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Vignetta di gavaveneziaOra d'aria
l'Unità, 19 gennaio 2009

Oggi - annuncia La Stampa - le fondazioni “Italianieuropei” di Massimo D’Alema e “Liberal” di Pierferdinando Casini lanceranno le loro proposte congiunte per la riforma della giustizia. Anzi, dei giudici, visto che nessuna di quelle anticipate sveltirebbe di un nanosecondo i tempi biblici dei processi, anzi alcune li allungherebbero ancora. La trovata, poi, di studiare la riforma dei giudici col partito di Cuffaro, Cesa, Bonsignore e altri noti galantuomini, partito che nel 2001-2006 ha votato tutte le leggi vergogna berlusconiane, è destinata a incrementare il tasso di entusiasmo dell’elettorato Pd. Ma vediamo cosa bolle in pentola.

1) Anziché dai singoli pm, le intercettazioni dovranno essere richieste dai capi delle procure (è più facile controllare 150 procuratori che 2 mila sostituti), rispettando un rigoroso “budget annuale”. Geniale: se la Procura di Palermo arriva a esaurire il budget per gli ascolti a settembre, negli ultimi tre mesi dell’anno sospende la caccia ai mafiosi latitanti. I boss, opportunamente avvertiti, potranno incontrarsi, chiacchierare e telefonare indisturbati fino a Capodanno.
2) Se i giornali raccontano intercettazioni - com’è lecito, una volta depositati gli atti - gli editori incorreranno nelle sanzioni previste dalla legge 231 sulla responsabilità penale delle imprese: così, per evitare la rovina dell’impresa, nessuno pubblicherà più nulla (a meno che le notizie non facciano comodo agli interessi politici o affaristici dell’editore).
3) Sulla carriera del pm, un’idea ottima e una balzana. Quella ottima è l’obbligo per ciascun magistrato di fare esperienza sia come pm sia come giudice (il contrario della demenziale separazione delle carriere); quella balzana è l’immissione periodica di avvocati nei ranghi della magistratura saltando i concorsi. Non si vede perché mai un laureato in legge, per diventare magistrato, debba sostenere un concorso, e un iscritto all’albo forense no.
4) Netta separazione fra pm e polizia giudiziaria (copyright Violante-Alfano). In pratica il pm se ne resta in ufficio ad aspettare che la polizia gli porti le notizie di reato. E se non gliele porta? Non può sollecitarle o agire d’iniziativa. Così addio alle indagini sui potenti, specie se politici o amici degli amici: le forze di polizia dipendono dal governo e difficilmente indagheranno autonomamente, senza ordini del pm, sui reati di membri o sostenitori o alleati dei governi. Tantomeno sui delitti commessi da poliziotti. Senza gli impulsi dei pm, non avremmo mai avuto i processi per le sevizie degli agenti al G8, per le deviazioni del Sisde, per la mancata cattura di Provenzano da parte del Ros del generale Mori, e così via. La controriforma svuota dall’interno l’indipendenza del pm e anche del giudice, che resterebbero formalmente autonomi, ma non potrebbero più occuparsi dei reati dei colletti bianchi, perché le relative notizie verrebbero bloccate alla fonte. Un abominio incostituzionale.
5) A decidere sulle misure cautelari non sarebbe più un solo Gip, ma un organo di 3 giudici “in contraddittorio con la difesa dell’indagato”, cioè dell’arrestando. Strepitoso: prima di arrestare qualcuno, lo si avverte, così può scappare. E si impegnano tre giudici al posto di uno anche per infliggere l’obbligo di firma. Mentre un solo gip continuerà a infliggere ergastoli col rito abbreviato.
6) Le responsabilità disciplinari dei magistrati vengono affidate a un’Alta Corte di Giustizia esterna al Csm, un plotone d’esecuzione per un solo terzo formato da toghe per due terzi da politici. Così sarà più facile punire i magistrati sgraditi ai politici. D’Alema e gli amici di Casini sanno già dove mettere le mani.
(Vignetta di gavavenezia)

Approfondimenti dalla rassegna stampa a cura di Ines Tabusso

Segnalazioni

I P.M. di Salerno: "Il Csm è sconcertante" (Toghe.blogspot.com)

Quando l'opposizione è peggio della maggioranza - Bruno Tinti analizza le varie proposte in materia di riforma della giustizia nella sua rubrica "Toghe rotte" (prima puntata)

Il nuovo editto bulgaro di Berlusconi di Giuseppe Giulietti (Micromega.net)

Il genocidio di Gaza di Loris Mazzetti (Lapeste.altervista.org)

Piero Ricca e Franz Baraggino presentano Alza la testa!.
Università Statale di Milano. Via Conservatorio, 7 - Facoltà di Scienze politiche, aula 13 - ore 16.30


Azioni orientate verso l’educazione alla legalità: Conversazione sul progetto di legge regionale presentato dal gruppo di Sinistra Democratica.
Giovedì 22 gennaio, ore 15.30 - 19
Sala Auditorium del Consiglio regionale - via F. Filzi, 29

La "Fondazione Critica Liberale" e "Senza Bavaglio" organizzano un seminario sulla libertà d'informazione. Introducono: Massimo Alberizzi, Vincenzo Ferrari ed Enzo Marzo.
23 gennaio 2009 - ore 18.15 - Milano - Circolo della Stampa, Corso Venezia 16
(L'incontro, che ha lo scopo di presentare alcune proposte della Fondazione, nonché preparare prossime iniziative, è a inviti. Chi è interessato a partecipare e a ricevere preventivamente il materiale preparatorio è pregato di rivolgersi a Massimo Alberizzi: malberizzi@senzabavaglio.info)


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