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Giorno/Resto/Nazione
31 ottobre 2008
Follini: «Veltroni sbaglia»
«Basta con Di Pietro. I cortei fanno male al riformismo»

di Itti Drioli
Roma - Marco Follini, anche lei è tra quelli del Pd cui non piace il referendum antiGelmini?
«Confesso, anch`io».
Non le piacciono i referendum, o questo in particolare?
«Lo strumento referendario allude a un`idea un po` plebiscitaria, taglia i problemi con l`accetta, radicalizza. Noi dovremmo essere in prima fila a rivendicare virtù e fatica del lavoro parlamentare, così invece sembra che prendiamo una scorciatoia. E diamo l`idea di un`opposizione barricadera».
Veltroni pensa che la sua iniziativa eviterà di far degenerare la protesta.
«Chi si mette alla coda di una protesta e la insegue difficilmente la riesce a tenere sotto controllo».
lo mi riferivo alla protesta degli studenti, lei pare che stia pensando alle proteste di Di Pietro.
«L`idea di ammansire la tigre dipietrista sedendocisi sopra mi sembra ingenua. E arrischiata».
Ma che le pare di questo Veltroni? Sembrava aver rotto con Di Pietro solo una settimana fa.
«Temo siano gli effetti collaterali della manifestazione al Circo Mas- simo. Quando la piazza diventa l`evento politico principale, tutto il resto va di conseguenza».
E in questo Pd movimentista come si trova un moderato come lei?
«Il compito del Pd era e resta un altro. Era quello di custodire e rinnovare la tradizione costituzionale del Paese. Di offrire agli elettori una proposta riformista capace di convincere anche una parte che aveva votato Berlusconi. Dubito che il combinato disposto della raccolta delle firme e dei cortei ci avvicini a questa gente».
Altri moderati del Pd la pensano diversamente. Credono che le famiglie penalizzate dalla riduzione dei maestri e dell`orario apprezzeranno il referendum.
«Ma io non dico che la difesa della scuola non sia una priorità. Lo è. Mi chiedo se sia più efficace farla in piazza o in Parlamento. Oltretutto se si raccolgono le firme e si vince il referendum questa legge sarà abrogata non prima del 2010. Di qui ad allora saranno successe molte altre cose».
Sul referendum di Veltroni si ritrovano tutti i partiti dell`ex Unione. E` là che tornerete?
«Ci eravamo fatti forti e belli per aver compiuto il percorso inverso, per esserci liberati dalla gabbia dell`Unione e presentati al giudizio degli elettori soli e liberi. Anzi, quasi soli e quasi liberi».
Quel `quasi` è stato un guaio?
«Sì e posso dirlo ora perché lo avevo detto subito».
Il `quasi` riguarda Di Pietro, ma l`Unione comprende anche la sinistra radicale.
«Infatti. Abbiamo già sbagliato con il `quasi`. Sconsiglio di perseverare e di fare la strada a ritroso».
C`è il rischio che ciò accada?
«C`è. Perché c`è chi vede il Pd come un partito movimentista e chi come una Sinistra canonica solo un po` più moderna del passato».
In entrambi i casi non mi pare ci sia spazio per lei.
«Io ho un idea diversa, quella di un partito riformista. Ma se è un partito democratico, e il Pd lo è anche nel nome, si aprirà un dibattito. E quando si aprirà sono convinto che non sarò solo».
Dovrà aspettare il congresso, tra un anno. E intanto.
«Intanto suggerisco di correggere una rotta che, se lasciata a se stessa, ci porterebbe fuori strada e lontano dalle ragioni per cui siamo nati. Faccio appello al Veltroni di qualche mese fa, contro il Veltroni di oggi. Ma sottoscrivo anche le sue parole di una settimana fa, quando dichiarava che Di Pietro non conosceva l`alfabeto democratico».
E se Veltroni non l`ascolta o continua a ondeggiare?
«Io esercito con pazienza la mia parte. Di più non posso fare».

Il Messaggero
del 26/10/2008
Int. a Follini Marco
Follini: bella piazza, ma non basta
Costruire un ponte verso gli indecisi
Fabrizio Rizzi


La Repubblica
del 26/10/2008
Int. a Follini Marco
Follini: e' andata bene, ma resta un errore
non conquisteremo cosi' i voti dei moderati
Umberto Rosso


Corriere della Sera
del 8/10/2008
Int. a Follini Marco
Follini: con la crisi non si puo', Walter eviti il corteo del 25
Maria Teresa Meli




Trick or treat?

Corriere della Sera on line

31 ottobre 2008
Il «Maestro» della loggia massonica segreta P2 condurrà un suo programma.
Su Odeon tv da lunedì alle 22.30
Ospiti? Andreotti e Dell'Utri
Licio Gelli: «Io in tv? C'è di peggio»
Su Odeon con «Venerabile Italia»
Nino Luca

Audio: Stimo Berlusconi, ma sia più deciso. La P2? Irripetibile"

«Io in tv? C'è di peggio». Licio Gelli, da tutti ricordato principalmente per essere stato il «Maestro Venerabile» della loggia massonica segreta P2 risponde a proposito della sua apparizione in tv. Anzi più che una apparizione è una conduzione vera e propria. E come si poteva chiamare il suo programma se non «Venerabile Italia»?. Sottotitolo: «La vera storia di Licio Gelli». Così il «Maestro» avrà un programma tutto suo da lunedì, alle 22.30, su Odeon tv
Il programma - Sarà la «voce narrante», assieme a Lucia Leonessi, di una «ricostruzione inedita della storia dell’ultimo secolo, «dalla Guerra di Spagna agli anni ’80, dai salotti di Roma alle rive del lago di Como, dall’epoca fascista al crac del Banco Ambrosiano». Il programma, presentato venerdì a Firenze, vedrà anche la partecipazione di personaggi politici e storici come Giulio Andreotti, Marcello Veneziani e Marcello Dell’Utri. Nella prima puntata parlerà di fascismo, ovvio per uno che è stato camicia nera e che ha aderito anche alla Repubblicà di Salò.

affaritaliani.it
Venerdí 31.10.2008 10:34
Marcello Dell'Utri ad Affaritaliani.it:
Berlusconi è come un carro armato. Governerà altri venti anni...


il messaggero.it
31 ottobre 2008
Torna Gelli e tifa Berlusconi:
l'ex venerabile maestro in tv, è polemica
... «Marcello Dell'Utri è una bravissima persona, onesta e di profonda cultura,
non credo che sia mafioso», ha detto ancora l'ex Gran maestro della P2.
«C'è
una sentenza che Dell'Utri si trascina dietro - ha aggiunto - e che sarà tirata
fuori al momento opportuno perché tutto è guidato. La magistratura prende
decisioni su teoremi e non su prove e su Dell'Utri il processo non ha fatto
chiarezza».

Il Manifesto
31 ottobre 2008
Mafia
Dalla giunta del Senato no ai giudici su Dell'Utri

Mentre il presidente del senato Schifani lanciava appelli alla lotta alla mafia presentando un libro sull'antiracket, la giunta per le immunità ha deciso ieri di rispondere no alla richiesta del gip di Palermo di poter utilizzare le intercettazioni delle telefonate tra il senatore Marcello Dell'Utri e Sara Palazzolo, sorella del boss latitante in Sudafrica Vito Roberto Palazzolo. Dell'Utri è stato condannato in primo grado a nove anni per concorso esterno in associazione mafiosa. A Palermo è in corso il processo di appello ed è per questo che il giudice per le indagini preliminari aveva avanzato la richiesta di poter utilizzare le intercettazioni al senato. La maggioranza della giunta ha ritenuto che a fare la richiesta doveva essere il presidente del tribunale e non il gip. Adesso l'aula di palazzo Madama dovrà confermare, o smentire, questo giudizio. Durante le conversazioni intercettate Sara Palazzolo chiedeva un appuntamento a Dell'Utri, parlando poi col fratello della possibilità di condizionare un processo.



"...Il modello, ormai, della televisione, della trash tv, é "La Corrida", dove l'eroe è l'ultimo livello di sviluppo umano: si può solo prenderlo in giro. Mike Buongiorno rappresentava l'uomo uguale a te, questi rappresentano l'uomo inferiore a te, quindi fanno scattare delle fasi di sadismo, etc... In questo senso, quindi, Mike Buongiorno era il Rinascimento..."
(Umberto Eco, intervistato da Michele Fazioli, "Controluce", RTSI, Radiotelevisione svizzera di lingua italiana, 26 ottobre 2008)




La Repubblica on line
31 ottobre 2008
Alitalia, Cai non presenta l'offerta
Cgil, Cisl, Uil e Ugl firmano il protocollo d'intesa proposto da Letta
Ma piloti (Anpa, Up) e assistenti di volo (Avia, Sdl) dicono di no
Fallisce la mediazione presso la presidenza del Consiglio
Colaninno e i suoi soci di cordata gettano la spugna


ilsole24ore.com
31 ottobre 2008
Il testo del lodo Letta



"Ritorna la norma salva-manager"?

Quanto guadagnano i "padroni" d'Italia?

Gianni Dragoni, inviato de Il Sole 24 Ore, e Giorgio Meletti, responsabile della redazione economica del tg La7, autori de "La paga dei padroni" (Ed. Chiarelettere) ne hanno parlato con Corrado Augias a Le Storie, Rai Tre, giovedì 30 ottobre.
Vedi qui


La Repubblica on line
30 ottobre 2008
"Ritorna la norma salva-manager"
Mozione di Idv e Pd: "Presentato dal governo ha effetti ancora
più devastanti. Ora il ministro Tremonti, come promesso, si dimetta"
L'allarme dell'opposizione

Roma - L'opposizione lancia l'allarme: la norma salva manager sparita dal decreto Alitalia, dopo le prese di distanza del ministro Tremonti, torna in modo ancora più deflagrante in un altro provvedimento, questa volta presentato alla Camera - sottolineano - dallo stesso governo.
Per questo motivo alcuni senatori - Idv, Udc e Pd - chiedono, con una mozione, presentata oggi a Palazzo Madama, al ministro dell'economia Tremonti di riferire urgentemente in Parlamento. Il disegno di legge in questione è il ddl di "Delega al governo per il riordino della legislazione in materia di gestione delle crisi aziendali". Secondo i senatori dell'opposizione si prevede due ipotesi di equiparazione della dichiarazione di insolvenza a quella di fallimento: la prima riguarda la punibilità delle condotte indebite o ingiustificate tenute nel corso della procedura e le limita all'ipotesi di conversione dell'amministrazione straordinaria in fallimento, (nel corso o al termine della procedura stessa). La seconda scatta nel caso in cui si riscontri "la falsità dei presupposti per l'ammissione alla procedura", che sono la presenza di non meno di 200 dipendenti e l'ammontare dei debiti non inferiore ai due terzi dei ricavi.
Il disegno di legge governativo è stato presentato alla Camera dei deputati il 2 ottobre scorso, "proprio lo stesso identico giorno dell'approvazione, nell'altro ramo del Parlamento, del cosiddetto 'emendamento salva-manager' presentato dai Senatori Cicolani e Paravia" si legge nella mozione, che aggiunge: esso propone "sostanzialmente lo stesso contenuto normativo e precettivo" di quell'emendamento, "con un effetto addirittura più ampio e ancor più devastante", rispetto a ciò "che aveva fatto gridare allo sdegno l'intero governo".

"Adesso - ha detto il senatore dell'Idv Luigi Li Gotti - ci aspettiamo solo che il ministro Tremonti, come promesso, si dimetta".



Sempre simpatico

"Ma Gheddafi mi è sempre stato simpatico... Quando gli americani andarono a bombardare Tripoli, l'ambasciatore Maxwell Rabb (ambasciatore Usa in Italia dall' 81 all' 89, ndr), chiese il permesso di sorvolo dei cieli italiani. Informò mio padre e i loro aerei erano già partiti dalla Spagna. Mio padre rispose: non è che potete comunicarmelo mentre sono già in volo. Mio padre aspettò che Rabb girasse l' angolo di Palazzo Chigi, poi chiamò un amico dell' ambasciatore libico e gli disse: "Fate sapere al Colonnello che quelli lo vogliono andare a prendere". E gli salvò la vita".
(Bobo Craxi, già sottosegretario agli Esteri nel secondo governo Prodi, a partire dal 18 maggio 2006, Corriere della Sera, 7 marzo 2006)

"Libia: Craxi avvertì Gheddafi del raid Usa nel 1986
Nell'aprile del 1986 Bettino Craxi avvertì Muammar Gheddafi dell'imminente attacco statunitense su Tripoli. Per la prima volta i protagonisti di quegli anni hanno confermato ufficialmente i retroscena di un episodio chiave del duro confronto Usa-Libia della meta' degli anni Ottanta. Giulio Andreotti, allora ministro degli Esteri italiano, e Abdel-Rahman Shalgam, ai tempi ambasciatore libico a Roma, hanno reso noto che, alla vigilia dell'attacco del 15 aprile, il governo italiano informò i libici che "vi sarebbe stata un'aggressione americana". "Non credo di svelare un segreto se racconto che l'Italia ci informò", ha sostenuto Shalgam, ora titolare del ministero degli Esteri della Giamahiryah, intervenendo al convegno italo-libico alla Farnesina. "Craxi mi mando' un amico per dirmi di stare attenti, perche' il 14 o il 15 ci sarebbe stato un raid americano contro la Libia", ha raccontato l'ex ambasciatore. L'avvertimento arrivò "due giorni prima" ("forse l'11 o il 12 aprile") dell'attacco deciso dal presidente Ronald Reagan che considerava il leader libico uno dei grandi finanziatori del terrorismo internazionale e lo accusava dell'attentato del 5 aprile contro una discoteca di Berlino frequentata dai soldati statunitensi".
(Agi, Roma, 30 ottobre 2008)

"Sembra proprio che il passato non voglia abbandonare la fitta trama di rapporti fra l'Italia e il paese nordafricano, nonostante l'intesa di fine agosto - che Frattini assicura sarà ratificata "in tempi brevi" dal parlamento - abbia aperto effettivamente le porte a un futuro-presente di opportunità, soprattutto economiche. "Non parliamo del passato che il trattato mette alle nostre spalle, ma del futuro e di una 'cosa nuova': gli artigiani italiani tornino in Libia. Tornino i servizi, i bar, le imprese piccole e medie" ha affermato Seif al-Islam Gheddafi.
Quanto alle grandi, sono già in fila, come dimostra la lista dei nomi di chi ha accettato l'invito al convegno (il convegno della fondazione 'Medeia', ndr): oltre al 'decano', l'ad dell'Eni Paolo Scaroni (che ha quantificato a 28 miliardi di dollari sui prossimi dieci anni gli investimenti del Cane a sei zampe in Libia) erano presenti, per citarne alcuni, l'ad di Telecom Italia Franco Bernabè; il presidente della Bnl, Luigi Abete; l'ad di Unicredit Alessandro Profumo; il presidente di Impregilo Massimo Ponzellini; il presidente dell'Enel Piero Gnudi; il finanziere franco-tunisino Tarak Ben Ammar; il presidente dell'Enac Vito Riggio; l'amministratore delegato delle Ferrovie, Mauro Moretti e l'ad di Fondiaria-Sai, Fausto Marchionni".
(Apcom, Roma, 30 ottobre 2008)

"Il tempo é passato, e il governo italiano ha chiesto scusa per le sue responsabilità coloniali. Se Bettino Craxi ha davvero salvato la vita al colonnello Gheddafi non é tardi per dirgli grazie".
(Stefania Craxi, attuale sottosegretario agli Esteri, Agi, Roma, 30 ottobre 2008)

"Tripoli non dà corso agli accordi conclusi in aprile in occasione della visita in Libia dell'ex-presidente Vladimir Putin al Colonnello Gheddafi, sebbene la Russia avesse acconsentito alla cancellazione del vecchio debito libico di 4,5 miliardi di dollari. Tuttavia per Mosca c'é una buona notizia: secondo una fonte la Libia sarebbe pronta a ospitare una base navale russa... Secondo le intenzioni del leader libico la presenza militare russa sarà una garanzia di non aggressione contro la Libia da parte degli Usa che, nonostante i numerosi gesti in senso conciliatorio di Tripoli, non hanno fretta di abbracciare il colonnello Gheddafi".
(Kommersant, 31 ottobre 2008)



Sabina Guzzanti ad "Annozero" imita Berlusconi:
qui

La Stampa on line
30 ottore 2008
Il caso
Sabina Guzzanti ritorna sulla Rai: travestita da Berlusconi a AnnoZero
L'imitazione del premier da Santoro:
Uso criminoso della tv, si contenga.
Saviano eroe? Lo è anche Mangano»

Roma
Irrompe sul ledwall che domina lo studio di Annozero vestito con un doppipetto blu, mantello dorato e corona d’alloro in testa, il Silvio Berlusconi targato Sabina Guzzanti. E ricomincia dal botta e risposta rimasto negli annali tra il vero cavaliere e Michele Santoro: dalla telefonata in diretta in trasmissione al conseguente "editto bulgaro" che anticipò l’uscita di scena del giornalista dagli schermi televisivi.
La comica, dopo una lunga pausa di cinque anni, torna in tv con una delle sue imitazioni più riuscite e punta subito sull’attualità, sugli incidenti di ieri a Piazza Navona e sull’annuncio, poi smentito dal premier, dell’intenzione di impiegare la polizia per arginare le proteste degli studenti. «Cossiga ha detto "ma perchè non fate come abbiamo sempre fatto, cioè infiltrate la talpa in modo che poi sembra che gli studenti sono terroristi e mettono le bombe?". Ma a me - dice Sabina-Silvio - devono spiegarmi perchè devo mettere la talpa. Per cosa, che poi la devo candidare? Dio li fa e io me li accollo: sono credente ma c’è un limite. Abbia pazienza».
E poi, aggiunge, «mi scusi, non voglio far sembrare gli studenti violenti, io ci tengo a sembrare io quello violento, questo io credo sia il massimo della gratificazione per un premier: che quando dice una cosa è quella. Se posso prendermi un merito, visto che sono la modestia fatta persona: quando ho detto Milan l’ho fatto, ho detto governo e sono stato, ho fondato un giornale e l’hanno chiamato "Il giornale", allora se il premier dice una cosa è quella, io con queste talpe non ce la faccio più, poi le devo candidare. Cosa ci faccio con tutti questi politici che ho messo in giro?». I fan dell’attrice esultano: «Non vedo l’ora di vedere Annozero, non mi perdo la puntata per niente al mondo», scriveva poche ore prima uno dei fan di sabina sul blog.
«Io - rincara la dose il finto premier - i politici li odio, ma non lo vada a dire che li odio perchè non l’ho mai detto che li odio. Io li farei fuori, ta-ta-ta-ta, e non vada in giro a dire che ho fatto il gesto della mitraglietta perchè non l’ho mai fatta la mitraglietta. Santoro - è l’escalation finale - per favore si contenga, Santoro, lei sta facendo un uso criminoso del servizio pubblico mettendo in giro cose che non ho mai detto. Si vergogni! Questo è il contradditorio in un paese che non rispetta le regole democratiche, con l’opposizione che scende in piazza. E quella piazza gliela ho riempita anch’io, perchè se non avessi detto quella cosa della polizia, che non l’ho detto, neanche si sarebbe riempita la piazza».
Il Cavaliere in versione Guzzanti torna nel secondo collegamento: se dite che Roberto Saviano è un eroe, «allora dovete dire anche che Mangano è un eroe: è la regola del pluralismo». La comica non si fa sfuggire i temi di maggiore attualità, come il caso dell’autore di Gomorra, riportando a una vecchia dichiarazione del premier che definì lo stalliere di Arcore «un eroe». «Non potete parlare dell’Italia - ha proseguito - in toni denigratori, in un momento in cui bisogna stare tutti uniti. Ci sono tanti modi per parlare di mafia: io ho scritto una canzone, che è simpatica e dà una immagine simpatica», urla il finto premier intonando un motivetto: «Quando ’ndrangheta t’ha fatto, quando ’ndrangheta t’ha fatto...». Poi, il nuovo "affondo" verso il Pd: «Hanno il diritto di fare opposizione, non ho mai detto che non hanno diritto. Ma anche noi abbiamo diritto a non avere un’opposizione e anche questo diritto va tutelato».
La Guzzanti-Berlusconi si "scaglia" poi contro il conduttore Michele Santoro prima il gesto dell’ombrello, poi il dito medio alzato. «Santoro si contenga - tuona il finto premier - lei ha fatto il 20% senza invitare uno dei tanti sottoscritti che ci sono in giro. Dirà che io sono sempre invitato, ma io non vengo. Lei fa un uso criminoso della tv. Io adesso vengo nel suo programma e le faccio calare l’ascolto stando zitto». Il Cav targato Sabina Guzzanti guarda allora fisso la telecamera, scandendo in una sorta di countdown il calare degli ascolti: «Sette milioni, Santoro, cinque. Tre - e qui fa il gesto dell’ombrello - uno - dito medio alzato - zero, zero!», urla alzando le braccia al cielo: «Uno a zero, palla al centro».

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