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Corriere della Sera
2 marzo 2009
Particelle elementari
Giornali, abusi e intercettazioni
La divulgazione di conversazioni personali prive
di rilievo penale è una forma di linciaggio
Pierluigi Battista

Gentili dirigenti della Federazione nazionale della Stampa, illustri rappresentanti dell' Ordine dei giornalisti, non credete che tra i valori costituzionalmente tutelati vi sia anche il diritto di un cittadino nemmeno indagato di non vedersi massacrare dalla pubblicazione di intercettazioni talmente marginali da prevederne addirittura la distruzione disposta dalla stessa magistratura? Non credete che il da tutti riconosciuto abuso delle intercettazioni squadernate dai giornali appaia statisticamente irrilevante se considerato in generale, ma devastante, mortale, offensivo, insopportabilmente violento per il singolo che ne viene stritolato? Non credete che il diritto alla riservatezza, il diritto di ciascuno a non vedere sfigurata e distrutta la propria reputazione abbia un valore uguale, non inferiore o superiore, ma semplicemente uguale, a quello che giustamente attribuiamo alla libertà di stampa? Vi piacerebbe che il vostro nome, o il nome di un vostro caro, sia divorato dalla macchina dello sputtanamento pubblico? E se non vi piace, perché fate finta di ignorare la violenza esercitata su altri cittadini che pure dovrebbero godere dei vostri diritti? L' articolo 15 della Costituzione vale per voi, ma per i poveri diavoli sprovvisti del magico tesserino dell' Ordine invece no? Gentili e illustri colleghi, sapete indicare una nazione, una sola nazione nel novero delle democrazie occidentali che hanno consuetudine con l' esercizio della libertà di stampa, in cui gli «abusi» siano così frequenti, martellanti, serialmente «abusivi» come da noi?
Avete anche una pallida idea di come sia rigidamente applicato il diritto alla riservatezza in Gran Bretagna, che forse una certa dimestichezza con i diritti di tutti e di ciascuno, dall' habeas corpus in poi, la può legittimamente vantare?

Possibile che la vostra cecità corporativa, il vostro unilateralismo professionale non vi permetta di vedere che la registrazione, la divulgazione, addirittura la teatralizzazione televisiva di conversazioni personali prive di alcun rilievo penale costituisce una forma di linciaggio che dovrebbe indignare chiunque abbia a cuore i diritti fondamentali di ciascuno? Vi sentite colpiti e mortificati per la dismisura del carcere previsto per i giornalisti? Non siete i soli a giudicare sproporzionata, eccessiva, vendicativa una punizione così severa, ma è possibile proporvi la promozione di una lettura poco edificante per la nostra categoria? Contribuireste a diffondere tra i vostri iscritti e nostri colleghi un libro come «Applausi e sputi. Le due vite di Enzo Tortora» di Vittorio Pezzato (Sperling & Kupfer) dove è minuziosamente documentata la sequenza di nefandezze servili e di infamie conformiste e forcaiole di cui la nostra categoria (con le sue migliori firme, andate a controllare l' indice dei nomi) finì per macchiarsi con voluttà autolesionistica? Sareste disposti a riconoscere che in quell' occasione, più che la libertà di cronaca, la bandiera sventolata dai vostri e nostri colleghi fu quella del diritto impunito al linciaggio, alla caccia all' uomo, all' abuso di menzogna per colpire un uomo inerme e innocente? Avete qualche altra proposta credibile per fermare i nostri «abusi»? Con riconoscente cordialità.


Corriere della Sera
3 marzo 2009
Interventi e Repliche
Intercettazioni e diritto di cronaca


La Repubblica
17 gennaio 1993
Londra, in mano ai servizi segreti 27 telefonate tra Carlo e Camilla
Londra - La saga delle intercettazioni telefoniche dei reali non accenna a calmarsi. Il ' Sunday Mirror' rivela che gli 007 britannici avrebbero registrato ben 27 telefonate ' d' amore' tra Carlo e la sua amica signora Camilla Parker-Bowles, oltre quella la cui trascrizione è apparsa nei giorni scorsi in una rivista femminile australiana e che il ' Sunday Mirror' ha pubblicato ieri integralmente. Anche il ' People' , un domenicale di proprietà dello stesso editore del Mirror, pubblica il testo della oramai famosa telefonata e rivela di essere in possesso della trascrizione di una furiosa telefonata tra Carlo e Diana che litigano su come dividersi i figli durante le vacanze natalizie. La telefonata è stata registrata, pare, nel giorno in cui il primo ministro John Major dava ai comuni l' annuncio ufficiale della separazione dei principi di Galles, il 9 dicembre. L' intercettazione, scrive il giornale, è opera del centro di ascolto del governo ed era destinata al macero. Ha invece imboccato una diversa strada ed è finita sul tavolo dell' editore del gruppo Mirror.

Corriere della Sera
3 giugno 1994
Londra: in Tv i sussurri tra Carlo e Camilla
la telefonata dello scandalo sara' trasmessa con piccole censure
la televisione ITV mandera' in onda la registrazione dell' ormai famosa telefonata fra l' erede al trono britannico e la sua amica di sempre Camilla Parker Bowles

Londra . Un altro brutto colpo e' in arrivo per il principe Carlo. La televisione privata "Itv" mandera' in onda la registrazione dell' ormai famosa telefonata fra l' erede al trono britannico e la sua amica (speciale) di sempre Camilla Parker Bowles. E' la prima volta che la conversazione, il cui testo e' stato pubblicato nel gennaio 1993 dai giornali di mezzo mondo, viene trasmessa da un canale nazionale in Gran Bretagna. La tensione e' altissima a Buckingham Palace dopo anni di scandali e sorprese rosa tra i rampolli di Sua Maesta' , la Regina Elisabetta II. Massima attenzione, naturalmente, sull' erede al trono e lady D. Tra l' altro, proprio quest' anno ricorre il venticinquesimo anniversario della investitura di Carlo a principe di Galles e lui sta cercando di sfruttare l' occasione delle celebrazioni per cercare di dare nuovo smalto alla sua arrugginita immagine di erede al trono. Basta con il lato sentimentale della sua vita, spazio all' uomo . al principe . pubblico: alle sue idee e ai suoi progetti per il Regno Unito. Ora la decisione di Itv di riproporre in modo cosi' clamoroso la telefonata dello scandalo rischia di vanificare tutto il lavoro fatto da Carlo e dai suoi consiglieri. La conversazione . sei minuti di scambi amorosi registrati da un radioamatore il 18 dicembre 1989 . non sara' trasmessa integralmente. Le parti piu' esplicite . quelle in cui Carlo dice che vorrebbe trasformarsi in un tampax . sono state eliminate, ma restano comunque le dichiarazioni d' amore appassionato. "Non posso sopportare una domenica notte senza di te", dice Camilla e lui risponde: "Io invece ho bisogno di te parecchie volte a settimana". La conversazione e' stata inserita in un documentario sulla storia della famiglia reale britannica intitolato "I Windsor" che nelle precedenti puntate ha gia' tirato fuori vecchi scheletri dagli armadi di Buckingham Palace, come i retroscena dell' abdicazione di Edoardo VIII e delle compromettenti frequentazioni naziste di Wallie Simpson. Sotto il tiro della Tv e alle orecchie dei sudditi del Regno Unito arrivera' . nella puntata del 15 giugno . anche un altro spezzone di conversazione famosa, quella fra Diana ed il suo amico James Gilbey. Qui non ci sono riferimenti sessuali. Lui la chiama con vezzeggiativi e la consola, lei sospira e si lamenta. Ma il tono cambia quando si parla dei Windsor: "Maledizione. Se penso a tutto quello che ho fatto per questa f... famiglia", esclama Diana ad un certo punto.


osservatoriosullalegalita.org
5 febbraio 2008
Intercettazioni : e' vero che all'estero non le fanno ? Il caso britannico
"Dear Prime Minister, lei ricorderà che la Dottrina Wilson, risalente al 1966, ai tempi di Harold Wilson, ha stabilito per principio che il Governo non può mettere sotto controllo i telefoni dei membri del Parlamento.
Ho ragione di credere che tale principio, sempre confermato, sia stato violato a riguardo di conversazioni avvenute tra un parlamentare e un elettore del suo collegio, arrestato e detenuto dal 2003 come sospetto terrorista.
Le sarei grato se potesse eseguire un controllo su tali gravi accadimenti e rendermi noti i risultati della sua verifica.
Inoltre le sarei grato se potesse confermarmi che, durante il suo governo, non sono state apportate modifiche alla Dottrina Wilson, alla luce del suo esplicito impegno, del 3 luglio scorso, a "restituire potere al Parlamento allo scopo di costruire la fiducia del popolo britannico nella nostra democrazia". Etc. etc.
Firmato: David Davis, ministro dell'Interno del governo ombra, 11 dicembre 2007.

Questo, grosso modo, il tono della lettera che il conservatore David Davis sostiene di avere scritto al primo ministro britannico, Gordon Brown. Lettera rimasta senza risposta, secondo lo scrivente, e mai ricevuta, secondo Downing Street.
Le conversazioni di cui si parla sono quelle avvenute tra Sadiq Khan, parlamentare laburista, e Babar Ahmad, un suo amico d'infanzia, durante alcune visite in carcere, dove Babar Ahmad é detenuto in quanto sospettato di terrorismo. I due uomini sono entrambi di religione musulmana. I colloqui sono stati registrati dalla polizia antiterrorismo britannica grazie ad un microfono nascosto sotto una scrivania, ma Scotland Yard si è rifiutata di commentare la accuse, poiché i fatti rientrano nell'ambito della sicurezza nazionale.
Il ministro della Giustizia britannico, Jack Straw, al quale sono state chieste le ragioni della violazione della riservatezza dei colloqui, ha ordinato un'inchiesta ufficiale che é stata affidata a Sir Christopher Rose, Chief Surveillance Commissioner, ed ex giudice della High Court. Tuttavia Straw ha precisato che, mentre la cosiddetta Dottrina Wilson, che da più di 40 anni protegge i politici dai controlli dei servizi, prevede per le intercettazioni di telefonate o altre conversazioni un mandato firmato dal ministro degli Interni o dal ministro degli Esteri, le stesse regole non valgono nel caso di operazioni di controllo di altro tipo, che richiedono la semplice autorizzazione di un funzionario di polizia di alto grado (in Inghilterra è infatti la polizia, e non un pubblico ministero, che conduce le indagini quando si sospetta che sia stato commesso un reato).
Sadiq Khan, intervistato dai giornalisti, si é detto profondamenmte offeso per la violazione del diritto di un cittadino ad avere un incontro riservato con il proprio parlamentare di riferimento. Per Andrew Mackinlay, un suo collega laburista, è inaccettabile che le conversazioni tra parlamentari ed elettori vengano spiate, sia che lo facciano i servizi di sicurezza sia che lo faccia la polizia. Si tratta comunque di "un affronto alla democrazia caratteristico dei regimi totalitari: nessuno vuol suggerire che i parlamentari sono al di sopra della legge ma, quando agiscono nell'esercizio della loro funzione e si occupano della libertà delle persone, il diritto alla riservatezza é sacrosanto come il segreto professionale per gli avvocati".
La situazione è complicata dal fatto che Khan é anche un avvocato, già presidente dell'associazione per i diritti umani "Liberty" e consulente legale del Muslim Council of Britain, una specie di spina nel fianco della Metropolitan police, contro la quale ha condotto una serie molto discussa di cause per "malpractice". Le conversazioni con Babar Ahmad, che potrebbe essere deportato negli Stati Uniti in forza delle nuove leggi inglesi sull'estradizione verso gli Usa, vertevano su argomenti di carattere legale. In Inghilterra Ahmad non deve rispondere di nessuna accusa, mentre il governo americano gli imputa di aver gestito un sito web che, negli anni '90, raccoglieva fondi per i terroristi talebani e ceceni.
Khan, pur non essendo l'avvocato di Ahmad, é tuttavia un suo amico d'infanzia, e ha organizzato una campagna contro la sua estradizione raccogliendo 18.000 firme che ne chiedono la scarcerazione. Khan ha fatto visita in carcere ad Ahmad due volte, nel 2005 e nel 2006, ma va detto che l'autorizzazione della polizia a registrare i colloqui tra Ahmad e le persone che venivano a visitarlo era già stata firmata in precedenza, in occasione degli incontri con i suoi familiari, che venivano ad informarlo sugli sviluppi della campagna che stavano organizzando per invocarne la liberazione.
Le conversazioni con Khan assumono però un carattere diverso da quelle con i parenti e anche un funzionario di Scotland Yard, parlando con i giornalisti, ha rilevato che, per intercettare Khan, sarebbe stato necessario che su di lui gravasse il sospetto di essere coinvolto in qualche forma di associazione a delinquere, mentre, escludendo tale possibilità, ci si troverebbe di fronte non solo alla violazione dell'immunità parlamentare, ma anche, considerato l'argomento delle conversazioni, a quella del segreto professionale, e a quella dei diritti della difesa.
Le conclusioni dell'inchiesta ordinata da Straw dovrebbero giungere tra un paio di settimane, mentre Ahmad resta in carcere in attesa di una sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo. Intanto, la settimana scorsa, un rapporto ufficiale ha rivelato che le autorità, ivi compresi i consigli locali, impostano operazioni di ascolto delle conversazioni su circa 1000 persone ogni giorno. Secondo il rapporto, presentato da Sir Paul Kennedy, l'Interception of Communications Commissioner, e citato dai media britannici, un totale di 653 organismi statali (compresi i 474 consigli locali) ha il potere di intercettare conversazioni telefoniche private e corrispondenza privata, elettronica e non, grazie alle leggi entrate in vigore otto anni fa.
Solitamente i controlli vengono eseguiti dai servizi di intelligence e dalla polizia, e gli intercettati sono individui sospettati di terrorismo o di gravi reati ma, con le nuove leggi, sono centinaia gli enti che possono ordinare le intercettazioni, compresi gli uffici finanziari e fiscali, il servizio ambulanze, i pompieri, e i direttori delle prigioni. Secondo il rapporto moltissime operazioni si rivelano sbagliate e, in alcuni casi, é stato appurato che, per colpa di banali errori amministrativi, sono stati messi sotto controllo i telefoni di persone perfettamente innocenti.

osservatoriosullalegalita.org
31 dicembre 2008
Intercettazioni : da noi vogliono tagliarle, ma in Gran Bretagna ...
Secondo i principali quotidiani britannici, il ministero degli Interni inglese starebbe valutando la possibilità di affidare al settore privato un nuovo mega-archivio elettronico delle comunicazioni, contenente i dettagli di tutte le telefonate, le e-mail, e i contatti internet di tutti i cittadini. A parere del ministero, in un mondo sempre più digitalizzato, la tracciabilità di telefonate e posta elettronica é indispensabile per affrontare il terrorismo e i crimini di maggior gravità.
Attualmente sono gli Internet provider e le società telefoniche che fanno la parte del leone, quando si tratta di fornire alla polizia, tramite l'analisi delle comunicazioni, la localizzazione e l'identità dei soggetti sospetti. Il nuovo sistema, che verrà illustrato e pubblicizzato l'anno prossimo per mezzo di un documento per la consultazione sul programma di modernizzazione delle intercettazioni, prevede che uno o più organismi svolgano un'attività proattiva, raccogliendo la totalità dei dati riguardanti le comunicazioni, compresi quelli delle telefonate su banda larga e delle conversazioni on line, senza aspettare che queste informazioni vengano richieste dalla polizia o dalle agenzie di intelligence.
Il costo previsto di questo database raggiungerà i 12 miliardi di sterline ma, per ridurre la spesa, il documento per la consultazione include l'opzione di affidarlo ai privati tramite una gara. La ministra dell'Interno, Jacqui Smith, che ha rimandato all'anno prossimo l'approvazione della legge che dispone la formazione del database, si affanna a fornire rassicurazioni sul fatto che il contenuto delle comunicazioni non verrà reso pubblico, ma Sir Ken MacDonald, ex Direttore della Pubblica Accusa, non ci sta.
Secondo Sir Ken che, prima di lasciare il suo incarico, in ottobre, aveva lavorato a lungo con l'intelligence e le forze dell 'ordine, il progetto potrebbe rivelarsi un disastro, al di là delle rassicurazioni dei ministri, perché "alla prima crisi della sicurezza le protezioni verrebbero meno". Per MacDonald Il Governo corre il rischio di "spezzare la schiena alla libertà" creando uno stato di polizia.
"La tendenza dello stato a cercare sempre maggiori poteri di controllo sui cittadini - ha aggiunto - può essere ispirata dalla volontà di proteggerli. Ma la nozione di sicurezza totale é una fantasia paranoide che finirebbe con il distruggere tutto ciò per cui vale la pena di vivere. Questo database sarebbe un incredibile 'museo degli orrori' di informazioni private e personali, e costituirebbe una specie di resoconto completo della vita di ogni cittadino fin nei suoi dettagli più intimi e meno edificanti. A nessun governo, di nessun colore, si dovrebbe affidare una simile strada per penetrare nella nostra anima".



Corriere della Sera
16 dicembre 1996
L' Attaccabottoni
Se i politici invocano la moglie di Cesare
Giovanni Mariotti



chelseamia.corriere.it
20 febbraio 2009
L'oro di Berlusconi
Scritto da: Alessio Altichieri

Corriere della Sera
24 giugno 1996
I " segreti " di David Mills e le società delle Isole Vergini
Alessio Altichieri




D'Alema ma anche Franceschini

Il Giornale
25 febbraio 2009
Così D'Alema, re dell'intrigo vuol fare fuori Franceschini
di Peppino Caldarola


Il Giornale
2 marzo 2009
Il killer dc che ha steso anche D’Alema
di Peppino Caldarola


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