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"Malgrado le sue remote origini liberali l'Italia moderna é storicamente un paese di destra. Eppure lascia profondamente colpiti il pensiero che, questa settimana, al summit in programma a Londra, fra i venti leader mondiali, ci sarà un capo di governo che ha appena ricostituito la propria base politica sulle fondamenta costruite dai fascisti, e che sostiene che, come risultato, la destra resterà al potere per generazioni".
(Italy: Fascism's shadow, Editorial, The Guardian, Monday 30 March 2009)

"Ringrazio e saluto Stefania Craxi, figlia e degna erede di un mio carissimo amico. Bettino Craxi ebbe tra l'altro un grande merito: fu il primo presidente del Consiglio a rivolgersi ai banchi della destra, attribuendogli pari dignità democratica".
(Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, intervento al congresso nazionale del popolo della Libertà, Ansa, 7 marzo 2009)

Onorevole Berlusconi, nelle carte prodotte in aula dal dottor Ielo molti intravedono un legame tra Craxi e Forza Italia... 
"E' una cosa grottesca. Semplicemente falsa. Quella di Ielo è pura strumentalizzazione, è lo stravolgimento della realtà. Forza Italia e Craxi sono politicamente lontani anni luce...
(Silvio Berlusconi, La Repubblica, 1 ottobre 1995)

Corriere della Sera
1 ottobre 1995
Ricordi
Bossi: quando chiesi a Silvio del suo capo 

Roma . Umberto Bossi, intervistato dal Tg3, ha ricordato un episodio accaduto a casa di Berlusconi. "Una sera a casa sua . ha raccontato Bossi . gli chiesi ironicamente: "Come sta il tuo Capo?". Mi rispose che non stava molto bene. Ribattei che, evidentemente, il rapporto telefonico con Craxi era continuo e quotidiano. Berlusconi mi disse che non era così ... L' impressione che ebbi era che ci fosse un colloquio costante".

La Repubblica
5 maggio 1998  
Craxi spinse Berlusconi in politica
e.b.

Palermo - "Fu Bettino Craxi a spingere Silvio Berlusconi a muoversi in politica". Lo ha sostenuto, affermando di avere assistito ad uno dei colloqui decisivi tra l' ex segretario socialista e il patron della Fininvest, Ezio Cartotto, già militante democristiano, cresciuto all' ombra del senatore Alberto Marcora. Cartotto tra il ' 92 e il ' 93 studiò, da consulente di Publitalia, l' impatto che gli accadimenti politici avrebbero avuto sulle aziende del Cavaliere. Citato come testimone al processo per mafia in corso a Palermo a carico di Dell' Utri, Cartotto ha detto che Craxi nel '93 sollecitò Berlusconi, preoccupato per le sorti delle sue aziende, a creare un movimento che rompesse la Lega e che fosse radicato al Nord, ritenendo che per il Sud fossero sufficienti le liste "fai da te" degli ex notabili democristiani e socialisti. Berlusconi insisteva invece per mettere insieme tutti i voti moderati. Per questo furono contattati Amato, Martinazzoli e Segni. Ma già nel '92, qualcosa bolliva in pentola. Tant'è che Cartotto fu chiamato da Dell'Utri a svolgere alcune conferenze politiche ai quadri di Publitalia. I ripetuti attacchi sulla stampa, infittitisi l' anno successivo e un "decisivo" fondo di Eugenio Scalfari "con il quale si chiedeva alle banche di far rientrare la Fininvest dalle esposizioni debitorie diedero impulso ad un progetto politico autonomo". Indagato per false fatturazioni nell' ambito del procedimento torinese contro i consulenti di Publitalia, Cartotto ha ammesso di avere richiesto una candidatura a Berlusconi. "Lui si impegnò ma a tutt'oggi non so perché non fu accolta". Come risarcimento sollecitò la nomina a sottosegretario dell' avvocato milanese Garavaglia, ma anche questa richiesta fu disattesa. Per sè ha rivendicato un "contributo decisivo" per la nascita del governo Berlusconi sostenendo di avere cercato in Senato i voti mancanti "convincendo il senatore di La Spezia, Mario Grillo", che poi sarebbe divenuto sottosegretario.

La Repubblica
9 ottobre 1997 
Roma - "Marcello Dell' Utri era legato a Ciancimino": è l' ultima accusa emersa dalla deposizione resa il 20 giugno scorso davanti al pm palermitano Nico Gozzo da Ezio Cartotto, che fu segretario dell' ex ministro dc Giovanni Marcora e 'consulente politico' di Berlusconi nel '92. Cartotto ha dichiarato di aver conosciuto Dell' Utri in occasione di qualche congresso dc, e che il deputato forzista gli parlò bene dell' ex sindaco di Palermo. Cartotto ha aggiunto che "nei suoi discorsi colsi la volontà di diventare lui stesso un Berlusconi". L' ex dirigente Publitalia avrebbe anche detto a Cartotto: "Silvio non capisce che deve ringraziarmi perchè se dovessi aprire bocca io...". Immediata la replica di Dell' Utri: "Stento a credere - ha detto - che Cartotto abbia potuto fare queste dichiarazioni che, se vere, sono delle pure farneticazioni".

La Repubblica
8 giugno 2004
L'accusa a Dell' Utri: garantì il patto Fi-mafia
Alessandra Ziniti

Palermo - Non è più solo il boss mafioso piazzato ad Arcore come stalliere, gli attentati alla sede Fininvest, il minacciato sequestro del figlio di Berlusconi o il pizzo per l' installazione dei ripetitori tv. Sono trent' anni di un sodalizio con i boss di Cosa nostra approdato, nella stagione delle stragi del 92, al nuovo patto politico mafioso tra Cosa nostra, alla ricerca di nuovi interlocutori nelle stanze del potere, e il nascente soggetto politico di Forza Italia. Un patto, approvato dal superlatitante Bernardo Provenzano in persona, e che porta la firma di Marcello Dell' Utri. Nella penultima udienza della loro requisitoria, riservandosi per oggi la richiesta di condanna (probabilmente a 12 anni) del senatore di Forza Italia accusato di concorso esterno in associazione mafiosa, i pm affondano il coltello nel cuore delle responsabilità dell' uomo che avrebbe convinto Silvio Berlusconi a scendere in campo in politica proprio per stringere il patto con quei referenti di Cosa nostra ai quali avrebbe garantito, in un arco di tempo di dieci anni, la soluzione dei problemi che stavano a cuore all' organizzazione mafiosa: pentiti, magistrati, carcere duro e revisione dei processi, confisca dei beni. «In cambio - ha detto il pm Antonio Ingroia, richiamando le dichiarazioni del pentito Antonino Giuffrè - i boss si sarebbero impegnati a sostenere elettoralmente Forza Italia e ad adottare la cosiddetta strategia dell' inabissamento, mettendo da parte ogni azione clamorosa». La via della trattativa con lo Stato avrebbe dunque avuto come protagonista Marcello Dell' Utri. Un teorema che Dell' Utri ha provato subito a smontare affidandosi alle date. «Berlusconi mi comunicò la sua intenzione di scendere in politica solo nel settembre del ?93», ha dichiarato in aula il senatore. «Menzogne alle quali non crede nessuno - hanno concluso ieri i pm - . A confermare le parole dei pentiti ci sono anche alcuni personaggi insospettabili, quasi tutti testi della difesa». Dall' analista politico Ezio Cartotto ad alcuni componenti del comitato editoriale Fininvest Federico Orlando, Enrico Mentana, Maurizio Costanzo fino ad arrivare a Gianni Letta. Tra la fine del '92 e l' inizio del '93 tutti sapevano del progetto berlusconiano di scendere in campo. «Il kit elettorale, con tanto di inno e gadget fu mostrato a Indro Montanelli nel giugno del '93 - ha ricordato il pm - è credibile che tutti sapessero tranne Dell' Utri? Non ci crede nessuno». Il senatore, che oggi dovrebbe essere in aula per assistere alle richieste dell' accusa, commenta: «La pubblica accusa continua a scrivere una sceneggiatura degna di una fiction. Avverto i miei familiari e amici che la richiesta di pena che sarà pronunciata dai pm non va confusa con la sentenza del Tribunale in autunno». 

La Repubblica
22 febbraio 1994
"Io, l' amico Bettino e la p2 ..."
Vittorio Testa

Roma - "Mi chiedete come mi sono trovato? Beh, Minoli non mi ha fatto dire nulla, non mi ha fatto parlare", dice Silvio Berlusconi, reduce dall' ora di faccia a faccia a ' Mixer' , tra il serio e il faceto, più serio che faceto, per la verità. E Minoli: "Come? Altro che se l' ho fatto parlare: gli ho fatto le domande che tutti avrebbero voluto fargli. Lui è un gran combattente che però predilige la tecnica del clinch, avanza ma poi si rifugia nell' angolo. Si vede che è abituato ad avere la televisione più che a farla". Metafora pugilistica, quella di Giovanni Minoli; metafora adatta al clima dell' intervista, a un Minoli con i guantoni, molto aggressivo, pronto a incalzare. Berlusconi che vuol dare di sé l' immagine di uomo paziente che crede nella propria intangibilità, arrivando a opporre un sorriso persino alla pugnalata minoliana più perfida. "Dottor Berlusconi, qual è il suo ideale di donna?". "Mi è facile rispondere: mia moglie". E Minoli, che nella scheda d' apertura aveva ricordato le "due mogli e i cinque figli" del Cavaliere: "Questa?". Si comincia a registrare in ritardo, alle 18 anziché le 16,30. Un paio di minuti spesi per ripennellare di fard il naso ombreggiato del Cavaliere che a gesti invoca il soccorso della truccatrice. Poi la scheda d' apertura che mette in fila gli argomenti chiacchierati. E difatti il Cavaliere dice subito: "Non m' è piaciuta, troppe falsità". E via nel duello. Craxi. "Amicizia personale. Per quanto riguarda il mio successo di imprenditore non gli devo nulla". E quel decreto che riaccese le tv oscurate dai pretori? "C' era una rivolta in atto nel paese: qualunque buon governante l' avrebbe adottato. E del resto con quel decreto fu data Rai 3 al Partito comunista". Ma adesso c' è Craxi dietro il Berlusconi politico? "Una falsità". Gelli e P2. "E' abietto continuare con questa storia...". E Berlusconi ripete per l' ennesima volta la spiegazione: iscrizione su pressione di un amico (Gervaso), arriva la tessera da "apprendista muratore", si fa una risata con i suoi collaboratori presenti ("a me, che sono il costruttore numero uno in Italia!"), la rispedisce al mittente. "Fu un incidente senza colpa: Gelli godeva di grande credito e prestigio, la P2 appariva come un club che raccoglieva gli uomini migliori d' Italia". Proprietà della Fininvest. Come mai tutte quelle misteriose holding, addirittura 48? "La Fininvest è interamente mia e di alcuni miei familiari. Se lei riesce a dimostrare che così non è gliela regalo! Quella struttura mi fu consigliata negli anni Settanta, anni drammatici durante i quali c' era il pericolo che mio figlio fosse rapito. Mi consigliarono dunque quella struttura per non appalesare l' intera proprietà". I debiti Fininvest. "Sono fisiologici al valore dell' azienda, cioè inferiori al 40 per cento del valore del gruppo". Il monopolio delle tv commerciali: nessuno al mondo è in una situazione di tale privilegio. "Ma in nessuna parte del mondo la tv pubblica ha tre reti. E senza averne altrettante il privato chiuderebbe". Le reti Fininvest propagandano Berlusconi politico: non è alterare la competizione? "La Rai è pubblica ma è di parte, la terza Rete è di un partito. Nelle mie tv, che sono aperte a tutti, soprattutto alle sinistre, c' è il complesso del padrone: danno più spazio agli avversari. Io ho un credito infinito di ore, sia dalla Rai sia dalle mie tv". Se diventasse presidente del Consiglio come riordinerebbe il sistema televisivo? "Un po' meno Rai e più privati. La Rai deve essere più servizio pubblico, e mi piacerebbe che entrassero nuovi privati. Campagna elettorale e spot di Forza Italia in dosi impressionanti. "Tutti i partiti avrebbero potuto fare i loro spot. Questa nuova legge illiberale, favorisce i vecchi partiti e ostacola le forze nuove vietando la pubblicità nel mese precedente le elezioni. Abbiamo dovuto lanciare una campagna adeguata prima. Costerà 14 miliardi, cifra che è nei limiti della legge. Sarà finanziata dai sostenitori. Io ho dato la mia garanzia, nel caso non si riesca a raccogliere quella cifra". Tangentopoli. "Gratitudine ai magistati. Nessun colpo di spugna". Confiscare i beni dei tangentisti? "Con una legge adeguata, senza eccessi, allora sì". L' arresto del fratello Paolo. "Se non fosse stato mio fratello avrebbe avuto un trattamento diverso". Ma il procuratore capo Borrelli ha spiegato che era giusto. "Borrelli ha detto pubblicamente cose che pubblicamente non andavano dette". L' aggressione a Mascia, ideatore del boicottaggio commerciale contro il Biscione. "Non credo sia violenza politica, mi sembra una violenza più da criminalità organizzata". Ma il Verde Mattioli ha detto che però lo stile dell' aggressione è simile a quello della destra con cui lei si è alleato. "Mi sembra anche questa una violenza, verbale ma ugualmente esecrabile, così com' è esecrabile la demonizzazione che si fa della destra". Bossi la critica, non sembra un matrimonio d' amore..."Ci sono matrimoni d' interesse che durano più di certi matrimoni d' amore". 

Corriere della Sera
22 febbraio 1994
esordio RAI a " Mixer " del proprietario della Fininvest che della P2 dice: " mi sembrava un club con gli uomini migliori del Paese "
Maurizio Caprara 

Roma . Giovanni Minoli: "E vero che lei e' un gran narciso?". Silvio Berlusconi: silenzio e un sorriso. Minoli: "Prima della trasmissione si e' aggiustato ben bene". Berlusconi: "Anche lei". Minoli: "Beh, un quarto d' ora di meno". Tutti i giornalisti arrivati in via Teulada si scervellavano su se fosse la prima, la seconda o la chissa' che volta del Berlusca in territorio Rai. Per chi cerca classifiche Guinness l' importante e' che si trattava del suo debutto da candidato (in carne ed ossa e non per telefono o via cassetta) davanti a un intervistatore televisivo non in ginocchio e di una rete non sua. Il proprietario della Fininvest c' e' arrivato con l' abito grigio, i capelli tinti di castano e un' ora di ritardo che ha animato il dubbio del "viene non viene". Prima della registrazione, ha chiesto un supplemento di trucco sul naso. Lo si e' visto sugli schermi del circuito chiuso. E anche su questo lo ha pizzicato il direttore di Raidue nella puntata di Mixer andata in onda ieri sera. In apertura, una scheda (che a Berlusconi non e' piaciuta) con una ripresa d' archivio sulle sue congratulazioni a Craxi quando furono negate le autorizzazioni a procedere: "Sono contento che ci sia stato questo voto da parte della Camera perche' sono sempre stato suo amico e estimatore". In coda, la sua versione sul motivo per cui si iscrisse alla P2 (sostiene che gli sembrava un club con "gli uomini migliori del Paese" e che fece restituire la tessera da "apprendista muratore"). In mezzo, piu' tentativi di svicolare davanti alle domande sul "caso unico al mondo" di un privato che possiede gran parte del sistema televisivo del suo Paese e che si butta in politica. "Il Caf mi ha tolto Repubblica, l' Espresso, il Giornale", si e' lamentato Berlusconi. Minoli: "Andiamo, non mi sembra che le manchino strumenti di comunicazione...". Prova difficile, quella del Silvio in terra straniera. Lui ha lasciato il campo sorridendo e dicendo che per una volta se all' Auditel la Rai batteva la Fininvest non era affar suo. Minoli poco piu' in la' commentava: "Mi ha fatto l' impressione di uno che tende a ritirarsi in clinch. Come i pugili. Quando la domanda non gli va ripete una risposta gia' data. E anche questa una tecnica pubblicitaria. Si vede che e' uno abituato ad avere la tivu' . Non a farla". Mentre erano prevedibili gli attacchi al Pds, non altrettanto lo era che il Berlusca, disponibile a guidare un governo, denotasse freddezza verso Bossi. Con diplomazia. Il leader della Lega ha detto che si e' alleato con lei per non farla andare con Segni e Martinazzoli, gli ha ricordato il direttore di Raidue. "Io non credo che Bossi lo pensi. Si dicono tante cose... Sono convinto che Bossi avverte tutto il nuovo che c' e' in Forza Italia", ha obiettato lui. Ancora Minoli: "E sicuro che il vostro sia un matrimonio d' amore?". Berlusconi: "Auspico che lo sia. Peraltro ci sono molti matrimoni di interesse che riescono meglio di quelli d' amore". Dopo aver detto che si candida a Roma anche per un riguardo verso il capo della Lega, il proprietario della Fininvest, che non aveva risposto su quali siano i propri difetti, ha risposto subito su quelli di Bossi: "Un po' paradossale, un po' duro. In certe espressioni e' un po' rozzo ed eccessivo". Ma in fondo erano soltanto attriti rispetto all' avversione per il segretario del Partito popolare. A Mino Martinazzoli, che lo definisce soltanto "un impresario fortunato" e un demagogo, il Berlusca non degna attenzione: "Non rispondo". Poi ci ha ripensato e ha aggiunto: "Mi sembra che Martinazzoli abbia fatto una legge elettorale maggioritaria, non l' ha capita e sottrae voti ai liberaldemocratici". Siamo "in un deserto politico che fomenta l' apparizione di improbabili demiurghi", scrive il segretario del Ppi sul Popolo. E anche lui, a sua volta, attacca la sinistra, che considera priva di identita' . "L' alleanza via cavo, cosi' innaturale tra la Lega e il Msi tramite Berlusconi, non e' un' alleanza di governo", dichiara da sinistra Massimo D' Alema. Le posizioni distanti sono tipiche di ogni campagna elettorale. Ma perfino dalla Cina a uno come il presidente del Senato viene in mente che la tanto decantata semplificazione del sistema politico abbia le sue complicazioni. Spadolini afferma che la riforma elettorale rafforza il rapporto tra Paese e classe politica. Ma contemporaneamente prevede che il prossimo Parlamento "non sara' di facile governabilita' ".

La Repubblica
23 febbraio 1994
Ferrara a Minoli: ' Sguattero' 
Replica: ' Sei un venduto'

Roma - Botta e risposta fra Giuliano Ferrara e Giovanni Minoli sulle "frequentazioni" craxiane. A "Radio Londra", su Canale 5, Ferrara ha presentato uno spezzone dell' intervista dell' altro ieri di Berlusconi a "Mixer" (le domande di Minoli su Craxi) e quattro vecchi spot elettorali in cui Minoli domanda a Craxi: "Onorevole, perché il garofano?". Commento di Ferrara: "Guardando Minoli in tv ho capito che cosa lo differenzia da me, e me lo rende tanto detestabile. Negli anni in cui io ero amico di Craxi, lui ne era lo sguattero. Io sono rimasto amico di Craxi, e lui è rimasto uno sguattero". Replica del direttore di Raidue: "L' episodio si commenta da solo. Capisco che essersi venduto l' anima per i miliardi fa perdere la testa".

Corriere della Sera
23 febbraio 1994
Mixer record d' ascolti. Sgarbi accusa.
" Minoli e' incapace faccia il portinaio "
Sgarbi accusa Minoli di essere fazioso e di aver avuto un comportamento disgustoso durante la sua trasmissione, di aver ricordato a Berlusconi di aver avuto delle relazioni con Craxi, di avere dei debiti, di esser stato della P2
Enrico Parodi

Insieme sulla panchina. Poi in fabbrica, al supermarket, all' universita' . Minoli con Craxi, in 4 spot elettorali anni Ottanta per il Psi (slogan, "Cresce l' Italia"): mandati in onda ieri da Giuliano Ferrara durante "Radio Londra" (Rete4). Accompagnati con il sarcasmo: "Ecco Minoli con Craxi quando era potente: impegnato nell' intervista al profumo di garofano. E il capo del rampante giornalismo craxiano martedi' a Mixer ha intervistato provocatoriamente Berlusconi, con domande dure sui suoi rapporti con Craxi. Mica male. Minoli: italianissimo, spregevolissimo, voltagabbana. Si e' comportato come tanti fascistoni: dopo la caduta del Duce diventarono i piu' zelanti accusatori del regime. Sapete la differenza tra Minoli e uno come me? Ai tempi in cui ero amico di Craxi, loro erano i suoi sguatteri; ora io sono rimasto amico di Craxi, e loro sono rimasti sguatteri". Il direttore di Raidue gli ribatte: "Aver venduto l' anima per i miliardi fa perdere la testa". Quel Mixer e' stato seguito da 5.623.000 persone (23.53%), e ha fatto arrabbiare anche Sgarbi: "Minoli ha confermato la sua disonesta' , un comportamento disgustoso. Accusa Berlusconi per le relazioni con Craxi. Parla lui che e' stato il leccapiedi di Craxi! Lui che ha sposato la figlia di Bernabei! Deve solo nascondersi! Berlusconi e' alleato con Bossi e Fini, i principali nemici di Craxi! Il vero complice di Craxi resta Occhetto: insieme hanno siglato alleanze ancora valide in tanti comuni. Poi la P2, i debiti: Minoli non fa domande, fa pettegolezzo. E tronca le risposte. Deve dimostrare che e' contro: che e' bravo solo lui. Non era interessato a capire: parlava a nome di una fazione, avvalorando l' idea che la Rai e' schiava del Pds. Metodi assurdi. Ma il video ha evidenziato chi insinuava faziosita' e chi cercava di parlare. Minoli ha fallito nel suo intento e ha perso come individuo: sconfitta per KO. Non significa abbia perso la destra o la sinistra. Ha perso chi non ha qualita' . Vada a imparare il suo mestiere! Guardandolo viene nostalgia di Marzullo. Un Marzullo fuori forma vale 18 Minoli! E' andato avanti solo grazie ai protettori. Il garante dovrebbe cacciarlo. Se fossi Berlusconi e vincessi le elezioni gli vieterei il video, lo manderei in portineria. Non perche' nemico: perche' incapace. Infatti per quanto faccia, la gente non sa chi sia. La gente parla di Sgarbi, Costanzo, Funari. E di Santoro. Berlusconi farebbe bene ad andare a "Il rosso e il nero": avrebbe domande intelligenti, e tempo per rispondere".


E' nata una Chiesa

- Il Rito -

Corriere della Sera
30 marzo 2009
La vignetta
di Giannelli



- Il Messia -

www.governoberlusconi.it
30 marzo 2009
Falle girare!
Le cartoline del Congresso Nazionale 

Il Foglio
30 marzo 2009
Rassegnamoci, il lieto fine è la croce di questo messia postmoderno
Crede in se stesso e crede in coloro che credono in lui. Per questo è “messianico”, per questo è il fondatore di un popolo, di un’assemblea, forse di una chiesa, ma non di un semplice partito, sia pure il partito di maggioranza del paese. La capacità di identificarsi nella “sua gente” e di aprirsi all’abbraccio di un’Italia che ha egli stesso inventato, nel senso di scoperto o suscitato, è immensa in Berlusconi. Questa è palesemente o segretamente, decidete voi, la chiave del suo durevole e ormai consolidato successo. E` per questo che da anni, nella buona e nella cattiva sorte, quando perde e quando vince, quando fa bene e quando sbaglia e s`impaluda, da anni sempre ripetiamo: la croce di questo messia postmoderno è ovviamente il lieto fine.
Lo scambio carismatico è all`insegna del denaro, che non è sterco se non in metafora e dottrina, ed è piuttosto, nel mondo laico e secolare in cui viviamo, padronanza sul proprio destino, realizzazione di sé tra ambizione e sogno, garanzia dì mobilità, di conoscenza, di buonumore. Mi spiace per lui, ma lo scambio carismatico nel nome della Costituzione, proposto dal leader dei Pd Franceschini, è lettera morta, letteralismo legalistico, in confronto al volume di fuoco che attiva, nella pancia del popolo, l`accrescimento senza complessi di un patrimonio liquido o immobiliare inteso come strumento di vita, come perimetro a difesa dell`indipendenza individuale, della famiglia...


- Officianti -

Il Giornale
30 marzo 2009
Intervista al Ministro Alfano
«Berlusconi e il leader. E con Fini differenze che sono una ricchezza» 

di Adalberto Signore

votaberlusconi.it
28 marzo 2009
Intervento del ministro Frattini
La sinistra parla di tolleranza sorseggiando champagne

votaberlusconi.it
...e molti altri...


- Chierichetti -

Il Giornale
30 marzo 2009
"Siamo diversi da Azione giovani. Non ci siamo sentiti dei pupazzi"


- Fedeli -

votaberlusconi.it/
"presidente non dia retta a franceschini, si candidi alle europee, lui dice questo perche a paura di fare un' altra pessima figura alle europee, noi siamo con lei sempre. 
anna maria c., Spazio Azzurro, 29 marzo 2009"


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