 2009)

2 aprile 2009

repubblica.it
Nuove regole per la finanza, mai più bonus ai manager che fanno fallimento
Nella black list Costa Rica, Malaysia, Filippine, Uruguay. 
Accordo G20: 5mila mld entro 2010
Ecco la lista dei paradisi fiscali

Diretta - Economia 
Al via tra le proteste i lavori del G20


Grandi divisi, scontro sui paradisi fiscali
Si apre a Londra il summit dei leader. Contrasti tra i Paesi: Merkel e Sarkozy insoddisfatti delle proposte di Obama. Forse rinvio per la 'black-list' dei Paesi preferiti per i conti off-shore. Berlusconi ottiene inserimento 'social pact' nel documento finale. Attese altre manifestazioni di piazza, dopo gli scontri di ieri, in seguito ai quali sono stati effettuati 86 arresti dalla polizia britannica

12:51 Leader ancora divisi sui paradisi fiscali 
Sulla lista dei paradisi fiscali il G20 è ancora diviso. E' quanto si è appreso da fonti francesi prima che il dossier venga affrontato dai leader del G20. E' una questione "molto complicata", hanno rilevato le fonti. Francia e Germania, sostenute anche dal Brasile e da altri paesi, vogliono la pubblicazione della lista. Molti altri non sono di questo avviso. La discussione, hanno sottolineato ancora le stesse fonti, si concentra su questioni come i criteri in base ai quali deve essere compilata la lista e chi deve procedere alla redazione.

11:08 Pronta la bozza per la supervisione degli hedge funds 
Nella bozza di comunicato finale a cui hanno lavorato stanotte gli sherpa e che è all'attenzione dei leader del G20 a Londra, emerge l'ipotesi di sottomettere per la prima volta gli hedge fund alla supervisione di una nuova agenzia internazionale e di un fondo dell'Fmi. Tuttavia non c'è ancora accordo sulla quantità di risorse da assegnare al fondo monetario, sui soldi da destinare agli aiuti all'export e sulla lotta ai paradisi fiscali.

11:05 Alle 15.30 conferenza stampa di Berlusconi 
E' prevista intorno alle 15.30 (16.30 ora italiana) la conferenza stampa del presidente del consiglio, Berlusconi, al termine dei lavori del G20. Alla conferenza stampa parteciperà anche il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti.

10:45 Verso il rinvio per l'elenco dei paradisi fiscali 
L'elenco dei paradisi fiscali potrebbe non uscire oggi dal vertice di Londra. E' quanto si apprende da fonti diplomatiche. Francia e Germania (in primis il presidnete francese Nicolas Sarkozy) stanno insistendo - spiegano le stesse fonti all'Agi - affinchè al G20 ci sia una 'black-list' in modo da mettere al bando i segreti bancari. Ma l'ipotesi che sembra affacciarsi è che l'accordo possa essere trovato non alla riunione di oggi, ma presumibilmente alla Maddalena, in occasione del G8. Resistenze arrivano per esempio da Paesi come la Gran Bretagna. "Non tutte le nazioni - riferiscono fonti diplomatiche - vogliono che venga stilato un elenco, ci sono delle trattative in corso".

sfoglia marzo        maggio
autori
dvd
democrazya
rubriche

signori della corte sentenze italiane sentenze europee

il mattinale

errata corrige

commento del giorno

errata corrige

speciali

l'armadio degli scheletri

passparola

iniziative

no bavaglio

basta

basta

no bday

appello fini travaglio

arrestateci tutti

tutte le iniziative

Premi
Macchianera Blog Awards 2009
perche' voglio scendere

perch� voglio scendere

intervista agli autori

messaggio ai troll

feed

Feed RSS di questo blog Feed RSS di questo blog

feedburner

archivio


agenda 2010
agenda 2010
prossimi appuntamenti
vedi tutti gli appuntamenti
materiale infiammabile

IN EDICOLA
IN LIBRERIA

libri di chiarelettere

diffondi

voglio scendere

incolla il codice sottostante nel tuo blog o sito

premi

intervista agli autori


<[0.016064612500486]>