.
Annunci online

abbonamento
220
commenti



Immagine di Roberto CorradiPer una volta bisogna dirlo: avevano ragione Silvio Berlusconi e i suoi quando denunciavano l'esistenza in Italia di un circolo mediatico giudiziario teso a stravolgere la realtà e a condizionare l'opinione pubblica. La prova? Quello che sta accadendo in questi giorni intorno alla questione intercettazioni telefoniche. E per capirlo basta leggere con attenzione "Il Giornale". Giovedì 22 gennaio, il quotidiano di Paolo Berlusconi, titola a caratteri cubitali in prima pagina «Tutto il marcio delle intercettazioni. Tangenti a pubblici ufficiali, affari con la camorra, lavoretti sporchi per i politici: un pentito svela cosa si nasconde dietro "il grande fratello" dei Pm. Che spesso fa il doppio gioco, rivelando agli inquisiti la presenza di cimici". Seguono due pagine di articolo in cui si racconta come Vittorio Bosone, il titolare di una delle più importanti ditte private che affittano i macchinari per gli ascolti alle forze di polizia e alle procure, dopo che la sua azienda è andata a carte 48, ha deciso di pentirsi inviando un esposto a molti tribunali in cui si denuncia con nomi e cognomi il malaffare nascosto dietro al business degli ascolti telefonici. La notizia è verosimile, ma falsa.

Che il mondo degli apparecchi per le intercettazioni noleggiati da privati allo Stato, sia oscuro, è un fatto. Chi scrive, nel corso degli anni, ha più volte denunciato come il sistema, per come è stato congegnato, sia un sistema a rischio bustarelle; come manchi un albo dei noleggiatori di macchinari; come le varie imprese facciano spesso cartello tra loro per non abbassare i prezzi e come in qualche caso (pochi per fortuna) si siano occupati di intercettazioni anche uomini vicini alla criminalità organizzata. Una semplice ricerca negli archivi dei giornali permette di scoprire che episodi di questo tipo non mancano e non sono mancati. Lo stesso Bosone poi si è trovato coinvolto in un'inchiesta su intercettazioni illegali effettuate da un suo dipendente a favore di importanti imprenditori.

Il punto però è un altro. Bosone, che assicura di non avere nulla di cui pentirsi, non è una gola profonda. La denuncia riportata da "Il Giornale" è fasulla: probabilmente si tratta di una sorta di lettera anonima inviata a varie autorità giudiziarie da suoi concorrenti per metterlo in difficoltà.  Il Giornale, insomma, ha abboccato a una polpetta avvelenata. Tanto che nei giorni seguenti non scriverà più una riga sulla vicenda e domenica pubblicherà, ben nascosta in fondo alla pagine delle lettere, una smentita dell'interessato.

È importante però osservare quello che è accaduto nella giornata di giovedì. A sera va in onda "Porta a Porta". Tra gli ospiti di Bruno Vespa ci sono il presidente del Copasir, Francesco Rutelli, e il ministro della difesa, Ignazio La Russa. Si parla di intercettazioni e il direttore de "Il Giornale", Mario Giordano, finisce anche per dilungarsi sullo scoop farlocco della mattinata. Anche se proprio l'avvocato di Bosone, verso mezzogiorno, ha contattato i cronisti del suo quotidiano per spiegare loro che hanno preso un abbaglio.

Ora gli infortuni possono capitare a qualsiasi giornalista. Questo però è qualcosa di diverso. È una sorta di ballon d'essai prodromico a ciò che accadrà due giorni dopo quando Silvio Berlusconi, in Sardegna, comincia a parlare di Genchi e del suo presunto archivio che, come è ormai noto ai lettori di questo blog, con le intercettazioni non ha nulla a che vedere. Visto che il cavallo della «gola profonda» è morto, se ne inforca un altro. L'importante, intanto, è montare a tutti i costi uno scandalo che possa giustificare una legge che tagli le mani a pm e investigatori. Il circolo mediatico giudiziario ha colpito di nuovo. E, come spesso accade in questi casi, assomiglia tanto a un Circolo del Buongoverno.
(Immagine di Roberto Corradi)

Segnalazioni

Mani sporche - errata corrige

La giustizia spiegata da Bruno Tinti
Riforma intercettazioni 1 - "Le dichiarazioni pubbliche" del giudice


28 gennaio: in piazza per la Giustizia


Intercettazioni a tempo -  di Carlo Cornaglia
Stop alle intercettazioni,
è cocciuto Berlusconi
che non vuol qualcuno dica
che protegge qualche amica,
   
che il suo nom in qualche ascolto
in affari sia coinvolto
che non sembrino puliti,
che qualcuno, ahimé, lo additi...
Leggi tutto



sfoglia dicembre        febbraio
autori
dvd
democrazya
rubriche

signori della corte sentenze italiane sentenze europee

il mattinale

errata corrige

commento del giorno

errata corrige

speciali

l'armadio degli scheletri

passparola

iniziative

no bavaglio

basta

basta

no bday

appello fini travaglio

arrestateci tutti

tutte le iniziative

Premi
Macchianera Blog Awards 2009
perche' voglio scendere

perch� voglio scendere

intervista agli autori

messaggio ai troll

feed

Feed RSS di questo blog Feed RSS di questo blog

feedburner

archivio


agenda 2010
agenda 2010
prossimi appuntamenti
vedi tutti gli appuntamenti
materiale infiammabile

IN EDICOLA
IN LIBRERIA

libri di chiarelettere

diffondi

voglio scendere

incolla il codice sottostante nel tuo blog o sito

premi

intervista agli autori


<[0.0352132500001971]>