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Corriere della Sera
30 gennaio 2009
Zitto!! Il Presidente riposa!
Giannelli


antoniodipietro.com
Il guardaspalle dei carnefici
postato da Antonio Di Pietro

Di Piazza Farnese è stato taciuto tutto, ad eccezione dell’inutile. E da oggi è calato il silenzio, la Rete ha zittito le menzogne.
Repubblica ha ricevuto migliaia di commenti di cittadini indignati, l’Unità e Corriere idem. Venti minuti dopo la fine di Piazza Farnese tutta la manifestazione era su You Tube, mentre le redazioni correvano affannate a costruire la loro notizia. Questo non era stato previsto dai direttori dei media.
Nessuno, se non la Rete, ha parlato dell’Associazione Nazionale Vittime di Mafia, nessuno ha riportato le parole di Salvatore Borsellino, di Beppe Lumia, di Sonia Alfano, di Beppe Grillo, nessuno ha riportato i nomi fatti in quella piazza, né dei "cattivi" quali Marcello Dell’Utri, Vittorio Mangano, Angelino Alfano, Cesare Previti, né dei "buoni", Luigi De Magistris, Luigi Apicella, Clementina Forleo. Nessuno ha parlato di mafia, di camorra,’ndrangheta e di finanziamenti europei.
Nessuno ha parlato della luna, solo del dito.
Si è parlato solo delle mie presunte offese a Napolitano, offese che non c’erano, mai esistite. Di critiche invece si, ne ho fatte, e le ribadisco. Così come ne hanno fatte l’85% degli italiani non ritenendolo un buon “custode della Costituzione” (guarda il sondaggio di MicroMega).
La luna ieri si chiamava Piazza Farnese, ma cambia nome ogni giorno.
Oggi sono le intercettazioni che i cittadini vogliono (guarda il sondaggio del Sole24Ore), ma che il Parlamento (senza Italia dei Valori ovviamente) si accinge ad eliminare nei fatti con una legge che cambierà la storia del Paese e lo consegnerà a spacciatori, assassini, bancarottieri, camorristi, corruttori, e politici deviati. Una legge dagli effetti devastanti e di gran lunga peggiori di quelli dell’indulto.
La luna oggi è anche il Copasir (Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica) presieduto da Francesco Rutelli che ha convocato De Magistris per le intercettazioni dell'archivio Genchi predisposte dal pm. Un atto intimidatorio compiuto dall’alto di un’istituzione. Oltre ad essere, il presidente del Copasir, Francesco Rutelli, colui che vorrebbe denunciare De Magistris.Quante lune e quanti disinformatori ci sono in Italia?
Se è vero che Il Giornale rappresenta la macchietta dell’informazione, da altre testate ci si aspetta la denuncia di simili porcate. Da Il Corriere della Sera, da Repubblica i cittadini si aspettano un’informazione imparziale, almeno vagamente imparziale. Ho il dovere di ricordare a chi fa informazione che il palo del delinquente in una rapina, il "guardaspalle del carnefice" in una mattanza, ha le stesse responsabilità di chi compie il reato.


Micromega-online
29 gennaio 2009
Piazza Farnese
Flores d’Arcais: Le bugie su Di Pietro e la verità di Gramsci
di Paolo Flores d'Arcais
I quattro minuti integrali dell’intervento di Antonio Di Pietro (vedi qui) sono inequivoci e inequivocabili: l’accusa al Presidente Napolitano di essere stato qualche volta non imparziale non è affatto seguita, quale esplicitazione dell’accusa stessa, dall’affermazione che “il silenzio è mafioso”.
Tale affermazione è successiva ad una serie di altre considerazioni, a cui è evidentemente riferita, che riguardano perfino il fatto che (ex) terroristi possano dare lezioni nelle università (trasparente il rimando al recente caso Morucci) mentre i familiari delle vittime vengono dimenticati. Addolora, dunque, che praticamente tutti i mass media abbiamo saltato la parte intermedia dell’intervento di Di Pietro, e abbiamo riferito, del tutto inesattamente, l’espressione “il silenzio uccide, il silenzio è mafioso”, al giudizio di Di Pietro sulla imparzialità del Presidente Napolitano.
In tal modo ascoltatori e lettori hanno ricevuto l’informazione, del tutto errata, che Di Pietro abbia dato del mafioso a Napolitano. Addolora che sulla base di questa informazione errata l’ex Presidente Oscar Luigi Scalfaro abbia parlato addirittura di “reato”. E infine, oltre che addolorare, indigna che alla testa delle accuse infondate a Di Pietro sia stata fin dal primo momento una testata fondata dall’uomo la cui frase più famosa, e più che mai attuale, suona: la verità è rivoluzionaria.


La Stampa
30 gennaio 2009
La galassia Di Pietro si apre ai delusi del Pd
di Fabio Martini


L'allarmante caso Rondolino:
La Stampa
30 gennaio 2009
L'allarmante caso Di Pietro
Fabrizio Rondolino


L'Espresso
E se avesse ragione Di Pietro?
Postato in Lettere il 29 Gennaio, 2009
Risponde Stefania Rossini

Gentile Rossini,
oggi Veltroni mi è sembrato il fratello gemello del Berlusca, il “fratello diverso”, un sosia, politicamente, mediaticamente.
da Repubblica: Veltroni: “Inaccettabile e inqualificabile” (riferito a Di Pietro).
Lo so sono offensivo, come forse lo è stato Di Pietro in piazza Farnese a Roma, ma non si può sempre agire solo per proclami, perché ciò lo rende assolutamente al pari del PdL che dovrebbe fortemente avversare, possibilmente anche nel “metodo”.
E sono d’accordo con Di Pietro: ”In democrazia deve essere permesso a tutti di avanzare critiche e dissensi.” anche nei confronti dell’emerito Presidente della Repubblica. Il ruolo e l’età non lo pongono certo al di sopra delle parti - se non in teoria - ma non certo al di sopra delle opinioni e della libertà di esprimerle, senza vilipendi o male parole che andrebbero semplicemente, se del caso, querelati.
I concetti espressi da Di Pietro sono stati chiarissimi e circostanziati. Demagogico opporvisi in nome dell’offesa personale, mi spiace dirlo. Grande caduta di stile del nostro - in generale apprezzato dai più - Presidente della Repubblica, purtroppo della arcinota tipologia cavalcata da decenni dal peggior centro destra della nostra storia, dopo il partito nazionale fascista, quello che attualmente ci governa.
Ha ragione Di Pietro, Napolitano è un uomo e come tale può errare, anche col semplice (e comodo) silenzio. Non può nascondersi dietro a un dito nemmeno il Presidente della Repubblica in un Paese che si dica democratico, gentile Rossini.
La reazione del Colle, inoltre, ha “armato” tutto il PdL contro il PD e la sua più o meno consolidata alleanza con IDV, e malgrado gli asettici, sgangherati e sinceramente già visti proclami del suo leader Veltroni, sinceramente oggi inadeguato, a mio avviso, non all’altezza.
Poteva prendere molti spunti dalle frasi dei Di Pietro per ribadire una serie di proprie convizioni al proprio elettorato. Un’altra occasione persa! Anche per fare finalmente chiarezza su tale fantomatica e “fantasmatica” alleanza. Tutto ciò crea caos nell’elettorato e lo sospinge altrove!
Non è una posizione non avere posizioni, vale per Walter Veltroni più certo che per Giorgio Napolitano.
Non è progressista, a mio avviso, chi si tiene l’acqua sporca e il bambino per la nota paura, chiunque sia il bambino.
Antonio Porta



ilsole24ore.com
30 gennaio 2009
Giustizia, Italia agli ultimi posti al mondo per efficienza sistema
di Beatrice Dalia


La relazione del primo presidente della Cassazione, Vincenzo Carbone

L'intervento del procuratore generale Esposito

L'intervento del ministro della Giustizia Alfano



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